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Zvi Mazel/Michelle Mazel
Diplomazia/Europa e medioriente
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I buoni Houthi ed i cattivi Sauditi 26/01/2022
I buoni Houthi ed i cattivi Sauditi
Analisi di Michelle Mazel

(traduzione di Yehudit Weisz)


YEMEN. Houthi giustiziano 9 persone a Sana'a
Terroristi Houthi

Questa bella fiaba orientale per i tempi moderni si svolge nello Yemen, mitica patria della regina di Saba. Ci racconta la storia degli Houthi, i coraggiosi membri di una tribù yemenita, che alla fine del secolo scorso, si ribellarono contro il governo legittimo accusandolo di corruzione. I cattivi sauditi vennero in aiuto di questo governo. Va detto che l'Arabia Saudita è separata dallo Yemen da un lungo confine. Ai sauditi, che sono dei sunniti, non piacciono i buoni Houthi, che sono degli sciiti e che sobillano la minoranza sciita a ribellarsi alla monarchia. Per fortuna i simpatici iraniani, anch’essi sciiti, non amano la famiglia reale saudita e vorrebbero provocarne la caduta e sostituirla con un regime sciita. Sostengono quindi gli Houthi e forniscono loro armi sempre più sofisticate. Grazie a loro, i buoni Houthi, dopo aspri combattimenti, riescono a conquistare gran parte del Paese, compresa la capitale. Nel 2015 sciolgono il parlamento.

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Il Consiglio di Cooperazione del Golfo, che riunisce Arabia Saudita , Oman , Kuwait , Bahrain , Emirati Arabi Uniti e Qatar , tutti cattivi sunniti, condanna il colpo di Stato. Il Segretario Generale dell'Onu chiede il ritorno del legittimo presidente e il Consiglio di Sicurezza dell'Onu chiede ai buoni Houthi di lasciare il potere. Loro ovviamente non ne tengono alcun conto. Il presidente Rouhani elogia la presa del potere da parte degli Houthi. Tuttavia, le forze lealiste si organizzano e si protraggono dei sanguinosi combattimenti che mieteranno molte vittime. A fine marzo del 2016 l'aviazione dei cattivi sauditi, a capo di una coalizione di potenze sunnite - Egitto, Sudan, Marocco e membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo ad eccezione dell'Oman - effettua i primi attacchi contro i buoni Houthi “per difendere il governo legittimo dello Yemen”. Mentre infuria la guerra civile, la popolazione paga un prezzo pesante e si comincia a parlare di una catastrofe umanitaria. Le Nazioni Unite puntano il dito contro i cattivi sauditi. Non contro i buoni Houthi e soprattutto non contro gli iraniani. I media seguono l'esempio. Germania e Belgio sospendono la loro vendita di armi ai sauditi. Il presidente americano Trump, che ha avuto l'audacia di affermare che gli Houthi sono un'organizzazione terroristica, nel 2019 deve esercitare il suo diritto di veto per bloccare il divieto sulla vendita di armi ai sauditi approvato dal Congresso. Meno di un mese dopo il suo insediamento alla Casa Bianca, il suo successore Biden dichiara di sospendere il sostegno e la vendita di armi alla coalizione guidata dai sauditi e annulla la definizione di organizzazione terroristica riguardo agli Houthi. Gli iraniani accelerano le loro consegne di armi, ma poiché stanno dalla parte dei buoni, nessuno li condanna. Così gli Houthi moltiplicano il lancio di sofisticati droni contro il vicino saudita e a metà gennaio del 2022 attaccano degli impianti petroliferi ad Abu Dhabi. Gli Stati Uniti si dichiarano molto preoccupati per l'attuale escalation. Il Segretario di Stato Blinken invita tutte le parti a rispettare il diritto umanitario e ad avviare un processo di pace sotto l'egida dell'ONU. È troppo beneducato per nominare le suddette parti anche se il suo presidente sta valutando la possibilità di ridefinire gli Houthi come dei terroristi. Non c'è alcuna morale in questa bella fiaba.

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Michelle Mazel
scrittrice israeliana nata in Francia. Ha vissuto otto anni al Cairo quando il marito era Ambasciatore d’Israele in Egitto. Profonda conoscitrice del Medio Oriente, ha scritto “La Prostituée de Jericho”, “Le Kabyle de Jérusalem” non ancora tradotti in italiano. E' in uscita il nuovo volume della trilogia/spionaggio: “Le Cheikh de Hébron".

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