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Perché non esiste ancora uno 'stato arabo palestinese'? La risposta è semplice (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


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Informazione Corretta - La Repubblica Rassegna Stampa
26.09.2011 Mahmoud Ahmadinejad all'Onu fra menzogne e repressione in Iran
commenti di Piera Prister, Moises Naim

Testata:Informazione Corretta - La Repubblica
Autore: Piera Prister - Moises Naim
Titolo: «Ahmadinejad parla di nuovo all’ONU, mentre la censura cibernetica regna sovrana in Iran - Tutte le bugie di Ahmadinejad»

Riportiamo da REPUBBLICA di oggi, 26/09/2011, a pag. 1-25, l'articolo di Moises Naim dal titolo "Tutte le bugie di Ahmadinejad ".
Ecco il pezzo, preceduto dal commento di Piera Prister dal titolo "Ahmadinejad parla di nuovo all’ONU, mentre la censura cibernetica regna sovrana in Iran".


Mahmoud Ahmadinejad

INFORMAZIONE CORRETTA - Piera Prister : "Ahmadinejad parla di nuovo all’ONU, mentre la censura cibernetica regna sovrana in Iran"


Piera Prister

Anno dopo anno, ogni autunno e’ sempre la solita storia. Non solo ci dobbiamo sorbire l’arroganza dei suoi discorsi negazionisti dell’11 settembre e della Shoah, ma anche tante minacce, quest’anno dirette specialmente all’Europa, mentre a New York non gli mancano inviti, tra i quali quello recidivo, alla Columbia University, un ateneo che e’ vicino al Palazzo di Vetro, dove si sarebbe addirittura allestire una cena in pompa magna per il 21 settembre con un numero limitato di studenti, che  s’erano definiti  emozionati -exited- e  alla quale doveva partecipare anche il Rettore Mr. Bollinger che all’ultimo ha declinato l’invito per le accese critiche suscitate,  le piu’ decise arrivategli addirittura da Tel-Aviv, dove “Israel Shurat HaDin Law Cente” che ha una filiale a New York lo ha  minacciato di un’azione legale nei suoi confronti. Cosi’ la famosa cena non c’e’ stata, anche per le agguerrite proteste di studenti tra i quali molti iraniani che gli hanno dato “dell’assassino” e studenti ebrei che hanno organizzato cortei e improvvisato comizi nel campus stesso dell’universita’. 

Gia’ e’ tanto che gli studenti in maggioranza si siano messi di traverso agli organizzatori, ma e’ molto poco, rispetto all’osanna che quell’uomo ancora incontra. La realta’ e’ che nessuno finora, nemmeno Mitt Romney che pure gli nego’ come governatore le guardie di scorta, nessuno finora e’ stato capace di fermarlo, quell’ usurpatore della sovranita’ popolare repressa nel sangue; sponsor del terrorismo internazionale, con i suoi due bracci armati di Hamas ed Hezbollah; e signore della vita e della morte di fronte al quale trema tutta Teheran. Assomma nella sua persona il potere politico e religioso dello stato e della moschea in uno stato teocratico che  nella lunga percezione della storia, potrebbe forse essere visto come un’ innaturale aberrazione in cui l’Iran e’ finito -and it may perhaps be seen in the longer perception of history as an unnatural aberration which in Iran has ended- (Bernard Lewis -The Political Language of Islam, pag. 2)

 Come prese il potere in Iran, Ahmadinejad ebbe a dire allo smemorato Occidente che la sua corsa al nucleare sarebbe stata come una locomotiva senza freni e senza retromarcia. Ha un potere illimitato, il potere di Cesare e il potere di Dio, conferitogli da quella confraternita della cattiva morte, i tanti Mullah, con Khamenei in testa, dai lunghi capelli bianchi e barbe incolte che sembrano convincenti ed innocui, apparentemente ascetici e rinunciatari, degli uomini pii.  Mentre invece accidiosi come sono, dietro la loro maschera covano l’odio verso l’Occidente e la modernita’, che  per loro e’ la personificazione di Satana, assieme alla piu’ spudorata sessuofobia come innaturale negazione dell’amore in tutte le sue forme sensuali ed erotiche, sia sacre che profane, negatori della bellezza del corpo cui impongono il burqa e tonache, odiatori delle donne, aberrazioni inconcepibili per noi che siamo passati attraverso l’Umanesimo e il Rinascimento di Michelangelo, di Tiziano e di Caravaggio. Quest’ultimo era un artista  dalle grandi passioni che deve aver ammirato molto le donne se ha immortalato la sua Giuditta trionfante con pennellate intense di chiaroscuri, puntando il suo fascio di luce sul suo volto che e’quello di una eroina giovinetta che spicca la testa al tiranno Oloferne e libera il  popolo ebraico dalla tirannide. Quella tela e’ un memento per tutti i tiranni, come anche per quello di Teheran, campione di tutte le nequizie, per dirgli di stare attento, che quella e’ la fine che gli spetta. Che tema le donne costui, altro che soggiocarle e lapidarle!

