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Huffington Post Rassegna Stampa
21.11.2020 Russia di Putin, addio ai diritti civili
Gianni Vernetti intervista Anastasia Vasilyeva

Testata:Huffington Post
Autore: Gianni Vernetti
Titolo: «'Putin mente, la sanità russa è allo sbando'. Intervista ad Anastasia Vasilyeva»
Riprendiamo da HUFFINGTON POST l'articolo di Gianni Vernetti dal titolo " 'Putin mente, la sanità russa è allo sbando'. Intervista ad Anastasia Vasilyeva".

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Gianni Vernetti

Putin mente, la sanità russa è allo sbando
Anastasia Vasilyeva

Anastasia Vasilyeva, 36 anni, medico, è la fondatrice e leader della “Alleanza dei Medici”, organizzazione indipendente che riunisce oltre quattromila medici e infermieri in tutta la Russia. L’Alleanza è nata nel 2018 per denunciare le inefficienze del sistema sanitario russo ed è oggi attiva nel sostenere il personale sanitario in tutto il paese durante la crisi del Coronavirus. È stata fra i primi medici ad assistere Alexey Navalny ad Omsk dopo il suo avvelenamento ed a negoziare con le autorità russe il suo trasferimento all’Ospedale Charité di Berlino. Con Alexey Navalny ha condiviso molte battaglia per la libertà ed i diritti nella Federazione Russa, soprattutto in questi mesi di diffusione della pandemia da Coronavirus.
Ci può raccontare qualcosa della sua storia? Sono un medico e un oftalmologo e non ho mai fatto politica. Tre anni fa ho curato Alexey Navalny per un grave danno all’occhio destro provocato da un lancio negli occhi di un colorante antisettico, noto come “Zelyonka”, da parte di sconosciuti. Era il primo attentato che subiva: meno grave del tentativo di omicidio di Tomsk del mese di agosto di quest’anno con il Novachok, ma ha comunque rischiato di perdere la vista. Poi, nell’aprile del 2018 l’ospedale dove lavoravo (Istituto di Ricerca Oftalmologico di Mosca) decise di licenziare, per motivi di razionalizzazione finanziaria, oltre 30 medici specialisti. A molti di loro venne offerto un lavoro come tecnici di laboratorio o addirittura come semplici addetti alle pulizie. Eravamo disperati e iniziammo a scrivere petizioni a tutto il mondo politico e governativo. Non ottenemmo alcuna risposta. L’unico che che ci sostenne fu proprio Alexey Navalny che ci offrì un supporto legale gratuito con il team della sua Fondazione Anti-Corruzione. Dopo una lunga battaglia legale, riuscimmo a vincere in tribunale e a far reintegrare la gran parte dei medici nell’ospedale.
Quindi da quel momento iniziò il suo impegno politico e nacque l’Alleanza dei Medici? Si. Iniziai a ricevere telefonate da medici e infermieri da tutte le regioni della Russia che denunciavano soprusi e inefficienze. Registrammo quindi l’Alleanza dei Medici come sindacato indipendente ed oggi abbiamo 41 sedi regionali da San Pietroburgo a Vladivostok ed oltre quattromila aderenti.
Ci può raccontare cosa stia realmente accadendo in Russia durante la pandemia da coronavirus? Qual è lo stato del sistema sanitario? La sanità pubblica in tutta la Russia è in grande difficoltà. Forse a Mosca e San Pietroburgo il livello di qualità dei servizi è accettabile, ma appena usciamo dalle grandi metropoli, la situazione nella Russia profonda è drammatica. All’inizio della pandemia, la gran parte di medici e infermieri negli ospedali della periferia lavoravano senza alcun tipo di protezione. Questo è il motivo per il quale abbiamo promosso diverse raccolte fondi ed abbiamo iniziato a distribuire, mascherine, guanti, tute a infermieri e medici in tutto il paese.
Qual è stata la reazione delle autorità alla vostra iniziativa? Per Putin il problema non sembra essere l’emergenza da coronavirus, ma piuttosto silenziare chi come noi denuncia le inefficienze del sistema sanitario. Stiamo cercando soltanto di raccontare la verità. Ogni giorno sul nostro sito (https://alyansvrachey.ru) raccontiamo la realtà sanitaria della Russia profonda, denunciando le inefficienze, gli sprechi, gli errori nel contrasto alla pandemia e non solo. Il Governo russo continua a dichiarare che la situazione nel paese è sotto controllo.
C’è una minimizzazione del problema a suo giudizio? Il regime di Putin sta mentendo sulla reale situazione. Non c’è un sistema efficace di diagnostica e non c’è una statistica attendibile sul numero dei contagiati e dei deceduti. Grazie al nostro network indipendente di medici, ci giungono ogni giorno notizie sullo stato del pandemia in Russia e la situazione continua ad essere estremamente preoccupante. E le autorità, anziché tentare di gestire al meglio l’emergenza, sembrano essere solo preoccupate a gestire e filtrare le notizie sulla reale situazione.
Lei è stata anche arrestata mentre stava portando strumenti medici di protezione in un ospedale. Ci racconta cosa è successo? Stavamo portando diverse casse di maschere, tute e vari sistemi di protezioni, in un ospedale nella regione di Veliky Novgorod a 400km da Mosca, quando siamo stati bloccati violentemente dalle forze dell’ordine. Mi hanno arrestata, ho passato una notte in prigione e poi sono stata rilasciata pagando una cauzione. È evidente che non c’era alcuna violazione della legge e l’arresto aveva solo lo scopo di esercitare su di noi una forte pressione psicologica per farci desistere dal continuare nella nostra azioni di sostegno a medici e infermieri. In Italia e in Europa c’è stata la sensazione che Putin voglia usare la pandemia per destabilizzare l’Occidente.
Che ne pensa degli aiuti all’Italia ed alla Serbia di qualche mese fa gestiti dell’esercito russo? C’era una battuta che girava in Russia all’inizio della pandemia e recitava: “nei nostri ospedali non ci sono più mascherine perché Putin le ha spedite tutte in Europa e negli Usa”. In linea di principio non sono contraria alle iniziative di cooperazione internazionale, ma devo rilevare che quelle iniziative sono state solo una forma di propaganda: uno show politico di Putin per dimostrare la “superiorità” russa, quando il nostro sistema sanitario è invece allo sbando.
Putin sta cercando di dimostrare che gli stati autoritari siano più efficaci nel gestire questa crisi rispetto a quelli democratici? L’emergenza coronavirus sta peggiorando ulteriormente i già deboli standard di rispetto dei diritti in Russia. le forze dell’ordine hanno spesso implementato il “lockdown” in modo violento: anziani picchiati perché sorpresi fuori casa a fare la spesa, arresti di giovani a spasso con il cane e poi la repressione contro la nostra organizzazione di medici… Tutto ciò è però un segnale di debolezza del regime e non c’è alcuna efficacia nel contrasto della pandemia.
Crede la crisi pandemica globale possa avere un impatto sulla Russia? Qual è la sua visione sul futuro della Russia? È presto per dirlo, ma credo che la pandemia di Covid-19 farà aprire gli occhi sulla reale situazione sanitaria e politica del paese. Il cambiamento forse non sarà immediato, ma sono ottimista e credo che in un paio di anni la Russia non sarà più la stessa. Sì, un cambiamento radicale è possibile.



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