sabato 22 settembre 2018
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Invia ad un amico
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Perché l'antisionismo è antisemitismo (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Shanà tovà! Buon anno 5779 da Benjamin Netanyahu e da IC (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)
Per consultare l'archivio Video
CLICCA QUI


Clicca qui





Hai già visitato il sito SILICON WADI?


Clicca qui






Il Foglio-Corriere della Sera Rassegna Stampa
22.02.2018 Torino: l'Università aperta alla propaganda degli odiatori di Israele.Ma non è finita, ecco come
Un appello: Cronaca di Ilaria Dotta, editoriale del Foglio

Testata:Il Foglio-Corriere della Sera
Autore: Editoriale-Ilaria Dotta
Titolo: «Torino, capitale del boicottaggio d'Israele-Gli intellettuali al rettore: basta iniziative anti-Israele»

Pubblichiamo in questa pagina due pezzi sullo scandalo legato alla propaganda contro Israele nell'Univeristà di Torino (dal Corriere della Sera e dal Foglio).
Iniziamo però con il programma completo delle prossime iniziative, da cui si evince che il rettore - nelle sue dichiarazioni al Corriere - non l'ha contata giusta. Di fatto è connivente, non condividerà i contenuti degli odiatori, ma concede l'Aula Magna!

Immagine correlata
Gianmaria Ajani, Rettore Un.Torino
Immagine correlata

Come si può notare nel programma ufficiale dell'Università di Torino, l'1 e il 2 marzo gli studenti del Dipartimento di Culture, Politiche e Società potranno ottenere ben 3 crediti formativi partecipando a un seminario, di fatto, contro Israele. http://www.didattica-cps.unito.it/do/avvisi.pl/Show?_id=g1gi  
Tra i relatori: -
Ilan Pappé (Exeter University) -
Jamil Khader (Università di Betlemme) -
Ruba Salih (SOAS University) -
Gabriele Proglio (University of Coimbra) -
Marco Allegra (Università di Lisbona) -
Daniel Meier (Università di Ginevra) -
Cecilia Dalla Negra (Osservatorio Iraq) -
Rosita Di Peri (Università di Torino) -
Olga Solombrino (Università di Napoli) -
Elisabetta Benigni (Università di Torino) - 
Liliana Ellena (European University Institute, Fiesole-FI) -
Tamara Taher (Università di Torino) -
Simona Taliani (Università di Torino)

Il seminario non sarà l'unica iniziativa, ma si inserisce in un ciclo di eventi, che si svolgeranno tra marzo e maggio 2018.
Come leggiamo: "E' previsto un seminario dal taglio giuridico sulle violazioni dei diritti fondamentali in Israele (3 maggio)."
Come ottenere i crediti? Basterà partecipare ai sei panel previsti dai due seminari e redigere una relazione di max 1000 parole Mezza paginetta. In casi eccezionali, lo studente che fosse impossibilitato a partecipare a uno (massimo due) panel potrà comunque ottenere i crediti partecipando ad almeno tre delle quattro proiezioni previste tra marzo e maggio. Chissà quali "proiezioni" saranno!
Per questi incontri l'ateneo mette a disposizione l'Aula Magna del Campus Einaudi e premia gli studenti.

Ecco gli articoli usciti oggi:

Riprendiamo dal CORRIERE della SERA/Torino di oggi, 22/02/2018 a pag.6 dell'edizione torinese,con il titolo "Gli intellettuali al rettore: basta iniziative anti-Israele" la cronaca di Ilaria Dotta.
Dal FOGLIO, a pag.3, l'editoriale dal titolo "Torino, capitale del boicottaggio d'Israele"

Immagine correlata
Campus Einaudi, Un.Torino

Corriere della Sera/Torino-Ilaria Dotta:"Gli intellettuali al rettore: basta iniziative anti-Israele

