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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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Libero Rassegna Stampa
01.04.2026 Parigi vieta il sorvolo per la consegna di armi a Israele
Cronaca di Mauro Zanon

Testata: Libero
Data: 01 aprile 2026
Pagina: 6
Autore: Mauro Zanon
Titolo: «Parigi vieta il sorvolo per la consegna di armi a Israele»

Riprendiamo da LIBERO di oggi, 01/04/2026, a pagina 6, con il titolo "Parigi vieta il sorvolo per la consegna di armi a Israele", la cronaca di Mauro Zanon.

Mauro Zanon

Mauro Zanon

Parigi. “La Francia non ha permesso agli aerei diretti in Israele, carichi di rifornimenti militari, di sorvolare il proprio territorio. La Francia si è dimostrata molto poco collaborativa. Gli Stati Uniti se ne ricorderanno!!!”. Attraverso il suo social network, Truth, il presidente americano Donald Trump ha alzato i toni contro la Francia di Emmanuel Macron per aver negato il suo spazio aereo a velivoli Usa diretti in Israele con rifornimenti militari. Secondo quanto riferito a Reuters da un diplomatico occidentale e due fonti a conoscenza della questione, la Francia, nel fine settimana, avrebbe vietato il sorvolo del proprio territorio per le consegne di armi statunitensi destinate allo Stato ebraico, una decisione senza precedenti dall’inizio della guerra in Iran. “Confermiamo questa decisione, che è in linea con la posizione francese sin dall’inizio del conflitto”, hanno detto fonti dell’Eliseo che si sono dette “sorprese” dalla presa di posizione dell’inquilino della Casa Bianca. “La Francia non ha cambiato posizione sin dal primo giorno”, ha aggiunto l’entourage del presidente francese. Il riferimento è alla posizione espressa lo scorso 5 marzo, ossia pochi giorni dopo l’avvio dell’operazione militare congiunta di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, dallo Stato maggiore francese. In un comunicato, i vertici militari francesi avevano annunciato che “alcuni aerei di supporto alle operazioni” erano stati “accolti nella base aerea di Istres (Bocche del Rodano, ndr), in Francia”, e che Parigi “ha preteso che i mezzi in questione non partecipino in alcun modo alle operazioni condotte dagli Stati Uniti in Iran, ma siano utilizzati esclusivamente per sostenere la difesa dei nostri partner nella regione”. Secondo quanto riportato ieri dal Monde che cita fonti diplomatiche in forma anonima, la Francia non ha vietato tutti i sorvoli di aerei militari diretti in Israele e in Medio Oriente dall’inizio della guerra contro l’Iran. “Gli aerei statunitensi sono autorizzati a sorvolare il territorio francese nel rispetto delle norme internazionali sul sorvolo degli aerei di Stato”, ha detto al Monde una fonte diplomatica. Attualmente, sia i caccia che gli aerei logistici che attraversano lo spazio aereo francese devono ottenere preventivamente un’autorizzazione denominata “diplomatic overflight clearance”: ogni volo viene esaminato caso per caso. Le fonti sentite dal Monde hanno sottolineato che l’approccio francese è diverso da quello spagnolo. La Spagna, il 30 marzo, ha annunciato la chiusura del proprio spazio aereo agli aerei americani, mentre la Francia da un mese accoglie regolarmente sul proprio territorio velivoli di supporto degli Stati Uniti nelle basi di Istres (Bocche del Rodano) e di Avord (Cher). Si tratta in particolare di C17 e Stratotanker KC-135. “Gli aerei militari di supporto (e non da combattimento) possono stazionare nelle basi militari francesi nell’ambito di una procedura di routine, ma questi velivoli non partecipano alle operazioni di combattimento in Iran”, ha specificato al Monde una di queste fonti. Non basterà a placare l’ira di Trump. 

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