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"UN SINDACATO LIBERO E DEMOCRATICO"
Riflessione di Claudio Carpentieri
Con 903 delegati schierati su comode poltrone in rappresentanza di 350mila iscritti,si è aperto ieri (22 gennaio) a Roma il congresso nazionale della Funzione Pubblica della CGIL (FP-CGIL).Immaginate che i lavori si siano aperti con la distribuzione di un manuale dal titolo "Come assistere i cittadini nelle interminabili code agli sportelli"? Immaginate che i relatori abbiano esordito invitando l'uditorio ad andare di meno al bar e sveltire così l'iter delle pratiche? Macchè! Ogni delegato ha ricevuto una kefiah e tutti gli oratori si sono esibiti in una accesa requisitoria anti-israeliana ed anti-americana (contro l'operazione anti-terrorismo in Afghanistan). Ciò proprio mentre nel > pieno centro di Gerusalemme avveniva l'ennesimo,sanguinoso attentato dei "patrioti" palestinesi e nel paese asiatico appena liberato dal feroce oscurantismo talebano prendevano posizione i primi militari italiani del contingente ONU di pace.In prima fila,sul palco,due kefiah adagiate su altrettante sedie vuote:una di Arafat,l'altra di Bassan Abu Sharif,suo consigliere personale.Invitati al congresso,ne sono stati impediti dal veto posto dal "cattivissimo" Sharon,alquanto...irritato (eufemismo) per i ripetuti attacchi dei "martiri" islamici. Un bel copricapo "Made in Palestina" pure sulla testa di Cofferati stesso,storico "big boss" del sindacato,che si rivolgeva spesso ai suoi ospiti di prestigio,tra cui spiccava l'arcivescovo latino-cattolico di Gerusalemme,monsignor Hilarion Cappucci. Il quale, in...gioventù, soleva trasportare armi per i "gruppi di fuoco" dell'OLP sfruttando la sua copertura di alto prelato cattolico:venne anche arrestato nel maggio '74 a Gerusalemme,a pochi giorni dalla visuta del Segretario di Stato americano Kissinger,perchè trasportava nella sua auto di servizio due lanciamissili,necessari ai "patrioti" dell'OLP per trucidare l'alto diplomatico non appena si fosse sporto dalla finestra della sua camera all'hotel "King David".

Da segnalare l'arringa del monsignore:"Oggi più che mai i Palestinesi sono decisi:o vivranno nella loro patria una vita dignitosa,oppure moriranno dignitosamente per difendere la loro terra".Una giustificazione dei kamikaze?" Vogliamo la pace, ma non ci rassegneremo mai e poi mai alla resa!" (Più chiaro di così...).Con toni più soft,tutti gli altri oratori hanno sposato la stessa linea,compreso il sindaco romano Veltroni che ha invitato l'intera comunità internazionale ad isolare completamente Sharon e la destra israeliana. Ma se il "cattivissimo" Sharon è l'espressione maggioritaria del libero voto dei cittadini israeliani (cristiani e musulmani compresi),a che pro isolare il governo pienamente legittimo di uno Stato democratico,oltretutto in una fase particolarmente "acuta" della crisi mediorientale?





Claudio Carpentieri,Roma.


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