"All'Università di Torino si dibatte e si mostrano  documenti falsi contro lo Stato di Israele, diffondendo analisi e informazioni menzognere su sionismo, nazismo e su presunte forme di apartheid da parte degli israeliani. II tutto nell'indifferenza generale". A denunciarlo, con una lettera aperta indirizzata al rettore Gianmaria Ajani, sono oltre cento intellettuali, giornalisti e politici che hanno deciso di mettere nero su bianco la loro indignazione dopo essere venuti a conoscenza di una serie di incontri organizzati al Campus Einaudi da centri sociali e gruppi di militanti solidali con il popolo palestinese. L'ultimo episodio risale allo scorso 24 gennaio quando, proprio a ridosso della Giornata della Memoria, alcuni attivisti si erano riuniti per un seminario autogestito sullo «sfruttamento della Shoah da parte di Israele». «Quanto sta accadendo da tempo in alcune aule dell'Università di Torino di cui lei è rettore - si legge nel documento - non può più essere sottaciuto». L'iniziativa è promossa da Emanuel Segre, esponente della comunità ebraica torinese, e Sergio Rovasio, coordinatore a Torino del Partito Radicale. In meno di 24 ore hanno raccolto l'adesione di nomi di spicco come Giuliano Ferrara, Angelo Pezzana, Franco Debenedetti, Marco Cappato, Pier Franco Quaglieni e molti altri.«Durante gli incontri Israele è stato presentato come un Paese razzista, suprematista e genocidario - spiega Rovasio -. Il rettore ha più volte dichiarato che avrebbe vigilato per evitare il ripetersi di simili eventi, eppure queste iniziative continuano a trovare spazio nelle aule». I firmatari della lettera chiedono un confronto con Ajani. «Speriamo che ci riceva nei prossimi giorni», dice Rovasio, che nel frattempo continua a raccogliere adesioni da tutta Italia. Secca la risposta dei vertici dell'Ateneo. «L'Università non è uno spazio privato, un'azienda in cui chi entra deve presentarsi con un tesserino o fornire le credenziali - sottolinea Ajani -. E uno spazio aperto, pubblico. II che ha molti vantaggi, perché è un luogo di confronto democratico, però ha anche alcuni svantaggi, come in questo caso. Si tratta - precisa - di eventi non autorizzati dall'Ateneo». Impossibile, secondo il rettore, impedirne lo svolgimento. «Tutto quello che possiamo fare è avvisare chi di dovere affinché non si verifichino scontri e disordini. E poi, continuare a segnalare la nostra presa di distanza da queste iniziative». Ma per i firmatari della lettera non è abbastanza. «Chiediamo che si prendano le necessarie misure affinché in Università non si svolgano seminari organizzati da collettivi di estrema sinistra che hanno come unico obiettivo la criminalizzazione dello Stato Ebraico. Chiediamo che, al limite, si garantisca quantomeno il contraddittorio».

Il Foglio-Torino, capitale del boicottaggio d'Israele

Torino da città antifascista a città antisionista? Quello che sta succedendo nella sua università è a dir poco grave. E meritava una lettera aperta al rettore Ajani, che ora circola in quella università e firmata da numerose personalità. Il 18 gennaio del 2017 nel Campus Einaudi dell’Università ha avuto luogo il seminario autogestito “Ricordare Auschwitz per ricordare la Palestina” corredato da dispense universitarie dal titolo infamante: “Collusioni tra sionismo e nazifascismo prima e durante la Shoah”. In un secondo seminario, promosso dal Dipartimento di Culture, Politica e Società e alla presenza delle relatrici Eliana Ochse e Simona Taliani, Salim Vally, dell’Università di Johannesburg, si è potuto dipingere Israele come un paese dove si praticherebbe l’apartheid. Il 24 gennaio, sempre al Campus Einaudi e a ridosso della Giornata della memoria, con un altro seminario autogestito tenutosi nell’Aula A3, si è parlato dello “sfrutta - mento della Shoah da parte di Israele”. Quando, un anno fa, 350 docenti, ricercatori e assegnisti delle università italiane lanciarono un appello per il boicottaggio di Israele, in particolare dell’Università Technion di Haifa, ben 61 di loro provenivano dall’Uni - versità di Torino. L’Università di Torino è stata la prima (e finora unica) in Italia a votare ufficialmente una mozione di boicottaggio di Israele, sostenuta a maggioranza (sedici favorevoli e cinque contrari) dal Consiglio degli studenti. L’ateneo torinese ha anche fatto notizia per un altro caso incredibile. “Rinuncio a fare ricerca per boicottare l’università di Tel Aviv e Israele”. Questa la decisione di una giovane ricercatrice, Ilaria Bertazzi, che dopo il dottorato ha rifiutato la proposta di continuare a studiare le energie rinnovabili perché il progetto prevedeva la collaborazione con atenei israeliani. Ci sono docenti torinesi, come Daniela Santus, che hanno subito non poche contestazioni per le loro idee anticonformiste su Israele. Il rettore Ajani può e deve fare di più per evitare che la sua gloriosa università, che vanta progetti di collaborazione con Israele, non si trasformi nella capitale del suo boicottaggio accademico. Sarebbe un disonore per la città di Primo Levi.

Per inviare la propria opinione, telefonare:
Corriere della Sera/Torino: 011/2170622
Il Foglio: 06/589090
oppure cliccare sulle e-mail sottostanti


lettere@ilfoglio.it
corrieretorino@rcs.it

Clicca qui per stampare questa pagina
Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT