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Perché non esiste ancora uno 'stato arabo palestinese'? La risposta è semplice (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


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Libero - Informazione Corretta - Moked - Corriere della Sera Rassegna Stampa
17.04.2011 Lasciatelo là
commenti di Angelo Pezzana, Deborah Fait, Ugo Volli, Maurizio Belpietro, Andrea Morigi, Guido Olimpio

Testata:Libero - Informazione Corretta - Moked - Corriere della Sera
Autore: Angelo Pezzana - Deborah Fait - Ugo Volli - Maurizio Belpietro - Andrea Morigi - Guido Olimpio
Titolo: «Non era pacifista, aiutava i fanatici - Odio imbarazzante e assoluto - Vittorio Arrigoni, un nemico di Israele - Lasciatelo là - Un delitto con complici e suggeritori»

I quotidiani italiani di questa mattina, 17/04/2011, continuano a ricordare Vittorio Arrigoni con cronache e commenti.
L'Unità e Il Manifesto continuano a tessere le lodi del 'pacifista' amico dei terroristi della Striscia.
Notiamo con soddisfazione che sul Corriere della Sera di oggi non ci sono articoli scritti da Francesco Battistini (sostituito da Davide Frattini e Guido Olimpio), dopo l'articolo disgustoso uscito sul sito internet del Corriere (http://www.informazionecorretta.it/main.php?mediaId=115&sez=110&id=39334).

Riportiamo da LIBERO di oggi, a pag. 2, l'articolo di Angelo Pezzana dal titolo " Non era pacifista, aiutava i fanatici ", l'articolo di Andrea Morigi dal titolo " Sui suoi blog il testamento di Vik: Disgustoso è sinonimo di sionista ", a pag. 1-3, l'articolo di Maurizio Belpietro dal titolo " Lasciatelo là  ". Da MOKED l'articolo di Ugo Volli dal titolo " Vittorio Arrigoni, un nemico di Israele  ". Dal CORRIERE della SERA, a pag. 13, l'articolo di Guido Olimpio dal titolo " Un delitto con complici e suggeritori ". Pubblichiamo il commento di Deborah Fait dal titolo " Odio imbarazzante e assoluto ".


Ecco i pezzi:

LIBERO - Angelo Pezzana : " Non era pacifista, aiutava i fanatici "


