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Perché non esiste ancora uno 'stato arabo palestinese'? La risposta è semplice (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


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Il Foglio- L'Opinione - Fiammanirenstein.com Rassegna Stampa
27.05.2010 Coop si arrampica sugli specchi per sviare le accuse di boicottaggio, ma non ci riesce
Commenti di Fiamma Nirenstein, Giulio Meotti, Dimitri Buffa, Federazione Italia-Israele

Testata:Il Foglio- L'Opinione - Fiammanirenstein.com
Autore: Giulio Meotti - Fiamma Nirenstein
Titolo: «M.O., boicottaggio prodotti israeliani: presentata interrogazione bipartisan alla Camera - 'Serve una stella gialla sulla merce?'. Da Israele la replica alla Coop - Coop e Conad fanno marcia indietro, ma ormai non basta più»

Riportiamo dal FOGLIO di oggi, 27/05/2010, a pag. 2, l'articolo di Giulio Meotti dal titolo " 'Serve una stella gialla sulla merce?'. Da Israele la replica alla Coop ", dall'OPINIONE, l'articolo di Dimitri Buffa dal titolo " Coop e Conad fanno marcia indietro, ma ormai non basta più ", preceduto dal comunicato di Fiamma Nirenstein dal titolo " M.O., boicottaggio prodotti israeliani: presentata interrogazione bipartisan alla Camera " e dal comunicato di Carlo Benigni, presidente della Federazione Associazioni Italia-Israele dal titolo " La Federazione Associazioni Italia-Israele deplora la decisione Coop e Conad di sospendere la vendita dei prodotti Agrexco' e invita ad evitare gli acquisti presso le due catene di supermercati  ".

L'UNITA' di questa mattina pubblica un articolo di Umberto De Giovannangeli con le dichiarazioni di Franco Frattini sul boicottaggio iniziato da Coop e Conad.
Anche il CORRIERE della SERA tratta la notizia, con una pagina di pubblicità dove la Coop tenta di difendersi dalle accuse. Coop sostiene di non aver iniziato un boicottaggio contro i prodotti israeliani e scrive : "
Solo su datteri ed erbe aromatiche sono in corso ulteriori verifiche ". Quali sarebbero queste verifiche? Non è dato saperlo.
Coop continua : "
siamo fiduciosi di trovare una soluzione in tempi rapidi ". Una soluzione rapida? Per esempio? L'unica soluzione possibile è interrompere il boicottaggio.
Ecco gli articoli:

Fiamma Nirenstein : " M.O., boicottaggio prodotti israeliani: presentata interrogazione bipartisan alla Camera "


Fiamma Nirenstein

L’on. Fiamma Nirenstein e l’on. Andrea Orsini (PDL) hanno presentato alla Camera un’interrogazione in merito alle notizie secondo le quali le catene di supermercati COOP e CONAD avrebbero deciso di escludere dai loro scaffali le merci prodotte in Israele.

Dopo aver sottolineato “che tale scelta si basa su un pregiudizio ideologico verso lo stato di Israele, uno stato amico ed alleato dell’Italia, una delle poche democrazie compiute del Medio Oriente”, i parlamentari affermano “che questi atteggiamenti ricordano in modo inquietante il boicottaggio dei negozi ebraici posto in atto da alcune dittature negli anni 30 in Europa”

Nell’interrogazione si chiede quindi al Governo di “prendere posizione in ordine a tale scelta, che fra l’altro penalizza gravemente i consumatori  italiani, pur nel rispetto della libertà di impresa doveroso in una nazione ad economia di mercato” e di valutare se il comportamento delle due catene della grande distribuzione non violi “le norme contro le discriminazioni razziali, politiche o religiose previste dal nostro ordinamento”.

L’interrogazione è stata sottoscritta anche dai deputati Renato Farina ed Enrico Pianetta del PDL e Paolo Corsini e Pierangelo Ferrari del PD.

