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Informazione Corretta Rassegna Stampa
01.11.2023 Il destino degli sfollati
Analisi di Michelle Mazel

Testata: Informazione Corretta
Data: 01 novembre 2023
Pagina: 1
Autore: Michelle Mazel
Titolo: «Il destino degli sfollati»
Il destino degli sfollati
Analisi di Michelle Mazel

(traduzione di Yehudit Weisz)


Perché litighiamo su Israele e Palestina? | Vanity Fair Italia

Ascoltate l'indignazione dei commentatori per gli appelli dell'esercito israeliano ai residenti del nord di Gaza affinché lascino l'area e si spostino al sicuro nel sud prima che le truppe avanzino.    Le popolazioni civili israeliane attorno a Gaza avrebbero certamente voluto ricevere un simile avvertimento in tempo. Quante sofferenze sarebbero potute essere risparmiate alle famiglie torturate e massacrate, e centinaia di genitori e parenti non avrebbero vissuto nell'angoscia per la sorte dei loro cari tenuti in ostaggio.

È un fatto che mentre l’esercito israeliano è disposto a correre dei rischi pur di non uccidere i civili, Hamas cerca di massimizzare il numero delle sue vittime. Oggi i sopravvissuti ai massacri hanno lasciato le loro case, le loro città in rovina su cui aleggia ancora l'odore della morte. Alloggiati presso degli amici o negli alberghi messi loro a disposizione dal governo, loro non sanno se potranno, se vorranno, tornare un giorno “nelle loro case”.

Ci sono anche gli abitanti dei villaggi al confine con il Libano, evacuati per precauzione, mentre Hezbollah spara  a sua volta. Ci sono centinaia di migliaia di sfollati in Israele. Hamas, dal canto suo, non vuole che i civili del nord si rifugino nel sud, perché li usa come scudi umani. Lui conosce il valore delle immagini di donne in lutto e di corpi coperti da sudari, nei suoi sforzi per cambiare la narrazione degli eventi. Allo stesso tempo, continua a lanciare i suoi missili verso le città e i villaggi di Israele. Ma di questo si parla meno nei media. Grazie all'Iron Dome, che elimina la maggior parte di questi missili, e alla straordinaria disciplina degli israeliani che obbediscono alle istruzioni della difesa passiva, ci sono dei danni, sì, ma poche vittime.

È un fatto poco noto che in Israele ogni nuovo appartamento deve avere una stanza blindata in grado di resistere alle esplosioni; che molti edifici hanno un riparo sotterraneo, e che in quelli che non hanno alcuna protezione le persone si rifugiano nella tromba delle scale. Ovviamente è meglio non farsi sorprendere per strada o essere per strada quando viene dato l'allarme. “Per fortuna”, gli israeliani ci sono abituati. Da anni Hamas lancia periodicamente razzi e talvolta vi si aggiunge anche Hezbollah. Sono state allestite tendopoli per i palestinesi sfollati dalla guerra, coloro che hanno lasciato il nord della Striscia di Gaza per raggiungere le tendopoli allestite per loro nel sud. Israele sta concedendo gli aiuti umanitari di cui hanno bisogno. Ancora insufficienti secondo la Croce Rossa? Forse. Ma che dire degli ostaggi tenuti in condizioni disumane? Come vengono trattati? Chi si prende cura dei più piccoli, di quel neonato di nove mesi rapito insieme al fratellino di quattro anni? La Croce Rossa dice che sta facendo tutto il possibile per ottenere l'accesso, ma Hamas glielo nega.

Ovviamente, non si può contare sui commentatori per suggerire che finché gli ostaggi non riceveranno questa visita, gli aiuti umanitari non entreranno a Gaza.

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Michelle Mazel

takinut3@gmail.com

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