sabato 31 ottobre 2020
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
--int(0)
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Perché non esiste ancora uno 'stato arabo palestinese'? La risposta è semplice (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


Clicca qui






Quotidiano.net Rassegna Stampa
06.05.2010 Una radiografia dell'antisemitismo
Intervista a Fiamma Nirenstein di Stefania Consenti

Testata:Quotidiano.net
Autore: Stefania Consenti
Titolo: «Come ai tempi del nazismo. Contro gli ebrei escalation di violenze»

Riportiamo da QUOTIDIANO.NET l'intervista di Stefania Consenti a Fiamma Nirenstein dal titolo " Come ai tempi del nazismo. Contro gli ebrei escalation di violenze ".


Fiamma Nirenstein

 "L’ANTISEMITISMO è oggi ai livelli più alti mai registrati dalla Seconda Guerra Mondiale e nel mondo sono aumentati gli episodi di violenza. Nel 2009 sono stati registrati 1129 episodi violenti di antisemitismo, il doppio di quelli avvenuti nel 2008, che erano stati 559. E il fenomeno dell’antisemitismo online, specie con la costante diffusione dei social network, è uno degli aspetti più rilevanti dell’antisemitismo odierno".
 

Parole chiare quelle pronunciate da Fiamma Nirenstein, vicepresidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati (Pdl) e presidente della Commissione d’Indagine Conoscitiva sull’Antisemitismo. 

D. -Quindi come pensate di correre ai ripari? 

R. - "Ci vuole una legge specifica per l’online. E dobbiamo fare in modo di creare dei meccanismi legislativi che abbiano carattere globale. Perché è chiaro che se chiudi un sito in Italia, te lo ritrovi all’estero". 

C’è la legge Mancino del ’93.

"Non basta. Certo, ci consente di chiudere i siti ma non di vietare che vengano aperti in altre latitudini". 

A che punto siete con l’iter legislativo per la nuova legge?

"L’ultima audizione che abbiamo tenuto nell’Aula della Commissione Esteri insieme ai colleghi della Commissione Affari Costituzionali, ha suscitato grande interesse. Ne abbiamo anche molte altre in programma a partire dalla prossima settimana. Per esempio, ascolteremo anche il sociologo Renato Mannheimer, poi anche la polizia postale. E Dina Porat, direttrice del Centro studi Stephen Roth Institute di Tel Aviv. Per finire anche Robert Wistrich, fondatore del Vidal Sasson Center di Gerusalemme. Ma se mi chiede che legge faremo, non lo so. Stiamo lavorando per verificare come poter affrontare alcune delle questioni più spinose, come per esempio il problema del dominio di un sito che come dicevo se è registrato all’estero, comporta questioni di extraterritorialità e di cooperazione giudiziaria tra gli Stati per chiudere un sito antisemita". 

Insomma, pare di capire che è difficile far cancellare da un ‘wall’ di facebook una scritta come ‘sporco ebreo’.

"Già. Mentre se la stessa scritta apparisse sotto casa mia sarebbe più veloce, grazie alle polizia, cancellarla e forse trovare anche i colpevoli".  

Come si spiega la crescita dell’antisemitismo? 

"Ha a che fare con la globalizzazione perché è stata importata una quantità di antisemitismo che non è di origine cattolica, cristiana ma di origine islamista, distribuita attraverso una forma virulenta di odio antiisraeliano. C’è questa confusione, su cui noi stiamo lavorando alacremente, dell’antisemitismo antiisraeliano che diventa antigiudaico. Un esempio: quando si accusano i soldati israliani di traffico degli organi dei ragazzi palestinesi, beh questi qui sono stereotipi tipicamente antiebraici. Si propaganda l’ebreo assetato di sangue e avido di denaro".

C’è anche un problema educativo.

"Direi che è anche uno dei problemi da affrontare nella nostra società, quello più importante. Dobbiamo riuscire a promuovere un’educazione specifica in modo che anche le giovani generazioni sappiano orientarsi nel mare magnum dei siti dell’odio. Pensi ad un ragazzo di quindici anni che navigando nella Rete si trova davanti ai siti che riportano menzogne antisemite. Che strumenti ha per difendersi? Come fa a distinguere fra storia e menzogna? Per questo è necessaria un’attenzione di tipo istituzionale, per non trattare con leggerezza o sminuire il fenomeno dell’antisemitismo."

Per inviare la propria opinione a Quotidiano.net, cliccare sull'e-mail sottostante


online@quotidiano.net

Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT