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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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Michelle Mazel
Europa/Medio Oriente
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Perché questa notte è diversa da tutte le altre notti? 31/03/2026

Perché questa notte è diversa da tutte le altre notti?
Commento di Michelle Mazel
(Traduzione di Yehudit Weisz)
https://israel247.org/pourquoi-cette-nuit-est-differente-de-toutes-les-autres-nuits-305789.html

 
Michelle Mazel

Chi non conosce questa emblematica domanda del Seder, il pasto rituale più importante dell'anno e la festività ebraica più osservata, persino dai meno praticanti? Menzionato per la prima volta intorno al II secolo d.C., narra l'esodo dall'Egitto, che segna l’inizio di questa grande festa di libertà, quale è la Pasqua ebraica. Il Seder, celebrato per secoli nelle comunità ebraiche sparse in tutto il mondo e spesso perseguitate, si concludeva con un grido di speranza: “L'anno prossimo a Gerusalemme.”  Ma torniamo alla domanda: “Perché questa notte è diversa da tutte le altre notti?” Tradizionalmente, essa viene posta dal bambino più piccolo tra i presenti: lui si è preparato a lungo per questo momento, e riceve una risposta collettiva, ripetuta in coro da tutti gli invitati. Quest'anno, la celebrazione si svolgerà in circostanze molto diverse. La popolazione vive al ritmo delle sirene e degli allarmi. Il Paese è sottoposto a incessanti attacchi con missili e droni da parte dell'Iran, di Hezbollah e persino degli Houthi dello Yemen. Ma il problema di rinunciare al Seder della tradizione non esiste. Dobbiamo rispettare l'antico precetto che impone a ogni generazione di raccontare la storia dell'Esodo dall'Egitto. Certo, ci sono molte difficoltà da superare. La prima cosa da fare, e non è da poco, è decidere dove incontrarsi per questa lunga serata. In passato, questa questione dava origine a discussioni in famiglia, genitori e suoceri si contendevano l’onore di celebrare il Seder. Oggi, la domanda che agita gli animi è molto diversa e bisogna prendere in considerazione altri criteri.

Che distanza dovranno percorrere gli ospiti per raggiungere il luogo prescelto?

Riusciranno a trovare un rifugio se lungo il percorso scatta un allarme?

Il luogo prescelto dispone di un rifugio accessibile entro i limiti di tempo per arrivarci, imposti dalle disposizioni della protezione civile?

Questo luogo è abbastanza grande da ospitare tutti gli ospiti in modo confortevole?

Sui social media e sulla stampa si moltiplicano i consigli su come organizzare al meglio questi spazi. In particolare si raccomanda di portare con sé un kit di pronto soccorso, una torcia elettrica e, se possibile, dei cuscini. Di non dimenticare diverse bottiglie d'acqua e bicchieri usa e getta.

I più previdenti stanno addirittura valutando la possibilità di trasferire l'intero Seder nel rifugio, se le sue dimensioni e il numero limitato dei partecipanti lo consentiranno. Naturalmente, il telefono cellulare deve essere carico e acceso per poter ricevere avvisi e messaggi di fine allarme. Probabilmente non è così che i saggi del secondo secolo immaginavano la celebrazione dell'Esodo dall'Egitto. Ma come dice un vecchio proverbio: “Noi siamo sopravvissuti al faraone, noi sopravvivremo anche a questa prova.”


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