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Shalom Rassegna Stampa
02.01.2023 I principali ministri del governo Netanyahu
Commento di Ugo Volli

Testata: Shalom
Data: 02 gennaio 2023
Pagina: 1
Autore: Ugo Volli
Titolo: «I principali ministri del governo Netanyahu»
Riprendiamo da SHALOM online l'analisi di Ugo Volli dal titolo "I principali ministri del governo Netanyahu".

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Ugo Volli

 

Nonostante appelli, manifestazioni, articoli di giornale che prevedono il caos e la guerra civile  il nuovo governo israeliano è al lavoro e i ministri ora devono, come ha detto Netanyahu, “rimboccarsi le maniche”  per affrontare i molti problemi che stanno di fronte allo stato ebraico e soprattutto per realizzare l’ambizioso programma che gli accordi di coalizione hanno stabilito. Quest’inizio è una buona occasione per chiedersi chi sono i politici che gestiranno Israele nei prossimi anni. 

 

Il primo ministro

Partiamo dal più importante di tutti, Benjamin (chiamato da tutti Bibi) Netanyahu. Settantatrè anni compiuti il 21 ottobre, figlio di Benzion Netanyahu (nato a Varsavia col nome di Bensyjon Milejkowski,  un grande storico che si è occupato di Inquisizione e ha insegnato nelle migliori università americane ma ha fatto anche il segretario del fondatore del sionismo revisionista Vladimir Žabotinskij); fratello dell’eroe di Entebbe Yoni Netanyahu, Cresciuto a Gerusalemme e in parte negli Usa, Bibi ha militato nelle forze speciali Sayeret Matkal  per diversi anni, partecipando alla guerra del Kippur e a varie operazioni segrete. Dopo gli studi economici entra in politica, è nominato dal primo ministro Yitzhak Shamir ambasciatore all’Onu (1984-88), tornato in Israele viene subito eletto deputato e diventa nel 1993 leader del Likud, che porta alla vittoria nel 1996, conquistando così il posto di primo ministro. Lo riotterrà altre cinque volte, con vari passaggi all’opposizione, diventando il premier più longevo di Israele. Molto apprezzato dall’elettorato e nella politica internazionale, è anche molto odiato nella politica israeliana. È in corso un processo contro di lui per imputazioni di corruzione e di abuso di potere, ma si tratta di accuse che al momento sembrano piuttosto difficili da provare. 

 

Il ministro della difesa

Il secondo posto per importanza è quello della Difesa. Lo tiene Yoav Gallant  Maggior generale dell’esercito israeliano, proveniente dagli incursori di Marina, già comandante della regione meridionale e responsabile dell’operazione “Piombo fuso”, fu designato da Barak e Netanyahu nel 2010 come nuovo capo di stato maggiore delle forze armate israeliane. La sua carriera fu però travolta dalla pubblicazione di un dossier che lo accusava di scorrettezze, rivelatosi poi del tutto falso. Ma nel frattempo Gallant si era dimesso e al suo posto venne nominato Benny Gantz, oggi capo di uno dei partiti di opposizione. Gallant ha fama di stratega audace; a lui potrebbe toccare la responsabilità dell’attacco al nucleare iraniano.

 

Gli esteri

Eli Cohen (da non confondere con l’omonima spia israeliana in Siria) è ministro degli esteri. Sposato con quattro figli, residente a Holon, membro del Likud,  ha una formazione economica ed è stato già ministro dell’economia e dell’industria e soprattutto è stato responsabile ministeriale dei servizi di intelligence.

 

La giustizia

Ministro della Giustizia è Yair Levin, avvocato, 53 anni sposato con tre figli, già Ministro della sicurezza interna, del Turismo e dell’immigrazione in precedenti governi di Natanyahu, è stato per due volte presidente della Knesset, prima fra il 2018 e il 2020, poi per pochi giorni la settimana scorsa, nominato provvisoriamente per permettere l’approvazione di alcune leggi necessarie alla formazione della maggioranza. Sul tema delicatissimo della Giustizia Levin ha spesso espresso l’opinione che bisogna trovare un nuovo equilibrio che rispetti il primato del parlamento.

