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La Repubblica - La Stampa Rassegna Stampa
25.05.2020 Aperto il processo Netanyahu: ecco i tempi e le tesi di accusa e difesa
Analisi di Sharon Nizza, sulla Stampa solo 4 righe che non permettono di capire

Testata:La Repubblica - La Stampa
Autore: Sharon Nizza
Titolo: «Netanyahu in tribunale: 'Da polizia e procura un golpe contro di me' - Netanyahu in tribunale»

Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 25/05/2019, a pag.25, con il titolo "Netanyahu in tribunale: 'Da polizia e procura un golpe contro di me' , il commento di Sharon Nizza; dalla STAMPA, a pag. 17, la breve "Netanyahu in tribunale".

Mentre l'analisi di Sharon Nizza è accurata, la Stampa dedica solo quattro righe ai processi contro Benjamin Netanyahu. In questo modo ai lettori del quotidiano torinese non è concesso di capire i fatti, dai capi d'imputazione dell'accusa alle tesi della difesa ai dettagli dei processi. Il declino dell'interesse e della cura delle pagine della Stampa sul Medio Oriente e Israele è rapido e evidente.

Sul Corriere Davide Frattini scrive un breve commento, che non riprendiamo, in cui prevale la tesi dell'accusa e, di conseguenza, sembra che il leader del Likud sia automaticamente colpevole.

Ecco gli articoli:

Netanyahu a processo per corruzione, frode e abuso di potere ...
Benjamin Netanyahu

LA REPUBBLICA - Sharon Nizza: "Netanyahu in tribunale: 'Da polizia e procura un golpe contro di me' "

Immagine correlata

Sharon Nizza

Dopo altre tre anni di indagini che hanno pesato come una spada di Damocle sulle altrettante campagne elettorali dell'ultimo anno e mezzo, ieri Benjamin Netanyahu ha registrato un nuovo record: il premier israeliano più longevo, al suo quinto governo, è ora anche il primo premier in carica della storia del Paese ad affrontare un processo. «Lo Stato d'Israele contro Benjamin Netanyahu» si è pronunciato nel corso della prima udienza presso la Corte distrettuale di Gerusalemme, dove Netanyahu, insieme ad altri tre imputati, inizia ora una lunga battaglia legale che lo vede affrontare accuse di abuso di fiducia, frode e corruzione. Dopo avere aperto la prima riunione del neonato gabinetto, Netanyahu ha raggiunto il tribunale, acclamato da una grande folla di sostenitori, mentre centinaia di manifestanti dell'opposizione protestavano di fronte alla sua residenza. Prima di accedere all'aula 317, Netanyahu ha tenuto un discorso di 15 minuti, circondato dai suoi più fedeli ministri, in cui ha attaccato duramente la procura che «insieme al media di sinistra, quelli del `tutto tranne Bibi', ha montato ad arte accuse inverosimili per cercare di sconfiggere un primo ministro di destra. Da polizia e procuratore un golpe contro di me». Ha chiesto che il processo fosse trasmesso in diretta - richiesta respinta già in precedenza dalla corte «per garantire la trasparenza, senza censure», menzionando l'inchiesta trasmessa giovedi sera dal Canale 13 sul processo, che ha suscitato clamore perle interviste a diversi testimoni chiave dell'accusa e che ha costretto la corte a ribadire la necessità di mettere un freno alle Righe di notizie. Benny Gantz, l'alleato di governo, esprime fiducia nei sistema giudiziario e dichiara che «il premier è innocente fino a prova contraria». La prossima udienza è fissata per luglio e la corte - a differenza di quanto accaduto per l'udienza di ieri in cui aveva respinto la richiesta di Netanyahu di non presenziare in aula - ha chiarito che per tutta la fase delle discussioni preliminari, che durerà almeno altri sei mesi, gli imputanti sono esonerati. Con oltre 300 testimoni da ascoltare, si parla di almeno due anni di processo, al netto dei ricorsi. Sono in discussione tre vicende: nel caso 1000, Netanyahu è accusato di aver ottenuto doni per un valore di circa 200.000 dollari da due miliardari in cambio di favori; nel caso 2000 di aver avviato con l'editore del principale quotidiano Israeliano, Yediot Ahronot, una trattativa - poi non andata in porto - per ottenere copertura mediatica positiva in cambio di una legge che avrebbe svantaggiato il principale concorrente, Israel Hayom, giornale filogovernativo distribuito gratuitamente; nel caso 4000, il più grave in quanto include l'accusa di corruzione, Netanyahu avrebbe negoziato con Shaul Elovich, allora azionista di maggioranza del gigante delle telecomunicazioni Bezeq, copertura positiva sul sito di informazione Walla!, in cambio di politiche favorevoli all'azienda. Fuori dall'aula, il decennale dibattito pubblico sull'attivismo giudiziario ha raggiunto toni senza precedenti, tra I fedeli di Netanyahu che parlano di uso politico della giustizia e chi solleva la questione del conflitto di interessi di un premier sotto processo nel valutare eventuali riforme In materia giuridica. «Non ci sarà nulla, perché non c'è nulla» è la celebre frase con cui Netanyahu rivendica la sua innocenza, ripresa dal media come emblema della sua sfida al sistema. Ieri è iniziata la resa dei conti.

LA STAMPA: "Netanyahu in tribunale"

È iniziato ieri a Gerusalemme il processo per corruzione al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Si tratta del primo procedimento penale contro un premier israeliano in carica, che arriva proprio mentre il leader di lunga data del Likud è tornato al potere dopo mesi di stallo politico. Netanyahu nega le accuse: «L'obiettivo è abbattere un premier forte e di destra», ha dichiarato. Prossima udienza il 19 luglio.

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