Islam significa sottomissione, sottomissione e morte, che riservano tra  le piu’ atroci a chi non si sottomette, per lapidazione e per impiccagione o sotto tortura come monito alle donne, adultere e saffiche; come monito ai gay, studenti, giornalisti, bloggers e dissidenti le cui esecuzioni avvengono sulle pubbliche piazze o nascostamente sotto tortura nelle carceri di Evin.  Alle donne e soprattutto alle vergini poi fanno l’inimmaginabile e qui il nostro pensiero, incapace di procedere, fulminato si arresta.

E’ un uomo che ha anche minacciato l’Europa di fare una brutta fine, l’Europa che e’ pure una sua grande partner commerciale. Dopo Israele sara’ il suo secondo bersaglio, ed e’ per questo che la Turchia dell’integralista ed antisemita Erdogan che e’ al potere da tre termini, ha accettato la settimana scorsa, come membro della NATO,  l’istallazione di un potente radar che e’ la base  di un piu’ ampio “missile defense system” (Erdogan agreed last week to host a powerful American radar on Turkish territory. The deal helps protect Turks and Europeans from Iranian missiles and deter Tehran’s nuclear and regional aspirations). Il piano degli USA e’ quello di collocare 48 intercettatori di missili in Romania e Polonia. ( Redazione del  Wall Street Journal, “Our friends the Turks”, pag A14, 20 settembre 2011). 

Questo significa che nemmeno Erdogan o Abdullah si fidano ormai di Ahmadinejad come d’altronde gia’ siamo stati edotti da WikiLeaks.  Bernard Lewis in nell’ ultima recente intervista ”The tyrannies are doomed”, molto preoccupato, ci mette in guardia contro l’Iran nucleare, governato da fanatici religiosi dalla mente apocalittica la cui ultima aspirazione sarebbe quella di indurre scenari di morte e di distruzione. 

La verita’ e’ che presi come siamo dalla discettazione sulla "Primavera Araba" o sulla "non Primavera Araba",  che sta come una miccia propagandandosi in tutto il Medio Oriente, dell’Iran se ne parla poco.  Nel frattempo l’Iran approfittando della nostra distrazione, sta inghiottemdo in una voragine tutto il dissenso e quanto ci sia di meglio, di nobile e di intelligente in quel paese. Non abbiamo notizie di cio’ che sta avvenendo li’. Recentemente Natan Sharansky dal Jerusalem Post ha lanciato un appello all’Occidente che non dimentichi e si interessi della fine che fanno i dissidenti. Ma li’ in Iran tutto e’ messo sotto controllo. Non si faranno piu’ prendere contropiede quando in diretta giravano per il mondo le immagini di Neda agonizzante con tutto quel sangue che le usciva a fiotti. Il regime di Teheran, tramite le guardie della Rivoluzione che e’ “a branch of Iranian Security forces” ha arruolato un esercito di 250.000 hackers per disconnettere tutto lo spazio cibernetico iraniano dal resto del mondo e mettere Internet sotto controllo. ( WSJ, 28 maggio 2011-“Iran vows to unplug Internet”- Chris Rhoads e Farnaz Fasshi)

 Censurano le notizie che entrano ed escono a doppio senso di circolazione. Informazione, letteratura, arte, poesia, film, tutto bandito, tutto proibito o filtrato.

La censura in Iran regna sovrana.