 

Gli affari strategici

L’ex ambasciatore israeliano negli Stati Uniti (per una lunghissima durata rispetto agli standard diplomatici, dal 2013 al 2021) Ron Dermer è il Ministro agli affari strategici del nuovo governo, con l’incarico di seguire la fondamentale relazione fra Israele e Usa. Nato A Miami, con una laurea ad Oxford, Dermer, 51 anni, prima di diventare uno dei  più fidi uomini di Netanyahu è stato assistente di Nathan Sharanski. 

 

L’economia

All’Economia è stato destinato Nir Barkat, imprenditore, già sindaco di Gerusalemme, uno dei possibili successori di Netanyahu, alla Diaspora va Amichai Chikli, 41 anni, nato a Gerusalemme da genitori tunisini. E’ di famiglia ed educazione conservative, anche se personalmente non si dichiara aderente a questa tendenza: anche questa è una scelta pensata per aprire un dialogo con gli Stati Uniti, in particolare con gli ambienti non ortodossi che vi prevalgono. Fra gli altri membri del Likud bisogna almeno nominare Yoav Kisch all’Educazione, Avi Dichter all’Agricoltura, Shlomo Karhi  alla Comunicazione, Miri Regev ai Trasporti. Haim Katz al Turismo. 

 

I ministri sionisti religiosi

Per gli altri partiti, le due personalità dominanti nel mondo del sionismo religioso sono Itamar Ben Gvir alla sicurezza nazionale, e  di Bezalel Smotrich  al Tesoro con competenza su Giudea e Samaria. Entrambi sono molto contestati dalla stampa internazionale e dagli avversari politici del governo. Ben Gvir, 46 anni, è avvocato, di carattere molto combattivo e spesso provocatorio, sposato con cinque figli, vive nell’insediamento di Kiriat Arba sopra Hebron. E’ considerato vicino alla linea politica nazionalista del rabbino Meir Kahane, il cui movimento Kach fu sciolto a metà degli anni Ottanta sotto l’accusa di razzismo. Ben Gvir ha ripetutamente dichiarato di non condividere più le posizioni di Kach e di volere soprattutto un atteggiamento più duro di Israele nella lotta al terrorismo. Avrà ora la responsabilità politica delle forze di sicurezza, che spesso lo hanno perseguito per le sue idee e le sue mobilitazioni per la difesa dei diritti degli ebrei in Giudea e Samaria. Sarà interessante vedere come si svilupperà il conflitto fra le sue idee e le pratiche conciliatorie che la polizia israeliana ha usato spesso nei confronti dei movimenti palestinisti. Lo stesso si può dire di Bezalel Smotrich, 41 anni, sette figli, abitante nel villaggio di Kedurim in Samaria,  anche lui avvocato, difensore molto deciso delle comunità ebraiche oltre la linea verde  contro le iniziative per bloccarne l’espansione spesso prese da parte dell’amministrazione civile delle forze armate israeliane, di cui ora è responsabile.

 

I ministri del mondo charedì

Bisogna citare infine due ministri del mondo charedì (quello che i giornali chiamano con un termine inappropriato e un po’ offensivo “ultraortodosso”):  Aryeh Deri Ministro della Salute e dell’Interno è membro dello Shas, il partito religioso sefardita. Nato in Marocco, 63 anni, leader politico storico degli ebrei sefarditi, è stato ministro in molti governi. Ha avuto diversi guai con la giustizia, essendo stato condannato per evasione fiscale e corruzione, ma è sempre riemerso alla guida del suo partito. Yitzhak Goldknopf, 72 anni e dieci figli, nato a Gerusalemme, è il leader del gruppo Agudat Israel, che è maggioritario nella lista United Torah Judaism è stato nominato ministro dell’edilizia e degli affari di Gerusalemme. E’ un seguace della dinastia chassidica forse più importante in Israele, quella di Gur e al governo rappresenta i religiosi askenaziti.


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