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Zvi Mazel/Michelle Mazel
Diplomazia/Europa e medioriente
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Status quo, quale status quo? Un ebreo non può salire sul Monte del Tempio? 08/01/2023
Status quo, quale status quo? Un ebreo non può salire sul Monte del Tempio?
Analisi di Michelle Mazel

(traduzione di Yehudit Weisz)


Ben-Gvir visits Temple Mount: 'Israel will not give in to Hamas threats' -  The Jerusalem Post
Itamar Ben Gvir al Monte del Tempio

Il  mondo intero è contro di noi? I nostri amici degli Emirati stanno facendo fronte comune con la Giordania e l'Autorità Palestinese? La Francia ci fa la paternale, l'America ci rimprovera? È tutta colpa di quel piantagrane di Itamar Ben Gvir. Lui, ebreo, ha osato mettere piede sulla sacra spianata delle moschee, che degli ebrei, come lui, continuano a chiamare la spianata del tempio, in quanto il re Salomone, anch'egli ebreo, vi aveva costruito un tempio, mille anni prima dell'inizio dell'era attuale. Fino alla deportazione di massa degli ebrei da parte dei romani, il luogo era al centro  della vita ebraica. Ogni anno vi si recavano milioni di fedeli. Secondo la tradizione cristiana, Gesù di Nazareth fu portato lì per essere circonciso e poi vi tornò per celebrare il suo bar mitzvah. Fu di nuovo lì che andò a celebrare la Pasqua, prima di essere arrestato e giustiziato dal governatore romano Ponzio Pilato. A quel tempo, nessuno aveva ancora sentito parlare dell'Islam e del suo profeta. Ma sei secoli dopo, quest’ultimo, ascoltando le storie di commercianti e di predicatori ebrei della penisola arabica, decise di integrarli in quello che divenne il libro sacro della nuova religione, trasformando Abramo, Davide e Salomone in precursori dell'Islam, aggiungendo , perché no, anche Gesù e sua madre. Gli eserciti dell'Islam, giunti da conquistatori, costruirono i loro monumenti sulle rovine del Tempio e sulla spianata, utilizzando tra l’altro il marmo e l'oro saccheggiato nelle sontuose chiese bizantine. Dopo la parentesi delle Crociate, provocata da ripetuti assalti agli edifici cristiani, per cinque secoli a Gerusalemme viene imposta la legge islamica. Viene abolita solo dopo l'ingresso delle truppe britanniche nel 1917. Vecchia storia, si potrebbe dire. Arriviamo così alla rinascita di Israele, e al piano di spartizione. Gerusalemme doveva avere uno statuto speciale ed essere aperta ai seguaci di tutte e tre le religioni. L’emiro Abdallah di Transgiordania da questo orecchio non ci sentiva. In un baleno conquistò e annesse la Giudea e la Samaria, questi sono i termini usati nel progetto di spartizione, inclusa la Città Vecchia di Gerusalemme, distrusse il quartiere ebraico, e i suoi soldati usarono le antiche pietre del cimitero ebraico sul Monte degli Ulivi per costruire delle latrine. A nessuno venne in mente di convocare il Consiglio di Sicurezza. Potremmo ancora essere in quella situazione se il re di Giordania, su consiglio dell'amico Nasser, nel giugno del 1967 non si fosse deciso a lanciare le sue truppe all’assalto  della parte occidentale di Gerusalemme. Sappiamo come è andata a finire. L'esercito giordano tornò dall'altra parte del Giordano, i soldati dello Tsahal liberarono Gerusalemme e il Monte del Tempio divenne nuovamente ebraico. Insomma... sarebbe potuto diventare di nuovo ebraico. Gli israeliani non conoscevano abbastanza il mondo arabo. Essendo una nuova specie di vincitori, volevano tendere la mano amichevolmente a coloro che ieri volevano distruggerli. Con una generosità degna di ogni lode, accettarono di lasciare l'amministrazione della spianata alle autorità religiose musulmane. Oggi vediamo il risultato.

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Michelle Mazel

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