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Libero Rassegna Stampa
23.01.2024 27 gennaio, la sinistra ricordi tutte le vittime ebree, anche le odierne

Commento di Pietro Senaldi

Testata: Libero
Data: 23 gennaio 2024
Pagina: 1
Autore: Pietro Senaldi
Titolo: «Nel Giorno della Memoria la sinistra mostri di ricordare tutte le vittime ebree, anche le odierne»

Riprendiamo da LIBERO di oggi, 23/01/2024, a pag.1, con il titolo "Nel Giorno della Memoria la sinistra mostri di ricordare tutte le vittime ebree, anche le odierne" il commento di Pietro Senaldi.

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Pietro Senaldi

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Il ribaltamento della storia. L'aggredito dipinto come aggressore

Promemoria per il Giorno della Memoria, che si celebrerà sabato prossimo in un clima infame per gli ebrei.
Lo Stato di Israele vede a rischio la propria sopravvivenza come mai era capitato dalla sua nascita e il mondo, anche l’Occidente, è pervaso da un’ondata di antisemitismo che non ha eguali dal Dopoguerra. Intendiamoci, l’odio verso il popolo ebraico è una costante della storia e non si è mai davvero placato, ha sempre covato, strisciante, anche nell’Unione Europea. Oggi però è diverso: gli antisemiti usano la guerra nella Striscia di Gaza a pretesto per manifestare il proprio razzismo, attraverso il conflitto e la condanna dell’operato di Netanyahu cercano di trovare legittimazione all’indicibile.
Si assiste a un ribaltamento della storia per cui l’aggredito, Israele, viene dipinto come aggressore solo perché reagisce con la forza alla forza.
La superiorità militare di Tel Aviv agli occhi dei progressisti occidentali diventa una colpa perché miete più vittime dei terroristi di Hamas. L’aggressore invece diventa vittima solo perché più debole, senza considerare la realtà, ovverosia che Israele è accerchiato da nemici che lo vogliono uccidere e che la differenza tra Netanyahu e i tagliagole e stupratori palestinesi è che il primo non può fermarsi senza perdere mentre ai secondi basterebbe negoziare il rilascio degli ostaggi per interrompere i bombardamenti sulla Striscia.
In questo quadro il Pd e soprattutto il suo leader, Elly Schlein, si stanno segnalando per il comportamento ostile nei confronti di Israele, che non si limita alla critica al governo di Netanyahu, che è più che legittima e si registra, pesante, anche nello Stato ebraico. La segretaria nega il diritto di Tel Aviv a difendersi, e quindi a esistere. Vale la pena ricordare ai dem che Israele è nato come risposta allo sterminio di sei milioni di ebrei, per dare loro una patria ed evitare così che la storia si ripeta. Il 7 ottobre, in parte, si è ripetuta, con il genocidio di civili israeliani sorpresi nelle loro case ma la metà sinistra dell’Occidente non ha visto o comunque non ha capito. Addirittura ci sono associazioni partigiane ed esponenti progressisti che accusano di genocidio Israele per i morti sotto le bombe a Gaza. Sarebbe come accusare gli alleati nel 1945, con l’esercito tedesco piegato, di crimini di guerra per i bombardamenti sulla Germania.
Con la differenza che i terroristi islamici oggi non sono allo sbando come lo era la Wermacht ottant’anni fa.
Perciò il Giorno della Memoria quest’anno è una cartina di tornasole. Le parole e il modo con cui sarà celebrato da Schlein e compagni ci diranno se a sinistra l’ebreo piace solo se morto nel lager nazisti, perché già abbiamo capito che quelli trucidati nei kibbutz o al rave party non hanno la stessa dignità di quelli eliminati nelle camere a gas. Si capirà se per il Pd e i suoi antenati il 27 gennaio è l’occasione per rinfacciare a una destra che non c’è più l’orrore delle leggi razziali o è veramente un giorno per ricordare le vittime dell’Olocausto, che si onorano portando rispetto ai loro figli e nipoti di oggi, che i centri sociali prendono d’assalto, le università anglosassoni accusano di essere come i nazisti e la nostra sinistra vuole disarmare. La Schlein deve decidere, alla vigilia del voto per le Europee, che tipo di sinistra vuol essere. Se il suo modello è il cancelliere Scholz, che ha dichiarato che la storia dei tedeschi impone loro di essere sempre dalla parte di Israele, o viceversa lo spagnolo Sanchez, che attraverso Borrel, l’alto rappresentante della Ue per la politica estera, accusa Tel Aviv di essere responsabile del 7 ottobre per aver finanziato Hamas per indebolire l’Autorità Nazionale Palestinese. In vista dell’appuntamento di sabato sarebbero auspicabili da parte della leader dem parole di pace non rivolte al Medio Oriente ma alla sinistra estrema antisemita, alla quale occhieggia per recuperare voti. Si attende un discordo di condanna delle persecuzioni degli ebrei che non guardi indietro di novant’anni, al fascismo dell’altroieri, ma punti dritto negli occhi l’antisemitismo che oggi divora la sinistra.

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