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Il Foglio - Informazione Corretta Rassegna Stampa
07.08.2013 L'Europa non si lasci abbindolare dal 'moderato' Rohani e continui con le sanzioni all'Iran
commenti di Naor Gilon, Costantino Pistilli

Testata:Il Foglio - Informazione Corretta
Autore: Naor Gilon - Costantino Pistilli
Titolo: «Non ci fidiamo di Rohani, l’Ue continui con le sanzioni - Che cosa sta combinando l'Italia con l'Iran ?»

Riportiamo dal FOGLIO di oggi, 07/08/2013, in prima pagina, l'articolo di Naor Gilon, ambasciatore di Israele in Italia, dal titolo "  Non ci fidiamo di Rohani, l’Ue continui con le sanzioni". Pubblichiamo il commento di Costantino Pistilli dal titolo " Che cosa sta combinando l'Italia con l'Iran ? ".
Ecco i pezzi:

Il FOGLIO - Naor Gilon : " Non ci fidiamo di Rohani, l’Ue continui con le sanzioni"


Naor Gilon

In questi giorni il nuovo presidente dell’Iran, Hassan Rohani, ha prestato giuramento. A dispetto della novità, però, va ricordato che Rohani non rappresenta un nuovo attore sulla scena politica iraniana: prima di diventare presidente, infatti, egli ha ricoperto la carica di segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale e di capo negoziatore sul nucleare. Nel periodo in cui ricopriva quest’ultima posizione, tra l’altro, Rohani ha pubblicamente ammesso di aver ingannato l’occidente, sostenendo i negoziati al solo scopo di guadagnare tempo prezioso per completare la costruzione dell’impianto di conversione dell’uranio di Isfahan. In seguito alle elezioni e alla “rivoluzione verde” del 2009 – brutalmente repressa dal regime – il popolo iraniano ha dimostrato di non essere soddisfatto dei suoi leader. Le sanzioni internazionali – economiche e politiche – hanno direttamente contribuito alla scelta del popolo di eleggere Hassan Rohani. Non bisogna dimenticare, però, che centinaia di candidati presidenziali sono stati scartati nell’ultima tornata elettorale e che a solo otto candidati è stato permesso dal regime di competere alle elezioni, tra loro anche Hassan Rohani. Sarà Rohani l’uomo che riuscirà a cambiare veramente l’Iran? Devo confessare che il dubbio in me è grande. Le recenti dichiarazioni del neo presidente iraniano di sostegno al dittatore siriano Bashar el Assad e all’organizzazione terrorista Hezbollah, danno il senso che, in fondo, nulla è veramente cambiato. L’intervento della Guida suprema Ali Khamenei – il vero sovrano del paese – sulla nomina dei ministri chiave del governo, solleva inoltre importanti interrogativi circa la capacità reale di Rohani di fare la differenza o di riuscire a far valere una posizione diversa. Per quanto ci riguarda, il popolo iraniano è una vittima di una leadership estremista e Rohani – nonostante la sua capacità di parlare all’occidente in maniera più sofisticata rispetto ad Ahmadinejad – resta una parte integrante di questo regime. Fintantoché non si dimostrerà il contrario, Hassan Rohani s’inserisce – nel migliore dei casi – sulla linea dell’ex presidente Khatami, rappresentante del volto sorridente dell’Iran davanti al mondo, ma incapace di apportare cambiamenti significativi a beneficio del popolo iraniano. L’elezione di Rohani ha fatto crescere le speranze in diversi esponenti mondiali, in merito alla possibilità di un cambiamento in Iran. E’ necessario, però, che la comunità internazionale non faccia passi indietro, almeno sino a quando Teheran non smetterà di arricchire l’uranio, di sostenere il regime assassino di Assad in Siria, di finanziare i terroristi, di destabilizzare i paesi sunniti della regione e non concederà finalmente al popolo iraniano le aperture e le libertà che merita. In particolare, in merito al programma nucleare, va ricordato che ci sono voluti più di dieci anni per costruire l’attuale regime sanzionatorio contro l’Iran. Non possiamo permettere ora al regime iraniano di proseguire con la sua strategia del “divide et impera”, portata avanti anche da Hassan Rohani nel suo precedente incarico di negoziatore sul nucleare. Una strategia volta unicamente a far guadagnare tempo al regime per l’avanzamento del suo programma nucleare. Auspico, quindi, che tutti gli attori riflettano attentamente prima di sfaldare questo fronte, senza prima aver ottenuto dagli iraniani dei cambiamenti concreti. Solamente se il regime compirà dei passi significativi – e non prima – si potrà prendere in considerazione l’ipotesi di mitigare le posizioni internazionali. Parlando dell’Iran è obbligatorio spendere una parola anche su Hezbollah, ormai totalmente coinvolto nella guerra siriana al fianco di Bashar el Assad. Il braccio armato di Hezbollah, recentemente, è stato inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche dell’Unione europea. A dispetto dell’artificiale separazione compiuta tra l’ala militare e l’ala politica di Hezbollah, la decisione dell’Ue è un importante passo avanti per porre alcune linee rosse contro le organizzazioni terroristiche che operano sul territorio europeo contro gli inermi cittadini. Ora, spero che la stessa determinazione (e anche di più) posta dall’Ue nei riguardi di Hezbollah, venga applicata anche al regime iraniano e che, soprattutto, non vengano ammorbidite le sanzioni politiche ed economiche prima che Teheran abbia davvero messo in atto cambiamenti concreti.

INFORMAZIONE CORRETTA - Costantino Pistilli : " Che cosa sta combinando l'Italia con l'Iran ? "


Emma Bonino       Lapo Pistelli

Avevamo già riportato dell’incontro avvenuto presso il Ministero degli Esteri tra Michele Valensise, Segretario Generale della Farnesina, con Seyed Hossein Mir Fakhar, Direttore Generale per gli Affari Consolari del Ministero degli Esteri iraniano, e soprattutto avevamo cercato di far trasparire gli odori d’incenso riservati dalla nostra diplomazia al regime khomeinista, tuttora sotto sanzioni da parte della comunità internazionale (http://www.informazionecorretta.it/main.php?mediaId=115&sez=120&id=49859 ). Ora, sempre seguendo le notizie riportate dalsito della Farnesina, scopriamo che Lapo Pistelli, vice della Bonino, si recherà a Teheran il 6 e il 7 agosto (http://www.esteri.it/MAE/IT/Sala_Stampa/ArchivioNotizie/Approfondimenti/2013/08/20130805_pistelli_teheran.htm ) per una presa di contatto con le autorità iraniane all'indomani dell'insediamento del Presidente Rohani: “Un'occasione per ricordare i legami storici che uniscono i due popoli, per riprendere il dialogo bilaterale su temi come la lotta al narcotraffico e la stabilizzazione dell'Afghanistan e invitare le Autorità di Teheran ad adottare un comportamento responsabile sulle numerose questioni regionali in cui sono coinvolte e per rilanciare i legami a livello universitario, della ricerca e della cooperazione culturale per la valorizzazione dei siti storici”. Ma mai che qualcuno del nostro nuovo governo andasse o ricevesse un iraniano al potere e al guinzaglio degli ayatollah per chiedere quale fine hanno fatto gli oppositori al regime, i giornalisti, i giovani che sono la maggioranza di un Paese imprigionato dal fondamentalismo islamico, per chiedere cosa succede e qual è il trattamento nel carcere di Evin, cosa il regime khomeinista sta riservando all’ayatollah Hossein Kazemeini Boroujerdi – colpevole di aver criticato in più di un’occasione la dottrina fondamentalista dello stato teocratico iraniano- e tutt’ora imprigionato nella famigerata prigione di Evin a Teheran dal 2006, insomma, qualcuno che parlasse di Iran e di Diritti Umani, nonostante la sensibilità dimostrata fin’ora su questi temi da personaggi come Bonino o lo stesso Pistelli, che tanto ha a cuore la causa palestinese, ad esempio (http://www.youtube.com/watch?v=5z3rV0c-Jw4 ); e intanto sarà ricevuto con gli onori di Stato dal moderato Rohani, il nuovo presidente iraniano secondo cui: "Il regime sionista è una ferita imposta per anni al mondo musulmano, una ferita che deve essere risanata". Quanti in Parlamento, in Commissione esteri, al Senato, chiederanno cosa sta combinando l’Italia con l’Iran, e con i suoi pericolosi alleati?

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