Carlo Benigni : " La Federazione Associazioni Italia-Israele deplora la decisione Coop e Conad di sospendere la vendita dei prodotti Agrexco' e invita ad evitare gli acquisti presso le due catene di supermercati "


Carlo Benigni

La Federazione Associazioni Italia-Israele esprime la più ferma deplorazione per la decisione assunta dalla Coop e dalla Conad di sospendere la vendita dei prodotti “made in Israel” con marchio “Agrexco”, e motivata dall’incertezza in merito alla loro eventuale provenienza di origine dai territori definiti “occupati”,   Al di là del discorso formale sulla tracciabilità del prodotto,  nella sostanza questa decisione si inquadra nel contesto dell’azione di boicottaggio dei prodotti di Israele promossa da organizzazioni estremistiche palestinesi e da organizzazioni europee fiancheggiatrici, sulla base di un chiaro intento politico anti israeliano. Inoltre, la decisione danneggia i numerosi lavoratori addetti alla produzione, molti dei quali arabi-israeliani e palestinesi provenienti dalle zone limitrofe.
La Federazione Associazioni Italia-Israele si augura che la Coop e la Conad rivedano la propria decisione e invita i suoi associati e gli amici di Israele ad evitare gli acquisti presso le due catene di supermercati, sino a quando la vendita dei prodotti “Agrexco” non verrà ripresa.
Carlo Benigni
Presidente della Federazione Associazioni Italia - Israele

Il FOGLIO - Giulio Meotti : " 'Serve una stella gialla sulla merce?'. Da Israele la replica alla Coop "


Giulio Meotti

Roma. “Cos’altro dovrei fare, stampare una stella gialla sulle nostre scatole?”. A colloquio con il Foglio è Shimon Alchasov, direttore amministrativo del colosso israeliano Agrexco, la principale azienda dell’ortofrutta dello stato ebraico al centro di un movimento mondiale di boicottaggio. Il manager liquida così la decisione di Coop e Conad di bandire i prodotti “made in Israel” della Agrexco: “Non era mai accaduto che una azienda europea decidesse di non ordinare i nostri prodotti mischiando affari e politica”. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha parlato di “scelta razzista”. Un coro critico e bipartisan si è levato anche in Parlamento contro la scelta delle due grandi catene italiane di non distribuire nei loro supermercati il marchio Agrexco, nei confronti della quale è in corso un movimento di contrapposizione globale, dicono per problemi di “tracciabilità commerciale” dei prodotti provenienti dai territori contesi dal 1967. E allora niente più agrumi Jaffa e frutta Jordain Plains, neanche vini del Golan. L’intero “made in Israel” rischia di subire un brutto colpo. C’è allora chi, come il deputato bolognese Enzo Raisi, annuncia: “Scelta razzista, straccio la mia tessera da socio”. Si sono fatti sentire anche deputati del Partito democratico come Emanuele Fiano e Roberta Della Seta. L’iniziativa delle catene italiane va ad aggiungersi al boicottaggio delle università israeliane da parte di quelle inglesi, alla campagna per il ritiro degli investimenti fatti da fondi di pensioni inglesi o scandinavi, e alla campagna anti israeliana delle chiese protestanti modellata su quella contro l’apartheid sudafricano. “Non abbiamo avuto perdite finora dal boicottaggio in Europa perché questa della Coop è stata in assoluto la prima volta”, ci dice Alchasov. “Non era mai successo che un’azienda non ordinasse nostri prodotti in nome della politica. Così facendo la Coop ha dato un enorme contributo al boicottaggio. Credo che la loro posizione sia più che altro naif, non hanno capito che è una trappola”. Il boicottaggio economico della Cisgiordania rischia di avvelenare fin dagli esordi i negoziati indiretti riavviati nei giorni scorsi dalla mediazione americana per tentare di scongelare il processo di pace. A innescare lo scontro è stata la decisione dell’Anp, formalizzata di recente per decreto da Abu Mazen, d’imporre un boicottaggio capillare in tutta la Cisgiordania palestinese contro i prodotti degli insediamenti. La decisione in passato era stata più volte rinviata, per non danneggiare gli interessi della manovalanza araba che lavora nelle comunità ebraiche. L’accusa rivolta alla compagnia parastatale Agrexco è che produca proprio nelle “colonie” del West Bank. “Dagli insediamenti nella valle del Giordano non importavamo nulla verso l’Italia, dove arrivano invece i nostri pompelmi, l’avocado e i meloni”, ci dice Alchasov. “Soltanto lo 0,4 per cento del nostro prodotto arriva dalle comunità nella valle del Giordano e lì diamo lavoro a tantissimi palestinesi. E’ l’unico lavoro che hanno e ne sono da sempre grati. Si capisce allora come la Coop abbia ceduto all’ideologia. E rischia di far perdere il lavoro a tanti arabi nostri operai. L’Agrexco nasce per dare lavoro a tutti senza distinzione, arabi ed ebrei, cristiani e musulmani, bianchi e neri, siamo a servizio dell’agricoltura nel mondo. Nella valle del Giordano siamo gli unici datori di lavoro presenti, arrivano ogni giorno anche operai dal confine giordano”. L’agricoltura israeliana ha insegnato al mondo come irrigare a goccia, impartendo lezioni su come far fiorire di prodotti indispensabili il deserto (come le serre di Gaza distrutte dopo il ritiro). “Facciamo miracoli con l’acqua”, dice Alchasov. “In Sicilia si usano le nostre tecniche, i nostri pomodorini ciliegini sono ovunque. I nostri tecnici aiutano i coltivatori diretti in Africa e America Latina”. Agrexco dice di operare nel rispetto della normativa europea. “In ogni cartone delle nostre merci c’è scritta la provenienza e il campo di produzione. Stiamo rispettando a pieno le leggi europee e l’Unione europea prevede il divieto di ogni boicottaggio. Non c’è pace senza buona economia. Senza lavoro, i palestinesi finiranno nel terrorismo. E’ quello che vuole Coop Italia?”.

