venerdi 23 ottobre 2020
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
--int(0)
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Il suono dello Shofar


Clicca qui






Il Foglio - La Fionda News Rassegna Stampa
03.11.2010 Al Qaeda è sempre più forte
Obama che cosa pensa di fare ? Commenti di Redazione del Foglio, Michael Sfaradi

Testata:Il Foglio - La Fionda News
Autore: La redazione del Foglio - Michael Sfaradi
Titolo: «Obama pensi anche al Baghdad party - Il terrore corre nei cieli»

Riportiamo dal FOGLIO di oggi, 03/11/2010, a pag. 3, l'editoriale dal titolo " Obama pensi anche al Baghdad party ". Da LA FIONDA NEWS, l'articolo di Michael Sfaradi dal titolo "Il terrore corre nei cieli ".
Ecco i due articoli:

Il FOGLIO - " Obama pensi anche al Baghdad party "


Barack Obama

Non per rovinare il giorno di midterm al presidente Obama. Che già è stato poco esaltante. Ma là fuori c’è un nemico feroce e determinato che continua a combattere, a uccidere e inseguire il suo piano di reconquista. Ieri al Qaida in Iraq ha lanciato un attacco seriale contro i civili di Baghdad, dieci autobomba più due “bombe appiccicose” – ordigni incollati alle macchine senza che gli ignari guidatori si accorgano di nulla – più altre quattro mine piantate nelle strade: una strage da 62 morti. E il brutto per i democratici è che adesso viene difficile raccontare la panzana che ci è stata spacciata per anni anche anche dai piccoli Noam Chomsky de noantri, che la guerra è una subdola manovra dei petrolieri che guidavano con modi occulti la Casa Bianca, e l’imperialismo americano, e la destra religiosa e Abu Ghraib e Donald Rumsfeld. L’Iraq è un paese con piena e assoluta sovranità sul suo petrolio – di cui neanche una goccia in questi anni è finita agli americani – i soldati imperiali hanno tagliato la corda con sollievo appena gli è stato ordinato e quelli rimasti sono chiusi in poche grandi basi sparse per il paese, e al posto di Bush candidato manciuro dei petrolieri c’è il presidente dialogante del discorso del Cairo. Che si può raccontare adesso per giustificare l’offensiva perpetua, stragista, autorigenerante di al Qaida in Iraq? Le notizie di questi giorni dicono che nel paese gli estremisti stranieri sono di nuovo la spina dorsale di al Qaida: domenica nella squadra suicida che ha attaccato la cattedrale di Baghdad c’erano tre yemeniti e due egiziani che – raccontano i testimoni pieni di orrore – agivano come in trance, sparando metodicamente sui fedeli sdraiati a terra e sugli arredi liturgici. Un nuovo “ministro della Guerra”, Nasser al Din Allah Abu Suleiman, ha preso il posto dei leader storici dell’organizzazione scovati ed eliminati la scorsa primavera. La facilità con cui i terroristi penetrano le misure di sicurezza e l’arresto, ieri, del capo della polizia del centralissimo quartiere di Karrada testimoniano che di nuovo è stata creata una rete diabolica di complicità ad alto livello. Visti da Baghdad, i Tea Party sembrano il problema minore dell’Amministrazione.

La FIONDA NEWS - Michael Sfaradi : " Il terrore corre nei cieli "


