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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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Libero Rassegna Stampa
04.04.2026 Un gruppetto di militanti pro-Pal sfila sotto l’hotel dei turisti israeliani
Cronaca di Libero

Testata: Libero
Data: 04 aprile 2026
Pagina: 13
Autore: Cronaca di Libero
Titolo: «Un gruppetto di militanti pro-Pal sfila sotto l’hotel dei turisti israeliani»

Riprendiamo da LIBERO di oggi, 0404/2026, a pag. 9, l'articolo "Un gruppetto di militanti pro-Pal sfila sotto l’hotel dei turisti israeliani".

All’Hotel Ariston di Capaccio Paestum stanno soggiornando in questi giorni circa cento turisti israeliani, che hanno deciso di soggiornare in Cilento. E ieri pomeriggio, in sfregio al diritto di andare in vacanza di semplici cittadini israeliani, è arrivata la contestazione di uno sparuto gruppetto di militanti pro-Palestina sotto le finestre dell’albergo. La manifestazione è stata promossa da diverse associazioni locali, tra cui rappresentanti di “Legambiente Paestum”, il gruppo “Donne in Nero Cilento” e il “Comitato Cilento Palestina”. Nel corso del presidio è stato distribuito un volantino dal titolo “Voci dal Cilento: un impegno per la pace”, nel quale i manifestanti spiegano che la loro protesta è rivolta non al popolo ma al governo israeliano. Peccato che l’obiettivo della protesta sia stato proprio l’hotel dove semplici cittadini erano lì per soggiornare. Nel testo del volantino si legge: «Siamo qui per manifestare dissenso alla vostra presenza, non per la vostra religione, per la vostra lingua, la vostra cultura ma perché vediamo in voi l’espressione di un governo omicida, violento, brutale». Quindi un appello: «Noi siamo qui, unite la vostra voce alla nostra per opporvi alla carneficina» e dire «no a genocidio, oppressione e colonialismo». Secondo quanto riferito dagli organizzatori, l’iniziativa nasce dal rifiuto della presenza nel territorio di persone ritenute «legate all’esercito israeliano». Sulla vicenda è intervenuto nei giorni scorsi anche il Comune di San Giovanni a Piro, che ha espresso addirittura una posizione di «non gradimento» rispetto all’arrivo nel Cilento di Ofer Winter, ex generale dell'esercito israeliano, la cui presenza era stata annunciata nel territorio nel periodo compreso tra il 31 marzo e il 9 aprile. Nei giorni precedenti era circolata l’ipotesi della presenza del generale Winter tra gli ospiti della struttura, successivamente smentita sia dallo stesso interessato sia dai gestori dell'hotel. Un polverone sul nulla. L’hotel Ariston di Capaccio Paestum è rimasto presidiato dalle forze dell’ordine sin dallo scorso 31 marzo, con servizi di controllo sia all’ingresso principale sia nella parte retrostante della struttura. L’episodio più clamoroso che riguarda i turisti israeliani in Italia riguarda il celebre rifiuto nel Bellunese del novembre 2024 alla prenotazione di una coppia di turisti israeliani: «Non siete ospiti sgraditi». 

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