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Il Giornale Rassegna Stampa
13.01.2021 Usa, i media contro Trump e la censura
Analisi di Fiamma Nirenstein

Testata: Il Giornale
Data: 13 gennaio 2021
Pagina: 14
Autore: Fiamma Nirenstein
Titolo: «La purga contro i conservatori»
Riprendiamo dal GIORNALE di oggi, 13/01/2021, a pag. 14 con il titolo 'La purga contro i conservatori' l'analisi di Fiamma Nirenstein.

A destra: Donald Trump

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Fiamma Nirenstein

Ancora otto giorni, e Trump scenderà dal palco. Si parla anche di impeachment, e questo farebbe gongolare molti: Trump ha detto che ne risulterebbe una enorme frustrazione che creerebbe altre terribili tensioni. È vero. L'accanimento ha preso il posto della discussione, la colpevolizzazione si è ormai riversata sui 70 milioni che l'hanno votato in modo da rendere impossibile un futuro equilibrato per gli Stati Uniti. Questo, anche se si riconosce, come fa chi scrive, il gravissimo errore della chiamata di Trump alla folla. Ma Trump è stato posseduto dalla sua hybris che non gli consente di perdere. È evidente però nella furia dei commenti, nel disprezzo a 360 gradi, che il rischio nel ribadire l'indegnità di Trump condannando lui e i suoi uomini all'isolamento a vita sull'Isola del Diavolo, alla fine pretende la genuflessione pentita di una vasta parte di mondo, dell'universo conservatore. E mostra la prosopopea morale per cui chi non appartiene al credo progressista è abominevole. Questa messa al bando morale giunta a livelli incredibili nei posti di lavoro, nelle università, nella famiglie ha creato una barriera che ha causato la demenziale marcia su Capitol Hill. Una marcia anche criminale nel senso della violazione e della vandalizzazione di beni pubblici e dell'intenzione di questionare il verdetto morale delle urne. Ma non nel senso insurrezionale che gli si vuole attribuire, come ha spiegato l'avvocato Dershowitz, non una pianificata intenzione di fare a pezzi la democrazia, né un'espressione della natura diabolica e forse di un piano a lungo termine del presidente. L'intenzione che hanno attribuito a Trump e a quella folla è «insurrezione»: ma è difficile stabilire che cosa significhi, specie quando da maggio a settembre grandi folle di Black Lives Matter hanno stravolto il Paese con marce e proteste anche molto violente. Molti gli assalti alla polizia e la richiesta di eliminare la polizia del tutto. Era insurrezione? Probabilmente no. Solo il simbolo di Capitol Hill è più cogente e soprattutto l'istigatore l'uomo più odiato d'America, ma non da quei 70 milioni americani che non hanno intenzione di emigrare e non sono delinquenti. E allora? Che vuol fare Biden? Fra la folla di Capitol Hill la polizia sta individuando i responsabili della violenza: bene. Ma Twitter sospende tutti i commenti di quella parte politica, colpevoli solo di avere l'opinione sbagliata, Paypal blocca i pagamenti, i maggiori gruppi che coi loro soldi sostengono la politica pilotano le donazioni per ingraziarsi la nuova amministrazione. Non importa che anche Nancy Pelosi a suo tempo abbia dichiarato che la sua parte era stata battuta con la frode e abbia invitato a dimostrare. Ci si vanta di ripetere che chi è per Trump non toccherà più palla. Chi osa dichiararsi al suo fianco va messo al bando. Sparire dal consesso legittimato: a questo si spinge quando si proibisce a Trump (e non agli ayatollah o all'Isis o ai cinesi o agli Hezbollah) di accedere ai social. Trump viene travolto dal suo errore finale insieme alle buone cose che ha fatto: ha pilotato bene l'economia, ha incoraggiato gli arabi moderati e i disperati perseguitati che Obama aveva abbandonato, ha bloccato l'atomica genocida dell'Iran, ha svegliato il mondo sulla Cina, ha promosso una grande pace con i patti di Abramo, nonostante le sciocchezze dette sul Covid ha promosso la definizione e la produzione veloce del vaccino. Gli è mancato il fegato di perdere con grazia. Ma non era né un Mussolini né uno Stalin. Invece, è in atto una purga.

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