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La Stampa - Il Foglio Rassegna Stampa
25.01.2021 Iran vs Israele, la disinformazione di Giordano Stabile e le parole di Antony Blinken
Commento ostile sulla Stampa, analisi corretta tratta dal Times of Israel

Testata:La Stampa - Il Foglio
Autore: Giordano Stabile
Titolo: «Israele all'Iran: 'Siamo pronti a bombardare i siti atomici' - Blinken: 'Biden manterrà l'ambasciata americana a Gerusalemme'»

Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 25/01/2021, a pag. 14, con il titolo "Israele all'Iran: 'Siamo pronti a bombardare i siti atomici' ", la cronaca di Giordano Stabile; dal FOGLIO a pag.II l'analisi tratta dal Times of Israel dal titolo "Blinken: 'Biden manterrà l'ambasciata americana a Gerusalemme' ".

Giordano Stabile scrive oggi un articolo dal tono ostile a Israele, tipico del nuovo corso impresso alla Stampa dall'arrivo alla direzione di Massimo Giannini. Nel contesto mediorientale viene presentato Israele come potenziale aggressore e l'Iran come vittima, con un rovesciamento della realtà completo. Stabile scrive di "opzione militare" israeliana per contrastare Teheran e i suoi programmi nucleari, mentre omette qualsiasi discorso sul nucleare stesso degli ayatollah e il terrorismo islamista finanziato, armato e direttamente addestrato dall'Iran.

Ecco gli articoli:

LA STAMPA - Giordano Stabile: "Israele all'Iran: 'Siamo pronti a bombardare i siti atomici' "

Risultati immagini per giordano stabile giornalista
Giordano Stabile

What's next for the charming head of the Mossad? - The Jerusalem Post
Yossi Cohen

«L'opzione militare» nei confronti dell'Iran è di nuovo sul tavolo dei vertici israeliani. I primi colloqui fra l'Amministrazione Biden e il capo del Mossad Yossi Cohen non promettono dal loro punto di vista nulla di buono. Il segretario di Stato Antony Blinken e la sua squadra di ex obamiani sono decisi a rientrare nel Trattato del 2015 sul nucleare. Questo significa che non ci sarà una richiesta di stop immediato al programma missilistico né uno smantellamento dei siti atomici. Come ha rivelato il quotidiano Haaretz, il consigliere militare più ascoltato da Netanyahu, il generale in pensione Yaakov Amidror, ha detto chiaro che «se gli Stati Uniti rientrano nei vecchi accordi con l'Iran, non ci sarà altra scelta che agire militarmente per impedire la costruzione di ordigni nucleari». Blinken ha cercato di rassicurare gli alleati e precisato che li «consulterà» sulle trattative. Che però sono partite a New York ancor prima dell'insediamento, con l'ambasciatore iraniano all'Onu Majid Takht Ravanchi. Il ministro degli Esteri Javad Zarif ha fiutato il vento e ammorbidito le posizioni, ora chiede il ritiro non di tutte le sanzioni, ma solo quelle imposte da Trump. In Israele si guarda con preoccupazione alla squadra di Blinken, che comprende altri due reduci dei colloqui del 2015, il consigliere alla Sicurezza nazionale Jack Sullivan, e il nuovo capo della Cia William Burns. I capi dell'Intelligence e i militari sono convinti che l'intesa ottenuta da Obama «rimanda ma non blocca» la corsa verso la bomba. Un rischio che lo Stato ebraico non vuole correre.

IL FOGLIO: "Blinken: 'Biden manterrà l'ambasciata americana a Gerusalemme' "

Diverso il tono del Foglio con l'analisi pubblicata sul quotidiano israeliano online "Times of Israel"

Who is Tony Blinken? Biden taps close confidante, longtime aide for  secretary of state - ABC News
Antony (Tony) Blinken

Il neo segretario di stato Usa e l'impegno per la sicurezza d'Israele: "All'Iran non sari, permesso di acquisire un'arma nucleare" Il neo presidente americano Joe Biden non annullerà la storica decisione di Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele e manterrà l'ambasciata degli Stati Uniti nella città. Lo ha detto martedì Antony (Tony) Blinken, il segretario di stato designato da Biden, durante l'udienza di conferma dinanzi alla Commissione esteri del Senato degli Stati Uniti. Alla domanda del senatore Ted Cruz se gli Stati Uniti continueranno le politiche di Trump su entrambi i punti, Blinken ha risposto senza esitazioni: "Si e sì". Blinken ha inoltre affermato che l'amministrazione entrante si consulterà con Israele e gli alleati arabi mediorientali prima di prendere decisioni sul rientro nell'accordo sul nucleare iraniano. Il presidente Biden, ha detto Blinken, "ritiene che se l'Iran tornasse in regola, lo faremmo anche noi. Ma lo useremmo come piattaforma con i nostri alleati e partner, che sarebbero di nuovo con noi dalla stessa parte, per cercare un accordo più duraturo e più forte. E' di vitale importanza che ci impegniamo nel decollo, non nell'atterraggio, con i nostri alleati e partner nella regione, per includere Israele e per includere i paesi del Golfo". Dopo aver specificato che un nuovo accordo potrebbe affrontare le "attività destabilizzanti" dell'Iran nella regione così come i suoi programmi missilistici, Blinken ha aggiunto: "Detto questo, penso che siamo molto lontani da tutto ciò". Il presidente Donald scrive Times of Israel (20/1) Trump si è ritirato dall'accordo nel 2018 e ha imposto severe sanzioni all'Iran. Dal canto suo, il neo eletto Biden ha detto che gli Stati Uniti torneranno nell'accordo del 2015 a patto che l'Iran torni a rispettare rigorosamente l'accordo. Nelle ultime settimane Teheran ha iniziato ad arricchire l'uranio al 20 per cento in diretta violazione dell'accordo. Biden ha anche affermato che, successivamente, intende avviare negoziati per arrivare a un accordo "più duraturo e più forte" con Teheran che affronti anche il suo programma di missili balistici e il suo predominio nella regione. L'Iran ha detto di non essere interessato a trattare accordi successivi. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha messo in guardia gli Stati Uniti contro un puro e semplice ritorno all'accordo del 2015, esortando Biden a continuare la campagna di sanzioni contro Teheran. L'ambasciatore d'Israele negli Stati Uniti, Ron Dermer, ha esortato Biden a consultarsi con Israele e gli stati del Golfo prima di tornare all'accordo. Nella sua audizione di martedì, Blinken ha assicurato alla Commissione che l'amministrazione Biden intende fare proprio questo e che impegnerà anche il Congresso prima di concludere qualsiasi accordo con l'Iran. Blinken ha concluso su questo punto affermando che in ogni caso "il neo eletto presidente Bliden è impegnato sul concetto che all'Iran non sarà permesso di acquisire un'arma nucleare".

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