L'OPINIONE - Dimitri Buffa : " Coop e Conad fanno marcia indietro, ma ormai non basta più " 


Dimitri Buffa

Il “day after” della pensata politically correct di Coop e Conad, che si sono sentite in dovere di rispondere alle istigazioni di “Stop Agrexco” e di “Forum Palestina”, tese a  boicottare i prodotti agricoli provenienti da Israele, rassicurando queste due organizzazioni che i loro negozi non avrebbero più esposto prodotti provenienti da Giudea e Samaria, visto che non era possibile distinguerli dai prodotti “made in Israel”, è stato all’insegna della toppa che è peggiore del buco.
La Conad in una lunga lettera smentisce di avere messo in opera boicottaggi e parla di “stagione dei pompelmi israeliani ormai finita” nonché di “forniture” che “proseguiranno regolarmente”.
 La Coop e la Conad però di fatto hanno sospeso l’esposizione di prodoti la cui tracciabilità non sarebbe chiara e al proposito Andrea Ronchi, ministro finiano per le politiche europee, ieri in un’intervista al “Giornale” ha parlato di “distinguo e precisazioni” che però non risolvono il problema. Aggiungendo che le “strutture distributive devono stare attente a non cadere nella trappola di chi cavalca il condizionamento indiretto per cui tutto ciò che viene da Israele è guardato con diffidenza”. Condizionamento in cui almeno la Coop è  invece caduta in pieno, basta leggere la lettera di Zucchi a quelli di “Stop Agrexco”, scritta con un ossequio che non si usa neanche verso i direttori di banca che ti devono concedere un mutuo.
Pesanti poi ieri le dichiarazioni del ministro degli Esteri Franco Frattini da Washington, che ha accusato di razzismo sia chi compie quesi tentativi di boicottaggio anti israeliano sia chi vi soggiace per opportunismo, pavidità o conformismo politically correct. Per Frattini quanto fatto da Coop e Conad è “un'iniziativa che introduce nella dinamica del mercato un elemento di razzismo estremamente
pericoloso”. E ha aggiunto: “scegliere un
prodotto sulla base della provenienza e non della qualità rischia di innescare dinamiche di tipo razzista, a maggiore ragione in questo caso, in cui la questione viene fatta con riferimento ai prodotti israeliani, perché sono ebrei”.
Insomma “una iniziativa pericolosa e affrettata che accomuna questioni politiche ed economiche e danneggia lo sviluppo dell'intera area”.
 Cosa questa notata anche dal senatore Luigi Compagna, un liberale vero  che milita pro tempore nel Pdl: “..nel furore antisionista che la anima, la sinistra italiana non si accorge di colpire, offendere e mortificare migliaia di lavoratori palestinesi che a quei prodotti hanno
lavorato. Incredibile come sull'argomento l'onorevole Bersani finora non abbia avuto nulla da dire”.

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