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Il Foglio - Informazione Corretta Rassegna Stampa
07.08.2012 Romney-Obama: fatti concreti contro colpi bassi
Lettera da Gerusalemme di Angelo Pezzana, commento di Redazione del Foglio

Testata:Il Foglio - Informazione Corretta
Autore: Angelo Pezzana - Redazione del Foglio
Titolo: «Così Israele è diventato lo stato swing di Romney contro Obama - Romney-Obama: fatti concreti contro colpi bassi»

Riportiamo dal FOGLIO di oggi, 07/08/2012, a pag. 3, l'articolo dal titolo " Così Israele è diventato lo stato swing di Romney contro Obama ".

Ecco il pezzo, preceduto dalla Lettera da Gerusalemme di Angelo Pezzana dal titolo "Romney-Obama: fatti concreti contro colpi bassi".

INFORMAZIONE CORRETTA - Angelo Pezzana : "Romney-Obama: fatti concreti contro colpi bassi"


Angelo Pezzana, Mitt Romney

Il viaggio di Mitt Romney a Londra, Israele e Polonia merita ancora alcune considerazioni, se gli attacchi contro di lui aumentano di giorno in giorno, significa che la sua candidatura ha tutti i numeri per essere considerata pericolosa per la rielezione di Obama. La prima osservazione riguarda il suo programma. Obama si guarda bene dal criticarlo, non lo cita neppure, preferisce deviare gli attacchi su aspetti personali, esattamente la stessa tecnica applicata nei confronti di Berlusconi in Italia. Avrebbe evaso le tasse, si è letto, ma nessuna prova è mai stata portata. I finanziamenti ricevuti dal magnate degli alberghi americano Sheldon Adelson, farebbero parte di guadagni derivati dalla presunta attività legata alla prostituzione che si svolgerebbe negli hotel di sua proprietà. Anche qui il verbo al condizionale è d’obbligo, si lancia un’accusa senza alcuna prova, nella speranza che la macchia lasci qualche traccia. Romney è amico da lunga data di Netanyahu ? E Bibi è amico dello stesso Sheldon Adelson, che possiede il quotidiano israeliano Israel Hayom (Israele oggi), il più diffuso nel paese, e che si distingue per non essere pregiudizialmente contro il governo, e se anche lo si può classificare un giornale amico di Netanyahu, lo fa in un modo che anche gli avversari giudicano bipartisan ? Ecco allora che l’amicizia Bibi-Mitt si trasforma in argomento elettorale, sia in Usa che in Israele. Ma torniamo al viaggio europeo, sotterrato su tutti i media per le gaffes che Romney avrebbe commesso. Sottolineiamo ‘avrebbe’. Charles Krauthammer ne ha analizzato tutti gli aspetti sul Washington Post, definendolo eccellente. In Israele Romney ha criticato la società palestinese, prigioniera di un sistema pre-moderno, dove regnano la corruzione e l’arretratezza economica. Una verità che nessuno ha mai il coraggio di dire, anche se il Rapporto dell’Onu (UN Arab Human Report), realizzato da una Commissione formata da intellettuali arabi, ha stabilito chiaramente che ‘valori e cultura tradizionali arabi sono il più grande impedimento al progresso economico’. Se lo dice l’Onu va bene, me se lo dice Romney deve essere accusato di razzismo ? In Polonia è stato accolto – tra gli altri anche da Lech Walesa – con gli onori che si devono a un capo di stato. Non va dimenticato che è stato Obama a cancellare l’accordo che garantiva alla Polonia l’appartenza nell’area di sicurezza missilistica nei confronti della Russia.

La corsa alla Casa Bianca è appena iniziata, Romney ha impostato la sua campagna sui fatti, mentre gli esperti di Obama hanno scelto la tecnica dei colpi bassi, ma non è detto che gli elettori americani abboccheranno.

Il FOGLIO - " Così Israele è diventato lo stato swing di Romney contro Obama"


Mitt Romney, Barack Obama

Roma. Scrive Foreign Policy che l’accoglienza di Mitt Romney in Israele è stata così calorosa che soltanto nello Utah, capitale dei mormoni, avrebbe potuto sperare di meglio. Una settimana dopo essere rientrato dal suo viaggio a Gerusalemme, il candidato repubblicano Romney inizia a raccogliere i dividendi del fastoso tour israeliano. Il suo staff ha diffuso uno spot, intitolato “Cherished Relationship”, sulle relazioni speciali fra l’America e lo stato ebraico. “Da presidente, Barack Obama non ha mai visitato Israele e si è rifiutato di riconoscere Gerusalemme come sua capitale”, recita il messaggio. E ancora: “Mitt Romney sarà un presidente differente, un leader forte al fianco dei nostri alleati. Lui sa che l’America ha un profondo e prezioso rapporto con Israele”. Anche l’Emergency Committee for Israel, guidato dal direttore del Weekly Standard Bill Kristol, ha diffuso uno spot su alcuni fra i maggiori giornali americani per attaccare Obama e la sua mancata visita in Israele (la Casa Bianca si difende dicendo che il presidente visiterà Israele se rieletto e che anche Ronald Reagan e Bush senior non fecero tappa a Gerusalemme durante i loro rispettivi mandati). I repubblicani stanno trasformando Israele in una partita decisiva nella competizione presidenziale di novembre. Eli Lake di Newsweek ha scritto che Israele è il vero stato swing di Romney. “Nel 2008, il presidente Obama ha ottenuto fra il 74 e il 78 per cento del voto ebraico. Ma il 2012 potrebbe essere diverso”. Non soltanto con la sua visita israeliana Romney ha cercato di attirare a sé i voti dei milioni di cristiani evangelici che hanno fatto di Israele la loro causa principale, ma è anche ai voti ebraici, tradizionalmente democratici, che il candidato repubblicano sta puntando. Matt Brooks, direttore della Republican Jewish Coalition, parla di un venti per cento di elettori indecisi, mentre un sondaggio Gallup vede Obama con il 68 per cento dei consensi contro il 25 di Romney. Sarebbe, al momento, il maggior numero di voti ebraici mai raccolti da un repubblicano dal 1988. A sostegno di Romney e di Israele si è mosso nel weekend anche l’ex segretario alla Difesa Donald Rumsfeld. “Il primo ministro israeliano Netanyahu ha ragione, le sanzioni non funzionano”, ha detto Rumsfeld attaccando così la politica di Obama sul nucleare iraniano, contro cui Romney sosterrebbe lo strike israeliano. Ha detto sempre Rumsfeld: “Se fossi al governo israeliano non avvertirei gli Stati Uniti sulle mie intenzioni di fare qualcosa sull’Iran”.

“Una cattiveria senza precedenti”
Il premio Pulitzer Charles Krauthammer sul Washington Post ha scritto che il viaggio di Romney in Israele ha evidenziato due grandi differenze rispetto a Obama: “Romney ha detto che Gerusalemme è la capitale di Israele, mentre la posizione ufficiale di Obama è che la capitale di Israele deve essere determinata tramite i negoziati con i palestinesi. Sull’Iran, Romney ha detto che Israele ha il diritto di difendersi. Obama lo dice in modo trito e ritrito”. Una settimana prima il viaggio di Romney, Jay Carney, portavoce della Casa Bianca, non ha saputo rispondere alla domanda su quale fosse la capitale di Israele. All’analisi di Krauthammer ha aggiunto qualcosa di più sul Wall Street Journal il columnist Bret Stephens, che dettaglia il record negativo di Obama sullo stato ebraico: “Ha mostrato una cattiveria personale senza precedenti nei confronti del primo ministro israeliano, uno sforzo senza precedenti nel porre una distanza diplomatica fra Stati Uniti e Israele e una campagna senza precedenti di leak militari volta a fermare la mano d’Israele contro l’Iran”. Romney, conclude Stephens, ha le carte in regola per fare meglio.

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