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Zvi Mazel/Michelle Mazel
Diplomazia/Europa e medioriente
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Razzi da Gaza: non ci sono né vittime né danni in Israele? 01/03/2023
Razzi da Gaza: non ci sono né vittime né danni in Israele?
Analisi di Michelle Mazel

(traduzione di Yehudit Weisz)


Hamas may be fighting a losing battle to stop Gaza rocket fire | The Times  of Israel

Quante volte hai letto informazioni come questa senza soffermarti su di esse? Ecco cosa è successo qui la scorsa settimana. Hamas lancia sei razzi, Iron Dome ne abbatte cinque, il sesto cade in campo aperto. Nessuna vittima. Muovetevi, non c’è niente da vedere. In Francia la stampa continua a dire che il lancio è stato una risposta al raid israeliano a Nablus del giorno precedente. In effetti, questa risposta era prevista, e la popolazione di Gaza si stava preparando alla possibilità di bombardamenti israeliani in caso di lanci di razzi. Quello che la stampa non dice è che dall'altra parte del confine – un confine riconosciuto a livello internazionale, Israele si è ritirato unilateralmente dalla Striscia di Gaza nel 2005 – nelle città e nei villaggi israeliani limitrofe, anche gli abitanti erano in massima allerta. Perché se la risposta israeliana era diretta contro dei siti militari di Hamas, i lanci di questa organizzazione terroristica avrebbero mirato precisamente alle popolazioni civili. Come al solito. Chi si avventura in queste città e villaggi incontra strani blocchi di cemento,  alla svolta di una strada o in una piazza, in un giardino o ad un incrocio o anche in campo aperto. Si tratta di rifugi prefabbricati destinati ad offrire protezione ai passanti sorpresi da un allarme e che non hanno avuto il tempo di rientrare a casa. Si sa che a seconda della vicinanza del confine, le persone hanno solo da pochi secondi a uno o due minuti per mettersi al sicuro. Non è sempre facile per i meno giovani e per le persone disabili. Cadute e piccoli incidenti accadono spesso.  Ai conducenti sorpresi alla guida, è consigliato  di scendere dal proprio veicolo e di sdraiarsi a terra, a pancia in giù, con le mani sulla testa per proteggersi.

Certo,  la “cupola di ferro” intercetta quasi tutti i razzi ma ci possono essere delle eccezioni, ad ogni modo, cadendo a terra dei detriti di questa intercettazione possono avere un impatto mortale. Negli edifici pubblici deve esserci un'area protetta. Questo riguarda anche le scuole e periodicamente si svolgono esercitazioni di evacuazione rapida. La situazione è molto più drammatica di notte. Svegliati di soprassalto, i genitori devono precipitarsi a prendere i loro bambini in lacrime e condurli nella stanza nel seminterrato, che dovrebbe resistere all'impatto di un missile. Spesso, quando l'allerta è finita, trascorrono lì il resto della notte. Certo, anche lì gli anziani, presi dal panico, a volte inciampano con conseguenze più o meno gravi. Succede anche che la mattina presto la famiglia frastornata scopra che il peggio è stato evitato per un soffio: tetto squarciato, finestrini in frantumi, macchina danneggiata. Sono stati sviluppati meccanismi per compensare questo danno materiale, che le agenzie di stampa straniere menzionano assai di rado.

Ciò che purtroppo non può essere risarcito è la sofferenza dei più piccoli, il trauma di queste notti di angoscia, di un'esistenza dove il pericolo è quotidiano, dove l'allerta può scattare in ogni momento.
Ma è inutile che ti aspetti un rapporto su questo argomento. Pensaci la prossima volta che ti viene detto che i razzi di Hamas non hanno causato vittime o danni.
 
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Michelle Mazel


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