La REPUBBLICA - Moises Naim : "Tutte le bugie di Ahmadinejad"


Moises Naim

Cominciamo con un test. Questa è una lista di dichiarazioni del presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad. 1. «In Iran non ci sono omosessuali. Non ci piacciono e nel nostro Paese questo fenomeno non esiste».2. «Stiamo arricchendo l´uranio solo allo scopo di usarlo nei nostri ospedali per cure mediche». 3. «L´olocausto degli ebrei in Europa è un mito». 4. «Non stiamo costruendo un impianto per l´arricchimento dell´uranio nella città santa di Qom». La domanda è: quali di queste affermazioni sono spudorate menzogne? La risposta corretta è… tutte.
Così, con l´arrivo dell´autunno, si ripete ogni anno lo stesso rituale: i capi di governo del pianeta si recano a New York per pronunciare discorsi ispirati all´Assemblea generale delle Nazioni Unite e Mahmud Ahmadinejad approfitta dell´occasione per coprirsi di ridicolo a livello planetario.
L´unico aspetto positivo di questo rituale è che come preambolo alle sue bugie Ahmadinejad compie dei gesti per dimostrare la sua buona volontà. Quest´anno la fortuna ha baciato i due giovani escursionisti entrati inavvertitamente in territorio iraniano, catturati, accusati di spionaggio e condannati a otto anni di prigione: prima del suo pellegrinaggio annuale nella Grande Mela Ahmadinejad li ha graziati (dopo aver incassato 2 milioni di dollari, ma questa è un´altra storia). E anche questa volta (è la settima) il suo discorso non ci ha delusi. Ha detto che Osama bin Laden è stato ammazzato per nascondere quello che è successo veramente l´11 settembre, che gli Stati Uniti minacciano sanzioni e attacchi militari a chi si azzarda a mettere in discussione l´11 settembre e che l´Olocausto… eccetera eccetera.
È un peccato che il presidente dell´Iran non mostri altrettanto entusiasmo quando si tratta di discutere di certi altri temi.
Quali potrebbero essere questi "altri temi"? Il mio collega Karim Sadjadpur ha raccolto le domande che gli iraniani che lottano per la democrazia e i diritti umani nel loro Paese vogliono rivolgere al loro presidente, e le ha pubblicate sul Washington Post. Nel caso il presidente Ahmadinejad non legga quel quotidiano, e con la speranza che legga invece questo, trascrivo qui alcune di quelle domande (e anche altre).
I suoi avversari nelle elezioni del 2009, Mir Hossein Musavi, di 69 anni, e Mehdi Karrubi, di 73 anni, rimangono in stato in detenzione e senza possibilità di comunicare con l´esterno. Qual è la base giuridica di questi provvedimenti?
Somayeh Tohidlou, una donna di 32 anni, recentemente ha ricevuto 50 frustate in carcere per averla "insultata" durante la campagna elettorale del 2009. Lei crede che frustare persone imprigionate per le loro opinioni politiche sia un castigo adeguato?
A settembre lei ha detto che «la libertà è un diritto divino». Questo diritto è applicabile anche ai baha´i iraniani, che vengono perseguitati per il fatto di praticare la loro religione, sono discriminati sul mercato del lavoro e incarcerati perché cercano di educare i loro giovani (che non hanno accesso alle università)?
In un´inchiesta della Bbc su 27 Paesi, fra cui la Cina, la Nigeria o le Filippine, l´Iran è il Paese su cui le opinioni sono più negative, perfino peggio della Corea del Nord. Perché?
Transparency International, Freedom House e la Banca mondiale affermano che in Iran gli indici di corruzione, malessere economico e repressione durante il suo mandato superano quelli dell´Egitto di Hosni Mubarak e della Tunisia di Zin al-Abidin Ben Ali. Non teme di finire allo stesso modo?
Le proteste contro il suo governo nel 2009 furono molto più grandi delle proteste in Medio Oriente quest´anno, eppure lei ha definito i manifestanti iraniani come «polvere e spazzatura». Perché?
Durante la sua presidenza l´Iran ha raggiunto il record del maggior tasso di esecuzioni capitali al mondo in rapporto alla popolazione, incluse le recenti esecuzioni pubbliche e le esecuzioni di omosessuali. È orgoglioso di questo successo?
Ali Vakili Rad, condannato in Francia nel 1991 per il brutale omicidio a pugnalate dell´ottantenne Shapur Bakhtia, un leader dell´opposizione democratica, ha ricevuto un trionfale benvenuto al suo ritorno a Teheran. Perché il suo governo glorifica assassini del genere?
Un rapporto dell´unità di guerra cibernetica della Guardia rivoluzionaria iraniana ha rivelato che gli internauti di Teheran sono al primo posto su 182 Paesi per visite a «siti Internet non etici» durante la festa sciita dell´Ashura. Secondo lei questo cosa significa?
Per concludere, una domanda mia al signor presidente: «Il giorno prima del suo discorso di denuncia all´Onu contro i Paesi occidentali, nel suo Paese un ragazzo di 17 anni è stato impiccato pubblicamente. Che discorso potrebbe farci a tale proposito?».

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