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1 Lettera
Salve Dame Devorah.
Circa l'articolo pubblicato da Città Nuova e firmato da Sara Fornaro dal titolo: “Uccisioni, torture e stupri sui bambini, l’ONU accusa Israele di genocidio a Gaza”
Il sindaco di Firenze, Funaro, è comunista e codesti, tra le altre cose, hanno dei feticci che si tengono stretti nella mente, come ONU e UE: “… perchè se lo dicono loro….” è il loro mantra ossessivo che ripetono compulsivamente. Quindi, non gli passa per la mente minimamente che questi enti pleonastici siano ricettacolo di interessi confliggenti proprio con quelli dei popoli, spesso all’oscuro di trame inconfessabili. In questo caso, sappiamo bene come l’Onu sia un coacervo di nazioni autoritarie, dittatoriali, di matrice islamica per lo più. Il che significa che questo ente, sia ben lontano dall’equo giudizio, anzi è la perfetta antitesi dell’obiettività, che che ne dica e pensi il presidente della repubblica sovietica italiana. Pertanto, rapporti, indagini, inchieste sono tutte destituite di fondamento, taroccate e drogate, dalla ideologia religiosa islamica, questo per quanto concerne il carrozzone dell’Onu, mentre economico, finanziario e “lobbistico” per quanto attiene la sciagurata UE.
Detto doverosamente ciò, sono rimasto perplesso venerdì sera in sinagoga, allorché sebbene il chiacchiericcio dovrebbe essere bandito durante il rito religioso e sebbene di Shabbat non si possa parlare di politica, ho purtroppo ascoltato poche parole, ma troppe per il mio palato liberale e di destra. Lo shammash (… il servente) che già in altre occasioni lo avevo sentito sproloquiare a favore delle manifestazioni arabo-comuniste pro-pal, ne ha detta un’altra contro gli Stati Uniti. “… perché essi bombardano dalla fine della seconda guerra mondiale”, e un altro compagno di merende, gli risponde, con sogghigno sulfureo, parlando così: “… americani con la “K”” proprio come i comunisti appellavano gli yankees negli anni settanta.
Mi rendo conto che descrivendo queste situazioni, sono reo di Lashon HaRah, ma purtroppo devo dirle certe cose perché troppi, anche tra di noi, sono avversi a Israele e agli Stati Uniti. Codesti sono contaminati da quella perniciosa ideologia comunista, purtroppo sempre concimata, che fornisce frutti più amari del Maror - per i non ebrei, trattasi dell'erba amara che si mangia durante la cena della Pasqua ebraica - il Seder di Pesach - in ottemperanza al comandamento biblico «lo mangeranno con erbe amare». Purtroppo questa erba amara la fanno mangiare anche a noi, questi epigoni di Ovadia, Lerner, Parenzo, etc. Codesto militante comunista e il suo compare, si lamentavano dei bombardamenti operati dagli USA, questi giorni, in risposta a quelli iraniani. Costoro sono soddisfatti e la difendono, quella repressione che i turbanti iraniani dal 1979 applicano ferocemente, deturpando una popolazione intera, stanca, avvilita e sottomessa. I comunisti italiani ma anche gli internazionali - perché tanto la matrice sovietica quella è - sono anti-americani, manettari e liberticidi, quando tocca ai loro nemici, mentre sono “democratici” e antifascisti quando tocca a loro. Ma da che parte stanno?… sarebbe spontaneo chiedere, in realtà sappiamo bene dove si collocano costoro, questa schiera di traditori, si sentono colpevoli di essere ebrei, si vergognano di Netaniahu e ambirebbero a un Israele soppresso geo-politicamente, a vantaggio di quella artata sanguinaria menzogna inventata da Arafat, chiamata palestina.
“Che gli ebrei colonizzatori, imperialisti, capitalisti, sfruttatori, tornino nella Galut/diaspora, tutti indistintamente” è il loro manifesto programmatico.
Durante il culto di Kabbalat Shabbat, detesto questo vociare continuo, che considero deprecabile e irrispettoso, contro chi vuole solo pregare, peraltro trasgressivo delle regole… che il servente/shammash dovrebbe azzittire, ma che siccome è parte in commedia, fa finta di non sentire, se non partecipare direttamente.
Uno scenario avvilente e degenere, mi rendo conto e con pudore stento a parlarne, anche con un’ebrea, sebbene laica.
Shavua tov e un abbraccio
- - - Yosef ben Hektor
Caro Yosef,
Purtroppo l'odio per la propria Patria o per il proprio popolo è comune a chi professa la fede comunista. Ne ho una triste esperienza essendo nata a Trieste, zona di confine dunque. Ero bambina ma ricordo ancora con grande rabbia certi italiani che sfilavano per le strade della mia città con la bandiera rossa (erano gli anni 50) gridando Viva Tito. Li chiamavamo con disprezzo "titini" ed erano quelli che auspicavano che Trieste passasse alla Jugoslavia e odiavano l'Italia. Insieme agli sloveni urlavano "Trst jè nas" -Trieste è nostra-, cioè di loro comunisti e di Tito. Noi ragazzi andavamo per le strade con la bandiera italiana e rischiavamo di essere pestati da quei vigliacchi. Ci sono state anche vittime perché alla fine delle manifestazioni per l'Italia ci sparavano addosso. Un ragazzo della mia età di allora, Pierino Addobbati, è stato ucciso da un colpo di fucile. Sono i traditori che io aborro e quando sono ebrei li aborro ancor di più perché sono dei vigliacchi senza spina dorsale che dopo millenni di persecuzioni stanno ancora dalla parte degli aguzzini, sperando così di godere di più simpatia. Sono quelli che vedrebbero con soddisfazione cadere Israele per mano araba e che odiano gli americani che hanno salvato l'Europa dal nazifascismo e dal comunismo. Due ideologie che io ritengo simili e entrambe antisemite. Viviamo in tempi bui ma continuiamo a sperare come dice l'inno israeliano. ShavuA Tov e shalom
Deborah Fait |
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