Angelo Pezzana

Il rapimento, seguito dall’uccisione, di Vittorio Arrigoni da parte del gruppo salafita alleato con al Qaeda a Gaza suscita alcune considerazioni, utili per capire quanto il conflitto israelo-palestinese sia visto sui nostri media in modo distorto. L’altro giorno, tutte le prime pagine dei giornali, come i Tg, aprivano sul suo rapimento e sulla minaccia di ucciderlo se Hamas non avesse liberato alcuni prigionieri legati al gruppo salafita che opera clandestinamente nella Striscia. Qualcosa deve essere andato storto, se la decisione di eliminarlo fisicamente è stata presa prima della scadenza annunciata. La cronaca della sua orribile fine è poi uscita ieri su tutti i giornali, e ciascuno a suo modo, ne ha dato una versione secondo le regole che governano la testata, in particolare sulle motivazioni che l’avevano portato a Gaza nel 2008, a Gaza e non in Cisgiordania, dove un pacifista avrebbe dovuto sentirsi più a suo agio. Arrigoni scelse invece la Striscia perchè lì, e non altrove, pensava fosse possibile realizzare la sconfitta dell’odiato ‘piccolo satana’ che opprimeva i palestinesi. Soltanto Hamas, un movimento dichiarato terrorista dall’Onu e dalla Ue, gli pareva adatto, dopo aver conquistato il potere con un colpo di stato, a realizzare uno Stato palestinese che ha nel proprio statuto la distruzione di Israele. Si dichiarava pacifista, una parola dall’uso elastico, indossata abitualmente da violenti e facinorosi, che hanno come ideale la morte, per questo combattono ed eliminano chi crede invece nella vita. Arrigoni si era trovato bene a Gaza, anche se Hamas aveva preso l’abitudine di ammazzare i palestinesi che stavano dalla parte dell’Anp, buttandoli giù dagli ultimi piani dei palazzi. Perchè a Gaza, stare dalla parte di Abu Mazen, è un crimine che si paga con la vita. Ma Arrigoni non ci badava, se dei palestinesi ammazzavano altri palestinesi, doveva essere sicuramente per il loro bene, per lui contavano solo le iniziative contro l’odiato Israele, e in questo, va riconosciuto, Hamas è il numero uno. Commercio clandestino di armi, navi che tentano di superare il blocco navale per portare nella Striscia arsenali e missili da lanciare sul territorio israeliano, non hanno minimamente danneggiato, nè messo in discussione, quell’aggettivo che Arrigoni portava cucito addosso come una onorificenza: pacifista, ed infatti così è stato presentato in questi due giorni sui nostri giornali a chi probabilmente non l’aveva mai sentito nominare prima. Era un pacifista, il che vuol dire che amava la pace, anche se aveva scelto di stare con chi la pace mica la voleva, perchè Hamas vuole distruggere Israele, non farci un accordo. Lui amava il popolo palestinese, e nel nome di questo amore, aveva scelto di stare dalla parte di chi vuole sterminare un altro popolo, degno almeno dello stesso amore, quello israeliano. Ma Arrigoni ha commesso un errore, avendo investito tutta la sua attenzione sul ‘nemico sionista’, non si è accorto, anche perchè le differenze sono minime, ammettiamolo, che accanto al suo adorato Hamas si era sviluppato un altro cancro, almeno più risoluto del primo per quanto riguarda l’ideologia islamista fanatica. Non si è accorto, Arrigoni, che lui era un infedele per i salafiti, e tanto bastava per considerarlo un nemico. Volendo ricattare Hamas, hanno preso lui, preda facile perchè si sentiva sicuro, credeva di stare con i suoi, l’hanno tortutato e poi ucciso. Tra ieri e ier l’altro siamo stati sommersi da uno tzunami di melassa buonista da togliere il fiato. Povero Arrigoni, anche il nostro cuore, che non batte per i tagliagole di Gaza, è rimasto colpito dalla sua orribile fine, ma ci siamo chiesti in quale paese viviamo. Neanche un mese fa, in Israele, una famiglia, i Fogel, è stata sgozzata nel sonno, padre, madre e tre figli ancora bambini, senza che nessuno nel nostro paese quasi se ne accorgesse, Repubblica non ha nemmeno dato la notizia. Eppure una famiglia sgozzata nella notte, nella propria casa, se raccontato, fatte vedere le immagini, avrebbe destato una impressione enormemente più forte di quella di Arrigoni, un volontario che svolgeva una sorta di servizio civile in un paese che sta cercando in ogni modo di distruggerne un altro. Invece per i Fogel tutti zitti, neanche un comunicato della CGIL, della Curia, nessuna mobilitazione, nessun Tg ha valutato quella strage degna di pochi secondi sul piccolo schermo, nemmeno il nostro amato presidente della Repubblica ha rilasciato un segnale della propria commozione, come ha fatto invece per il povero Arrigoni, per lui si è mosso tutto il paese, in testa l’UCOII, che è l’organizzazione che rappresenta in Italia i Fratelli musulmani, quelli che stanno per impadronirsi dell’Egitto, ai quali era caro il lavoro che Arrigoni svolgeva a Gaza contro Israele. Perchè era questo il lavoro umanitario che svolgeva, era infatti tra i volonterosi che stavano preparando la prossima Flotilla in partenza, questa volta, dall’Italia, un’altra spedizione ‘pacifica’ come la prima. Diciamola tutta, era un odiatore di Israele che aveva trovato con Hamas il modo migliore per esprimerlo.

INFORMAZIONE CORRETTA - Deborah Fait: " Odio imbarazzante e assoluto "


 Deborah Fait

Ormai, niente piu' e' incredibile a questo mondo.
La salma di Vittorio Arrigoni ancora non e' arrivata in Italia avvolta nelle bandiere palestinese e italiana , che si e' gia' scatenata una campagna di odio  contro Israele, odio che ci aspettavamo ma non in forma cosi' virulenta.
Appena accaduto il fatto, l'assassinio di Arrigoni da parte di una cellula di hamas, molti di noi avranno pensato "adesso i pacifinti filopalestinesi apriranno gli occhi, capiranno con chi hanno a che fare", poi ecco apparire i primi titoli su internet "hamas accusa Israele...Israele il mandante....cui prodest?"....con evidenti insinuazioni a Israele.
A Hanyie' non pareva vero di avere tra le mani una cosi' grande occasione e l'ha sfruttata  con maestria ben sapendo che ogni menzogna contro Israele viene sempre creduta, senza prove, mica servono prove per demonizzare Israele, lo si fa e basta, c'e' sempre  chi accoglie le accuse con gioia e soddisfazione.
In ogni forum "progressista " si legge odio  furibondo, il mio blog e' stato letteralmente assalito da pazzi furiosi che mi descrivono come una vergogna umana, una nazista, fascista, per non parlare delle parole irripetibili che mi rivolgono. Sembra una catena di montaggio, 10, 20 messaggi tutti in un colpo, non faccio in tempo a cancellare che ne arrivano altri 30.
Un bombardamento di odio.
Davanti alla morte si china la testa e nessuno ha espresso soddisfazione per cio' che e' successo a un cosi' veemente nemico di Israele ma , a mio modo di vedere, la morte non rende santi e non posso accettare che vengano chiamati pacifisti personaggi come Arrigoni o la Corrie. Un pacifista deve amare tutti non odiare un popolo e amarne un altro.
Questo non e' pacifismo ma partigianeria e contro Israele la partigianeria e' di una perfidia degna della propaganda nazi-fascista.
Vittorio Arrigoni, come Rachel Corrie, era un esaltato, piu' che amore per i palestinesi era pieno di odio per gli ebrei e Israele, un megalomane, una specie di frappe' tra l'odio per Israele della sinistra e l'odio per gli ebrei del cristianesimo, il tutto espresso con tale convinzione  e violenza da impressionare i sordi, i ciechi e i muti.
Raccontano che a Gaza, durante il Piombo Fuso, si mettesse in piedi, a poche centinaia di metri dalle postazioni di Zahal, a mo' di scudo umano, per farsi colpire. Un vero macho.
Cosi' aveva fatto la Corrie, mentre i suoi compagni si allontanavano dalla zona di guerra vietata ai civili, lei e' rimasta la' seduta per terra, a difendere il nulla perche' c'erano solo case diroccate, finche' il bulldozer non la investi'. L'autista, dall'alto del bulldozer,  non l'aveva vista ed era convinto che tutti i fanatici di ISM se ne fossero andati.
Rachel Corrie e' diventata l'eroina uccisa dai perfidi israeliani.
Vick  Arrigoni, e' diventato un eroe perche', anche se lo hanno ammazzato i palestinesi, per i suoi simpatizzanti il colpevole e' Israele.
Potevamo avere dei dubbi?
La storia si ripete sempre, questa volta proprio da manuale: i palestinesi uccidono e Israele viene incolpato.
A proposito di palestinesi, amici, e' stata coniata una nuova parola: i palestinesi buoni, quelli di hamas per intenderci, sono palestinesi. Quelli cattivi che hanno impiccato Arrigoni non sono palestinesi ma salafiti. Pochi sanno chi siano i salafiti, la solita casalinga di Voghera potrebbe pensare che siano una nuova popolazione tanto cattiva che ammazza i bravi pacifisti.
Salafiti...mica arabi.
Non ci crederete ma oggi ho letto sul web questa frase:
"Missili salafiti sono caduti nel Neghev" .
Capito? ma avete capito davvero? io non sapevo se ridere o piangere o mettermi a urlare.
I salafiti, marziani, gente non meglio identificata che fa tutte le cose che i buoni palestinesi rifiutano perche', se ancora non lo sapete, i palestinesi sono ...... non-violenti.
Il nostro Vick, anzi il loro Vick, ha ottenuto in morte quello che non aveva ottenuto in vita nonostante i suoi sforzi, una tremenda e rinnovata campagna di odio contro Israele.
Missili salafiti!
Evviva i santi palestinesi!
Missili salafiti, missili salafiti.
Un missile salafita ha mandato in coma giorni fa un ragazzo israeliano.
Salafiti, mica palestinesi, i palestinesi sono gandhiani, sono la' a gambe incrociate e a torso nudo, colla kefiah a coprire le vergogne, che accarezzano con amore i loro missili Grad, poi arriva un cattivo salafita e li spara contro Israele tra i loro lamenti gandhiani.
Lasciamo da parte le comiche perche' si parla di tragedie quindi torniamo a Vittorio Arrigoni.
Arrigoni e' stato per tre anni a Gaza,  ha vissuto per tre anni a stretto contatto con i nenonazi di hamas e non ha mai detto una sola parola, neanche a, niente, il restiamo umani lo teneva per salutare gli amici dopo aver scritto cose spaventose e tremende su Israele
Ve le ricordate le due Simone?Questi giorni parecchi le nominano.  Ve le ricordate come sono tornate, dopo la prigionia in Iraq, praticamente innamorate dei loro carcerieri musulmani? Una di loro, se non ricordo male , pare sia diventata figlia di Allah.
Devono avere un grande potere gli arabi, fanno innamorare donne e uomini, li conquistano, che poi siano sgozzatori o kamikaze  e' solo un particolare....salafita e comunque e' tutta colpa di Israele e dell'Occidente, maledetti, responsabili di tutti i mali che affliggono i poveri arabi.
.
Ma lo sapete quale e' la notiziona di oggi, fresca fresca? Non ci crederete.
La sua famiglia ha chiesto di portare la salma in Italia attraverso l'Egitto perche' non sia contaminata dal suolo dell'odiato Israele, chissa' magari qualche ratto ebreo uscito dalle fogne potrebbe toccarla.
Mi e' venuto in mente, chissa' perche',  il detto "la mela non cade lontana dall'albero".
Vittorio Arrigoni era figlio di questa famiglia.
Restiamo umani, diceva Vick, mentre dava a Shimon Peres del criminale di guerra e dell'assassino, mentre rimproverava Saviano per aver osato parlar bene del nazista Israele durante una festa organizzata a Roma dai "coloni".
Giuro che li chiama cosi', coloni! ascoltate questo YT per credere:http://www.youtube.com/watch?v=NBgI_QWgXaI
 
Ebrei italiani voi siete coloni,  siete stranieri in Italia, colonizzate Roma, Milano, Trieste, Torino. Fuori brutti ebreacci, fuori dall'Italia, fuori da Israele, fuori dall'Eurabia.
Dove volete andare? Da nessuna parte, ebrei, scomparite!
Non bisogna parlar male dei morti, mi dicono insultandomi. Va bene ma se un morto, da vivo, ha incitato all'odio razziale raccontando menzogne, facendo passare Israele per uno stato criminale e nazista, gli israeliani come dei violenti criminali, gli ebrei coloni da scacciare, i -palestinesi santi da adorare, cosa devo dirgli dopo che e' morto? Birichino?
Quando uno afferma che la navi da guerra iraniane passate da Suez erano solo pescherecci palestinesi, cosa devo dirgli? Bugiardone?
Aveva 36 anni, e' stato ammazzato dai tagliagole pales....pardon , salafiti, vittima di quel terrorismo che difendeva chiamandolo lotta armata dei suoi amati contro l'occupazione fascista di Israele.
Arrigoni era un estremista in forte odore di razzismo antiebraico, non un pacifista ma, siccome sono una persona pietosa,  non posso che esprimere contentezza che la bara in cui riposa non sia contaminata passando da Israele, paese odiato di un odio addirittura imbarazzante.
Vittorio Arrigoni, non posso dirti riposa in pace perche' non lo accetteresti da uno di "noi" ma forse potro' stare in santa pace io, dimenticandoti.
Deborah Fait
 
ps. gli assassini palest....pardon salafiti, hanno confessato. Cosa dite, i suoi fan si rassegneranno o continueranno ad accusare Israele? Ai posteri......