Michael Sfaradi

La notizia, almeno nelle prime ore, era partita in sordina e sembrava fosse destinata a passare rapidamente nel dimenticatoio, questo perché c'era il desiderio degli addetti alla sicurezza dei voli di non creare panico fra i passeggeri, sono milioni le persone che ogni giorno salgono su un aereo in tutto il mondo, ma dopo i primi ritrovamenti e i lanci di agenzia che si sono ripetuti negli ultimi giorni, la gravità di quello che sta accadendo esce, ora dopo ora, allo scoperto nella sua completa pericolosità.
È ormai chiaro a tutti che dietro al ritrovamento dei pacchi bomba sui voli provenienti dallo Yemen con destinazione una sinagoga negli Stati Uniti, c'è una grosso lavoro di intelligence a livello internazionale.
In effetti non è una cosa semplice riuscire a trovare delle materiale esplosivo nascosto all'interno di una cartuccia per stampanti, solo un'informazione precisa e dettagliata poteva guidare verso il ritrovamento di un pacco che sarebbe potuto costare la vita a centinaia di persone sia se fosse esploso all'arrivo presso gli uffici dell’istituzione ebraica sia se fosse detonato in volo.
La prova che l'Occidente si trova attualmente sotto un attacco terroristico è il ritrovamento ad Atene di due nuovi pacchi, uno dei quali destinato addirittura all’Eliseo, e di un altro cartone contenente esplosivo e proveniente dallo Yemen, sequestrato a Londra dalla polizia britannica.
Sull'onda delle ultime notizie si è venuto a sapere da indiscrezioni che due pacchi bomba, del tutto simili a quelli ritrovati nei giorni scorsi, erano già stati sequestrati dalla polizia statunitense all'aeroporto di Boston due mesi fa.
I livelli di sicurezza degli aeroporti di Parigi, Berlino, Francoforte, Londra, Madrid e dell'aeroporto di Fiumicino sono stati portati ai massimi e, secondo indiscrezioni, agenti dei servizi segreti affiancano le varie polizie europee nell'opera di prevenzione, sia nelle zone accettazione passeggeri sia nei magazzini dove vengono stoccate le merci in attesa di essere spedite.
Uno dei responsabili dell'aeroporto "Leonardo da Vinci" di Roma ha dichiarato che da e per lo Yemen è previsto un unico volo settimanale che verrà attentamente monitorato dal momento dell'arrivo al momento della partenza.
I bagagli, merci e passeggeri con destinazione verso i paesi a rischio vengono passati al "microscopio" al fine di prevenire qualche disastroso attentato, e i ministeri degli interni delle più importanti nazioni europee agiscono al momento in strettissima collaborazione.
 Il governo tedesco, primo in Europa, dopo il ritrovamento di due pacchi bomba nei magazzini dell'aeroporto di Berlino, ha vietato il trasporto in aereo di cartucce per stampanti sia nel bagaglio a mano che in quello che viene caricato nella stiva dei velivoli, ed ha bloccato, per ragioni di sicurezza, tutti i voli da e per lo Yemen.
Non sono servite le proteste da parte dell'ambasciata yemenita a Berlino, che ha definito il provvedimento esagerato e come una forma di punizione collettiva, a far tornare il ministro degli interni del governo Merkel sulle sue decisioni.
È presumibile che nelle prossime ore provvedimenti simili a questo, come ad esempio negare l'atterraggio agli aerei cargo provenienti sia dallo Yemen che da altre nazioni potenzialmente pericolose, possano essere prese anche da altre cancellerie europee.
Non è un caso poi che proprio questa mattina si è aperta in Israele, nella città di Hertzlia, una conferenza sul antiterrorismo alla quale stanno partecipando cinquecento invitati, ministri degli interni, addetti alla sicurezza, e i capi di varie polizie provenienti da ogni parte del mondo.
Questa conferenza è stata organizzata da alcune aziende private che si occupano di sicurezza e che hanno brevettato proprio quei dispositivi che hanno rivelato la presenza di esplosivi all'interno degli involucri sospetti sia a Boston che a Londra.
Dietro a questa nuova ondata di terrore, come al solito, c'è la firma di Al Qaida.
Lo sceicco del terrore, o chi per lui, ha ideato questa nuova strategia che sta tenendo con il fiato sospeso i responsabili dell'antiterrorismo in tutto il mondo occidentale.
Secondo alcune fonti da noi interpellate vengono prese in considerazione due chiavi di lettura di questa nuova strategia: la prima è che la spedizione di decine di pacchi, come sta effettivamente accadendo, può mettere in seria difficoltà gli apparati di controllo: è oggettivamente difficile riuscire a trovare dei pacchi bomba mescolati all'interno delle migliaia di colli che ogni giorno vengono spediti o registrati in arrivo in ogni aeroporto europeo. La seconda, invece, è il ritorno agli attentati che non ne prevedono l'uso di terroristi suicidi. Questo viene interpretato dagli analisti come una probabile mancanza di persone disposte ad uccidersi e ad uccidere in nome della “guerra santa”.

Per inviare la propria opinione a Foglio e Fionda News, cliccare sulle e-mail sottostanti


lettere@foglio.it
direttore@lafiondanews.it

Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT