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Michelle Mazel
Europa/Medio Oriente
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Israele: da un accordo all’altro 29/06/2026

Israele: da un accordo all’altro

Commento di Michelle Mazel

(Traduzione di Yehudit Weisz)

https://israel247.org/israel-dun-accord-a-lautre-350363.html

 

Michelle Mazel

 

L'accordo destinato a porre fine al conflitto tra gli Stati Uniti e la Repubblica islamica dell'Iran è stato firmato con grande clamore domenica scorsa in Svizzera. A dire il vero, “accordo” è una parola grossa: si tratta piuttosto di una tabella di marcia che prevede sessanta giorni di negoziati durante i quali verranno affrontati i problemi reali. Ciò include la fine del programma nucleare degli ayatollah e il destino dell'uranio arricchito a 60 gradi in loro possesso. Nonostante le ripetute rassicurazioni del presidente americano, la battaglia è tutt'altro che vinta, soprattutto perché i leader di Teheran, che si presentano come vincitori, non sembrano disposti a scendere a compromessi su questo punto. Si mostrano invece particolarmente preoccupati per la questione del Libano e, più specificamente, per i loro fedeli alleati Hezbollah, che finanziano e armano; è stato proprio su ordine di Teheran che il movimento terroristico ha aperto un nuovo fronte durante l'ultimo scontro con Israele e ha lanciato droni esplosivi e colpi di mortaio verso il nord di questo Paese. In risposta, i soldati delle Forze di Difesa Israeliane hanno attraversato il confine per cacciare i terroristi ed eliminare il pericolo. Il cessate il fuoco li ha lasciati in una zona cuscinetto, un perimetro difensivo essenziale per impedire il ritorno dei militanti di Hezbollah.                                   I partecipanti all'incontro di domenica in Svizzera, tra cui il vicepresidente degli Stati Uniti, avevano pianificato la creazione di quella che hanno definito una “cellula di de-escalation” che includesse il governo libanese al fine di “garantire il rispetto della fine delle operazioni militari in Libano.”                 Ci si chiede come potrebbe funzionare questa cellula, concepita in assenza delle due parti coinvolte, Israele e Libano, per non parlare di Hezbollah. Soprattutto perché questo accordo era stato appena concluso quando uno dei firmatari, e non il meno importante visto che si tratta degli Stati Uniti, ha appena siglato un secondo accordo, piuttosto contraddittorio ma storico, che ha provocato rabbia e indignazione tra i mullah. Giudicate voi stessi. L'odiata entità sionista, un cancro da estirpare con urgenza e l'obiettivo numero uno di tutti i leader iraniani sin dalla rivoluzione di Khomeini – si diceva addirittura che Teheran volesse ottenere la bomba atomica per annientarla – insomma, questo Stato maledetto si sta preparando a fare la pace con il suo vicino libanese! La cellula di de-escalation guidata da Teheran è stata sciolta! Tra un turbinio di flash fotografici, il Libano e Israele hanno firmato a Washington, alla presenza del Segretario di Stato Marco Rubio, un accordo quadro “per una pace e una sicurezza durature.”                                              Peggio ancora, questo accordo quadro trilaterale non prevede nemmeno il ritiro immediato delle forze israeliane, come pretendeva Teheran, anzi, si limita a stabilire l'evacuazione da parte di tali forze di due “zone pilota”, dove esse verrebbero sostituite dall'esercito libanese incaricato di impedire il ritorno di Hezbollah.                                                                                                                                           Il testo pone il disarmo completo del movimento terroristico in tutto il Libano come condizione per il ritiro israeliano. Senza l'accordo di Hezbollah, questo accordo non può essere attuato e gli scontri continuano. Come nell'accordo iraniano-americano…


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