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Libero - Il Foglio Rassegna Stampa
11.04.2018 Il video che demonizza Israele: non 'cecchino' ma 'tiratore scelto'
Commento di Andrea Morigi, editoriale del Foglio, il nostro commento su come gli altri giornali riportano la notizia

Testata:Libero - Il Foglio
Autore: Andrea Morigi
Titolo: «Israele elogia il suo cecchino - Il cecchinaggio dei media su Israele»

Riprendiamo da LIBERO di oggi, 11/04/2018, a pag. 12, con il titolo " Israele elogia il suo cecchino", il commento di Andrea Morigi; dal FOGLIO, a pag. 3, l'editoriale "Il cecchinaggio dei media su Israele"; seguono nostri commenti a titoli e articoli di altri quotidiani.

Immagine correlata
Secondo il Fatto Quotidiano questo è un "manifestante palestinese"

Gli unici articoli equilibrati oggi sul video che mostra un soldato israeliano sparare a una gamba a un arabo palestinese che tentava di penetrare in Israele sono quello di Andrea Morigi e l'editoriale del Foglio.

Ecco gli articoli:

LIBERO - Andrea Morigi: " Israele elogia il suo cecchino"

Anche al pezzo di Morigi,  molto corretto, la redazione di Libero antepone un titolo fuorviante che fa riferimento a un "cecchino", mentre nel testo Morigi giustamente scrive di "tiratori scelti".

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Andrea Morigi

Alla frontiera fra Israele e la Striscia di Gaza, presso il valico di Kissufim, il 22 dicembre scorso, un gruppo di manifestanti palestinesi si avvicinano alla recinzione che divide i due territori e la prende a calci, nel tentativo di sfondarla per entrare illegalmente nello Stato ebraico. A quel punto, «dopo aver tentato di disperdere i rivoltosi, un colpo è stato tirato in direzione di un palestinese noto per essere il loro leader», spiega l'esercito israeliano. L'episodio non avrebbe ottenuto gli onori della cronaca se non fosse stato ripreso con una telecamera e successivamente diffuso sul web da un commilitone del tiratore scelto, suscitando furiose polemiche. Nel video si vede un uomo palestinese, oltre la barriera di separazione, che si accascia a terra in seguito a uno sparo, nell'esultanza dei militari: «L'hai filmato? Che video! Qualcuno è stato colpito alla testa», dicono alcune voci fuori-camera, aggiungendo: «Evvai! Figlio di...».

UNA RIVOLTA VIOLENTA In realtà, «il video mostra solo una parte della risposta a una rivolta violenta, durata almeno due ore, con lanci di sassi e tentativi di sabotare la barriera di sicurezza», ha dichiarato l'esercito. I soldati avrebbero cercato di sedare degli scontri, con avvertimenti verbali e richiami a fermarsi, sparando in aria e usando mezzi di dispersione antisommossa. I richiami all'ordine non sarebbero stati ascoltati e «una singola pallottola è stata sparata contro un palestinese, che si trovava a pochi metri dalla recinzione, sospettato di stare capeggiando la sommossa», ha aggiunto l'esercito, secondo il quale, comunque, il bersaglio è stato soltanto ferito a una gamba e non è affatto deceduto, contrariamente a quanto sembra suggerire la parte avversa. Intanto le forze armate israeliane hanno annunciato un'inchiesta, perché le riprese non erano autorizzate e «ciò non corrisponde al comportamento corretto che ci si aspetta da un soldato israeliano. Gli autori saranno trattati di conseguenza».

L'OLP CHIEDE UN'INCHIESTA Per l'Organizzazione per la liberazione della Palestina, si renderebbe invece necessaria l'apertura di un'inchiesta immediata da parte della Corte penale internazionale sui presunti crimini di guerra commessi dalle forze israeliane. Ma il ministro alla Difesa israeliano, Avigdor Lieberman, elogia il cecchino. che, a suo avviso «dovrebbe ricevere una medaglia». Da due settimane, sul confine della Striscia di Gaza, l'esercito israeliano ha sparato sui dimostranti palestinesi, uccidendone oltre 30 e ferendone centinaia. Il 30 marzo gli abitanti dell'enclave governata dai terroristi di Hamas hanno iniziato la Marcia del ritorno, con cui ogni venerdì fino al 15 maggio manifesteranno per chiedere il ritorno dei profughi palestinesi nei territori che attualmente fanno parte dello Stato di Israele.

IL FOGLIO: "Il cecchinaggio dei media su Israele"

Buono il titolo, ma la parola negativa 'cecchino' compare però nell'editoriale. Come è riproposto anche da Corriere della Sera, che titola "L'esultanza per il cecchino: 'Che mito' " e Giornale, che titola "Cecchino centra palestinese e i compagni festeggiano: 'Che colpo!' ".

Ieri il video amatoriale che mostra un cecchino israeliano che spara a un palestinese nella Striscia di Gaza ha fatto il giro di tutti i siti che contano (la Repubblica lo aveva in apertura). Nel filmato, ripreso attraverso il mirino del fucile di precisione di un commilitone, si vede un uomo avvicinarsi alla barriera che separa l’enclave da Israele. Poi il comandante dà l’ordine di aprire il fuoco e il cecchino aspetta per la presenza di un bambino. Infine spara e il palestinese, ferito alla gamba, si accascia a terra. Seguono le parole dei soldati: “Wow, che video!”, “qualcuno è stato colpito in testa”, “un video leggendario”, “è volato in aria”. L’esercito ha confermato l’autenticità del video e ha aperto un’inchiesta. Un’inchiesta, appunto. Israele ha un esercito sottoposto a una tensione senza eguali fra i paesi democratici e civili, assediato a Gaza come sul Golan, costretto in una notte a bombardare postazioni di Hamas a sud e degli iraniani a nord. Eppure, Israele ha la forza di processare se stesso, come tante volte è già successo prima, con una stampa agguerrita che non ne fa passare una ai vertici militari e politici. L’esercito israeliano non è composto da angeli, ma da esseri umani, è un esercito popolare, fatto dalla sua gente, gente che commette errori, ma che deve adempiere a un mandato morale anche in guerra. Ma questo non emerge dai titoli sparati dei media. Una strage chimica in Siria. Un cecchino israeliano a Gaza. Tutto si equivale.

 I giornali che più disinformano e danno grande risalto alla notizia, come se fosse rappresentativa della realtà delle forze di difesa israeliane, sono Repubblica, Fatto e Avvenire. Ecco i titoli dei tre quotidiani:
La Repubblica: "Il cecchino israeliano, l'esultanza: il video della vergogna".
Avvenire: "Spari a un palestinese disarmato. Poi le urla di giubilo".

Il peggiore di tutti, sia per il titolo sia per il pezzo che segue, è certamente Fabio Scuto sul Fatto Quotidiano, che titola: "One shot, one kill: Israele e il filmato del disonore". In questo modo avviene la demonizzazione di Israele, accusato di colpire intenzionalmente un indifeso "manifestante palestinese" (così il Fatto). Inoltre, il titolo lascia intuire che il "manifestante" sia stato ucciso, mentre è stato solo ferito a una gamba, come poi viene specificato in piccolo nell'articolo.

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