MOKED - Ugo Volli : " Vittorio Arrigoni, un nemico di Israele "


Ugo Volli

Non c'è molto da dire oggi di Vittorio Arrigoni: un nemico di Israele e del popolo ebraico ammazzato da altri nemici di Israele che non sopportavano i suoi "vizi occidentali", qualunque cosa questa espressione volesse dire per loro; un altro degli occidentali illusi che dichiarare simpatia e partecipazione ai nemici dell'Occidente li avrebbe salvaguardati dalla loro violenza; non un pacifista dedicato alla non violenza, ma un amico e un portavoce e forse un agente della banda più violenta di assassini del Medio Oriente; non un volontario impegnato a soddisfare i bisogni della popolazione ma un agitatore politico armato di calunnie e insulti, spesso oltre i limiti del razzismo. Uno che chiamava i sionisti "ratti" e "demoni", che non ha mai condannato le stragi commesse dai suoi amici di Hamas, i crimini di guerra contro la popolazione civile del Negev, il rapimento di Shalit. Uno le cui ultime volontà sono state interpretate forse non a sproposito dalla madre che ne condivideva le convinzioni nel senso di non farne passare la salma per il territorio di Israele – chissà, forse per paura di contaminarlo con gli effluvi demoniaci dei "ratti".

Ci sarebbe molto da dire invece sulla sua santificazione postuma, sulla costruzione ideologica che si è fatta sul suo cadavere, dall'attribuzione al Mossad e a Israele del suo omicidio, benché i colpevoli siano saltati fuori subito, ufficialmente riconosciuti e arrestati da Hamas e ammessi dallo stesso movimento salafita. La statura di un piccolo giornalista dilettante o piuttosto di un propagandista di giornali e siti "comunisti" e anti-israeliani è stata subito ingigantita nei comunicati ufficiali dei politici italiani a simbolo della speranza di pace del Medio Oriente (che così viene identificata con la distruzione di Israele). Qualcuno ha parlato di attribuirgli il premio Nobel, che dopo il tributo preventivo ad Obama in effetti non ha molto senso, ma comunque ha una dimensione globale che in questo caso chiaramente manca. Sono frutti del provincialismo italiano, che prima di lui ha trasformato in eroi tutti coloro che da amici dell'islamismo si sono trasformati in sue vittime, rapiti e magari uccisi: Sgrena, "le due Simone", Baldoni. Ma sono anche un segno di un'assimetria di giudizio preoccupante. Lo spazio sulla stampa e il cordoglio per lui – ammazzato da chi lui pensava fossero militanti per la libertà – è stato mille volte superiore a quello dedicato alla famiglia sgozzata nel sonno un mese fa da assassini assai simili ai suoi; o alla studiosa inglese, del tutto estranea ai conflitti mediorientali, uccisa poco prima da una bomba fatta esplodere alla stazione degli autobus di Gerusalemme da qualche altro amico dei suoi amici.

Ma soprattutto dà da pensare quel che traspare dai commenti diffusi non solo sui giornali ma anche in internet, su facebook e nei siti dei giornali da parte di scrittori e lettori. La morte di Arrigoni, in cui Israele non ha avuto alcun ruolo, viene costantemente attribuita alle responsabilità dell'"occupazione", se non di tutto il popolo ebraico. Non mancano richiami positivi al nazismo, minacce di morte, una condanna cosmica di Israele, visto per l'appunto come luogo demoniaco. A leggere questi scritti si resta quasi fisicamente colpiti dalla violenza dell'odio che ne promana: dove ho letto io, si tratta di italiani più che di immigrati, di gente di sinistra più che di neonazisti. La distinzione fra antisionismo e antisemitismo, se mai ha avuto un senso, in questi scritti è completamente offuscata. L'Italia risulta generalmente dalle statistiche un paese fra i meno affetti dall'antisemitismo in Europa. Sarà così; ma certamente la minoranza che lo nutre sta diventando particolarmente aggressiva e intollerante. I prossimi mesi rischiano di darcene la prova, con la nuova flottiglia annunciata per maggio, la marcia sui confini di Israele promossa da Barghouti per giugno, lo "tsunami" annunciato per settembre (l'espressione è di Barak, si tratta del tentativo riconoscimento dello stato palestinese da parte dell'assemblea dell'Onu, con i contraccolpi politico-giudiziari e anche terroristici che potrebbero seguirne). Come purtroppo accade già da tempo in altre parti d'Europa, l'ebraismo italiano avrà bisogno di attrezzarsi per resistere.

LIBERO - Maurizio Belpietro : " Lasciatelo là "


Maurizio Belpietro

Credo che la perdita di un figlio sia un dolore così lancinante da giustificare qualsiasi reazione, anche la più assurda. Ciò detto, posso affermare che le frasi della madre di Vittorio Arrigoni mi mettono a disagio? Un genitore di fronte alla morte può reagire piangendo, strappandosi i capelli, inveendo contro gli assassini oppure chiudendosi in un silenzio totale per isolarsi dal mondo. Ma che c’entra prendersela con chi non ha nulla a che fare con la fine di tuo figlio? Quale senso può avere chiedere che il cadavere non transiti nemmeno per Israele, ma sia riportato in Italia passando dal Cairo? Non è stato un soldato dell’eser - cito di David a strangolare Vittorio Arrigoni e neppure un militante di qualche gruppo terrorista dell’estrema destra di Tel Aviv. A soffocarlo con un sacchetto di plastica sono stati alcuni fanatici appartenenti ai sanguinari gruppi salafiti operanti a Gaza, i quali si oppongono ad altri integralisti che fanno parte di Hamas. Il pacifista italiano, morto in una baracca araba e non in una prigione israeliana, è rimasto vittima di una faida tra palestinesi e fondamentalisti, non di una sparatoria con i coloni. Eppure i genitori di Vittorio Arrigoni paiono avercela più con Israele che con chi l’ha ammazzato. La mamma, che le cronache descrivono come una donna gentile e generosa, sempre pronta ad aiutare gli altri e a impegnarsi a favore dei più deboli, ha espresso un solo desiderio, e cioè che il corpo del figlio ritorni in patria senza nemmeno sfiorare il suolo di Israele. La signora Egidia Beretta, sindaco di centrosinistra in un paesino del lecchese, lo ha detto ai giornali appena appresa la notizia dell’assassinio e lo ha fatto ribadire dall’avvocato che intrattiene i rapporti con la Farnesina, ponendola come condizione irrinunciabile. Anche a costo di ritardare l’arrivo in Italia della bara, giacché il confine con l’Egitto è chiuso da anni, Vittorio deve rientrare passando per il valico di Rafah, quasi che il solo transito per l’aero - porto di Tel Aviv rischi di corromperlo e di contaminarne gli ideali. Che il giovane volontario lombardo odiasse tutto ciò che gli ricordava la stella di David è noto. Sul suo blog si possono leggere le parole con cui accusava il premio Nobel per la pace Simon Peres di sterminare i bambini con le bombe al fosforo bianco, o il disgusto con cui rifuggiva dai libri di scrittori israeliani favorevoli al dialogo con i palestinesi come Amos Oz e Abraham Yehoshua, definendole pagine sporche di sangue. E dunque comprendo che la madre - la quale ha dichiarato di condividere le opinioni del figlio e di essere orgogliosa di lui - voglia idealmente proseguirne la battaglia, a nome di coloro i quali Vittorio riteneva essere gli unici e i soli oppressi. Ma almeno nel momento della morte, almeno di fronte al cadavere di un giovane uomo di 36 anni, il quale è stato assassinato da troppo odio, non sarebbe auspicabile un gesto di pace? Non dico di rinunciare alle proprie idee e nemmeno di assumere atteggiamenti ipocriti che annullino differenze che ci sono state e ci sono. Penso solo che di nessun corpo, tantomeno quello di un figlio, si dovrebbe fare un uso simbolico, meno che mai politico, come quello di farlo passare per un confine bloccato da anni per impedire che da lì vi transitassero le armi. Nonostante sul suo sito Arrigoni esortasse a sguinzagliare le bestie contro i coloni e sebbene egli definisse Israele uno stato criminale e razzista, spiegando che disgustoso era sinonimo di sionista, i suoi articoli e le corrispondenze su Internet si concludevano sempre con l’invito a restare umani. Ecco, appunto: almeno adesso che una banda di tagliagole islamici lo ha ferocemente ucciso, non sarebbe ora di ritornare a essere umani? Se al contrario la madre volesse davvero fare di suo figlio un simbolo, allora abbia il coraggio di lasciarlo là dove l’hanno ucciso: a futura memoria per i suoi assassini. I quali, val la pena di ricordarlo, non sono israeliani.

