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Riprendiamo LIBERO di oggi, 29/06/2024, pag. 7, con il titolo "Avvertimento di Le Pen a Macron: sulle nomina Ue non decide lui", commento di Mauro Zanon
Alla vigilia del primo turno delle elezioni legislative francesi, si respira un forte nervosismo nel campo della maggioranza macronista. Giovedì, in occasione di un incontro a Bruxelles con i suoi alleati europei, il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, ha dichiarato di voler riconfermare Thierry Breton come membro francese della Commissione europea. Una proposta che ha fatto subito reagire Marine Le Pen, capogruppo dei deputati del Rassemblement national (Rn) all’Assemblea nazionale e fresca vincitrice delle elezioni europee. I DIRITTI DI MATIGNON Parlando con la giornalista Laurence Ferrari nel quadro della trasmissione La Grande Interview di Europe1-CNews, la madrina del sovranismo francese ha ricordato a Macron che la scelta del commissario non è prerogativa del presidente, ma dell’inquilino di Matignon, ossia del prossimo primo ministro. Dunque, in caso di trionfo di Rn alle elezioni legislative, la scelta spetterebbe a Jordan Bardella. «Emmanuel Macron si sta proiettando verso una vittoria che non può ottenere», ha dichiarato Marine Le Pen, prima di aggiungere: «Non potrà nominare il signor Breton, perché ci sarà un’altra maggioranza. Lo spero, e credo che lo sperino anche i francesi. Ci sarà un altro governo rispetto a quello che conosciamo ed è prerogativa del primo ministro nominare il commissario europeo». MINISTRI DI DUE PAESI Parlando i giornalisti a margine del Consiglio europeo a Bruxelles, Macron ha inizialmente rifiutato di entrare in «un dibattito costituzionalista», denunciando però subito dopo l’«arroganza» di Rn. «Si sono già spartiti tutti gli incarichi. Ora non si dovrebbe nemmeno andare a votare», ha ironizzato l’inquilino dell’Eliseo, prima di aggiungere: «Chi sono per spiegarci cosa dovrebbe essere la Costituzione?». Il presidente francese ha anche denunciato le frasi del deputato uscente Rn Roger Chudeau, che ha preso come esempio l’ex ministra dell’Istruzione franco-marocchina Najat Vallaud-Belkacem per dire che nei ministeri, in caso di vittoria sovranista, non ci sarà spazio per cittadini con la doppia nazionalità.
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