LIBERO - Andrea Morigi : " Sui suoi blog il testamento di Vik: Disgustoso è sinonimo di sionista "


Andrea Morigi

Può servire una piccola antologia del pensiero di Vittorio Arrigoni, detto “volontario pacifista” dai suoi compagni e dai giornali italiani, ma dichiarato “mar - tire” dai terroristi di Hamas. Da che parte fosse schierato, è noto. Chi fosse, si spiega con la violenza delle sue invettive, del tipo: «I fascisti italiani hanno emanato leggi razziali contro gli ebrei. I fascisti israeliani hanno emanato leggi razziali contro gli arabi». Sul razzismo, si era espresso il 9 aprile scorso: «Disgustoso è sinonimo di sionista». Meno di un mese prima, il 14 marzo, aveva qualche dubbio: «Voglio davvero sapere una cosa, una volta per tutte: dov’è che termina il Sionismo e inizia invece l’Ebraismo?», sistemando tutta la questione conun messaggioai propri corrispondenti: «Urgente! Speditemi al più presto a Gaza della kriptonite antisionista!» I pacifisti non si schierano con unaparte oconl’altra,ma Viksosteneva: «I missili israeliani si fanno accusa, giudice e boia» e il 24 marzo lanciava un appello: «Partecipate al grande concorso scopri che è il primo ultrà sionista a prendere il volo. Accorrete numerosi. FUORI UNO!». Un’ur - genza umanitaria, a suo avviso, perché «Gaza non è bombardata in questo momento per la bomba di Gerusalemme. Gaza è bombardata perché Israele è uno stato terrorista». Per tutta risposta, invitava a organizzare squadre cinofile antiebraiche: «Che dite, li troviamo nelle vostre cucce un po’di bestie eroiche come Kanellos da sguinzagliare contro i coloni a difesa dei bimbi palestinesi? Animal Revolution! » Negava le stesse ragioni fondative dello Stato ebraico: «Il ministro degli esteri tunisinocondanna fortemente l’appello israeliano all’immigrazione degli ebrei tunisini in Israele. Chi dà il diritto al regime sionista di farsi portavoce degli ebrei nel mondo?» Chidesse a lui il diritto dicombattere contro un governo legittimo, non è noto. Ma si era impegnato in una delle campagne più odiose: «Prendiamo per mano la storia: Boicottiamo Israele!». Ogni nuove adesione entrava nelle «buone notizie antisioniste ». Bastava aggiungere qualche nota hippy e beat, e si poteva rendere accettabile tutto: «John Lennon diceva: “avvolgi il tuo messaggio politicocon unpo’di miele”. In questo video guardate come nella stazione centrale di New York si invita a boicottare lo stato razzista d'Israele. Grandiosi». Nessuna pietà, invece, per chi sta oltre il confine della Striscia di Gaza. Il 25 giugno 2010 derideva la campagna di liberazione a favore di un ostaggio dei terroristi: «Spegnere le luci per il soldato israeliano Gilad Shalit per oscurare i crimini israeliani»; «Anche Israele ha spento le luci per Shalit: qui a Gaza abbiamo a malapena sei ore di elettricità al giorno». Tutto si giustificava, anche l’11 aprile 2011, pochi giorni prima della sua tragica morte, sulla base delle accuse vomitate contro Israele: «Armi vietate dai trattati internazionali. Coloni e pulizia etnica. Omicidi extragiudiziali. Uno dei peggiori regimi di apartheid del mondo. Un governo che instancabilmente emana leggi razziste. Tribunali e giudici che fanno distinzioni fra “ebrei”e ”non ebrei2». E ce n’era anche per Roberto Saviano, che sta «ancora a menarcela sul suo “ricono - scimento della democrazia israeliana” ». In fondo alle sue corrispondenze, aveva sempre il coraggio di apporre lo slogan: «Stay Human ». Aveva solo sbagliato l’in - terlocutore. Avrebbe dovuto dirlo ai musulmani. Ma forse era inutile. E lo sapeva.

CORRIERE della SERA - Guido Olimpio : " Un delitto con complici e suggeritori"


Vittorio Arrigoni

I terroristi che hanno assassinato Vittorio Arrigoni — sostengono i salafiti di Gaza— sono delle «schegge impazzite» , anche se di giorno portavano le divise di Hamas. Ma comunque sono stati abbastanza attenti nell’ascoltare le parole dei loro suggeritori. Gli islamisti, infatti, hanno seguito le linee dettate da Abu Walid Al Maqdisi, il leader che volevano scambiare con il volontario italiano. Molto ascoltato, l’ideologo ha dispensato consigli attraverso il web e in particolare sul sito vicino al mondo della jihad globale. Un giorno hanno chiesto all’emiro cosa fare con chi non è musulmano ed entra nella terra dell’Islam. Un quesito che riguardava turisti e coloro che vendono prodotti occidentali dai marchi famosi. Al Maqdisi ha replicato che è possibile colpire gli stranieri poiché non sono protetti dalla legge islamica. Quanto alle imprese gestite da «infedeli» vanno considerate come un bottino di guerra. A dire il vero, Abu Walid ha anche suggerito che prima di passare all’azione era opportuno prepararsi: «Aggredire, uccidere o rapire i turisti deve essere condotto da un gruppo che abbia obiettivi chiari e un piano ben studiato…(a guidarlo) persone affidabili, che conoscano la legge islamica, abbiano un’esperienza militare e valutino le conseguenze del loro gesto» . Su quest’ultimo aspetto i tagliagole di Gaza sono stati superficiali— li hanno scoperti subito— oppure hanno interpretato a modo loro i responsi dell’ideologo poi tradotti in fatwa, un decreto religioso da rispettare. Uccidendo Vittorio Arrigoni, i terroristi hanno colpito un simbolo e, al tempo, stesso hanno creato problemi al governo di Hamas. Che poi l’italiano fosse dalla parte dei palestinesi per questi salafiti conta poco. Il suo impegno umanitario era oscurato dall’essere un «infedele» . Non è la prima volta che lo straniero anche quando è neutrale viene tirato dentro in modo strumentale. Quanto ad Hamas la sua iniziale reazione ha ricordato quella dei dittatori arabi davanti alle rivolte: «È un complotto» . Volevano dirottare i sospetti su Israele. Ora si scopre che i killer militavano, allo stesso tempo, nei servizi di sicurezza di Hamas e in un gruppuscolo salafita. Una conferma delle complicità con i qaedisti e delle tensioni— ala militare contro quella politica— che agitano il movimento.

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