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Il Giornale Rassegna Stampa
23.03.2020 La storia di Gza Kertsz, l'allenatore che salv ebrei durante la Shoah
Commento di Claudio De Carli

Testata: Il Giornale
Data: 23 marzo 2020
Pagina: 29
Autore: Claudio De Carli
Titolo: «Lo Schindler del calcio allenatore salva ebrei»
Riprendiamo dal GIORNALE di oggi, 23/03/2020, a pag. 29 con il titolo "Lo Schindler del calcio allenatore salva ebrei" l'analisi di Claudio De Carli.

Risultato immagini per Gza Kertsz
Gza Kertsz

Quell'appartamento al primo piano proprio come si deve. Si sono sistemati bene Rosa, Kate, Giovannino e Gza. Ha affittato dall'altra parte del Danubio nella zona pianeggiante di Pest in Zichy Jeno di fianco al teatro dell'Opera, a due passi dal quartiere ebraico dove sorge la sinagoga pi grande d'Europa. Confortevole, ben arredato, c' perfino un pianoforte, d'altronde prima di tomare a Budapest un po' di soldi li ha fatti. L'ha lasciata vent'anni prima per venire qui da noi e non sa neppure lui perch si sia lasciato convincere, aveva tutto, comunque in Italia c'erano gi un mucchio di ungheresi suoi amici e quando li sentiva gli dicevano che stavano sognando: dai Gza, cosa fai ancora l, sole, mare, cibo, brava gente, buon calcio, dai vieni. Negli anni Venti e Trenta di magiari da noi ce ne sono una trentina, fanno i giocatori-allenatori, hanno portato idee nuove, le squadre vincono e prendono pochi gol. Giocano con cinque difensori in linea o quasi, e non tutti allo stesso modo, ognuno la gira come vuole ma funzionano e il presidente Edoardo Agnelli stravede per il calcio danubiano, a centrocampo ha tesserato Jszef Violak, davanti il cannoniere Ferenc Hirzer, in panchina Jeno Karly, e la Juventus domina. Karly ha imposto il suo schema, fitta rete di passaggi brevi, in linea, e poi fulmineo l'attacco portato da due, massimo tre giocatori, il calcio gioco di squadra. Bella storia, raccontargliela a Gza per complicato, ha talento da vendere, pu giocare in ogni molo ma non la passa mai, alto come uno scandaglio, ha studiato un modo tutto suo per proteggere la palla fra i piedi, s'incurva, la fa sparire, spalanca i gomiti e non gliela portano mai via. I compagni aspettano, almeno tira gli urlano, niente, e allora l'allenatore lo sostituisce. Quanto tempo ha passato punito a bordo campo: Gza, non cos che si fa, ci sono anche gli altri! Intanto per gioca in nazionale e l'ha preso il Ferencvaros, il meglio in circolazione. Con Jszef Violak si sente spesso: a La Spezia stanno cercando un nuovo allenatore, dai Gza una grande occasione, non fartela sfuggire. Estate del '25, Rosa e Kate lo seguono, con loro c' Lajos Politzer, il fratello di Rosa, e qui c' Istvan Toth che ha organizzato il loro arrivo in Italia, sono amici inseparabili da quando giocavano nel Ferencvaros, li chiamano il bradipo e la carpa, perch Gza di una lentezza esasperante, quando prende la palla sembra che si sieda e inizi a pensare. Mentre Toth affezionato al soprannome che gli ha dato la madrina il giorno del battesimo, Potya, in ungherese carpa. Sono uno l'opposto dell'altro, Toth basso e tarchiato, se Gza ha in sostanza introdotto il ritiro in Italia, Toth il primo a compilare schede personalizzate di ogni giocatore, colloqui privati, informazioni dettagliate su vita e famiglia. Gza ha trentun anni, a La Spezia conquista subito la promozione, un po' gioca e un po' allena, lo prende il Carrara, nuovo trionfo, poi il Viareggio, schiera due difensori stretti davanti al portiere e poi altri tre in linea. In quegli anni Benito Mussolini ha cambiato la formula del campionato, girone unico con la nuova regola del fuorigioco, non pi tre ma due difensori oltre al portiere e l'attaccante non in off-side. Nascono i grandi club del Nord, presidenti con alle spalle industrie che fanno volare il paese, Agnelli alla Juventus, Pirelli al Milan, Borletti all'Inter, il conte Cinzano al Torino, ingaggiano i migliori perch hanno tanti soldi, ci vuole gente che sappia pensare il calcio in modo diverso, Gza Kertsz capisce e cambia anche lui. Ha sempre studiato calcio, diventa un maestro, gira l'Italia, lo vogliono tutti, a volte va bene, altre meno, insegna, strega i tifosi e firma contratti impensabili. Salernitana, Catanzarese, Roma, Lazio, Atalanta, Taranto, a Catania conquista la prima storica promozione in serie A. Nella capitale una celebrit, frequenta Vittorio Mussolini, di una eleganza spaventosa, cravatta, gilet, doppio petto anche in panchina, sempre col sorriso, simpatico, occhi piccoli e rassicuranti, voce dolce, una presenza affascinante, serio, posato, passeggia con Rosa al braccio, re e regina, affitta ville enormi e lussuose, parco, piscina, campo da tennis, dove porta in ritiro le sue squadre. Chi non vorrebbe Gza Kertsz e perch Gza Kertsz dovrebbe tornarsene a Budapest? Rosa che capisce prima di lui. La sera gli parla, le cose non stanno pi andando cos bene, da Budapest gli raccontano di rastrellamenti e deportazioni, gente impaurita. E l'Italia in guerra, citt bombardate, vie di comunicazione interrotte, fame: Gza, andiamo via, torniamo. E l'estate del '43, il campionato sospeso, la famiglia Kertsz rientra in Ungheria immaginando una maggior sicurezza, adesso sono in quattro, in Italia nato il secondogenito Giovannino: va bene Rosa, da noi diverso, certe cose da noi non possono succedere, saranno solo voci. Ma non cosi, a Budapest sono entrate in vigore nuove leggi antiebraiche per salvare la razza dalla scalata di chi ha messo le mani sull'amministrazione, nell'economia, sulla cultura, i treni partono per i campi di lavoro, gira la voce che siano di sterminio, ci portano gli ebrei poi li ammazzano con il veleno o un colpo di pistola alla nuca. Vero? Gza cerca di tranquillizzare Rosa, l'Ujpest lo ha ingaggiato, il campionato per ora prosegue ma giorno dopo giorno la situazione si fa sempre pi pesante. Incrocia nuovamente Toth, si parlano a lungo G nell'appartamento di Zichy Jeno, Rosa in ansia perenne, nel baule ha trovato una divisa della Wehrmacht, intuisce. Toth vuole agire, Gza d'accordo, occorre coraggio, bisogna salvare la gente dai Nylas, i nazisti delle croci frecciate, i pi violenti. E un tenente colonnello dell'esercito, nazionalista convinto, ama l'Ungheria come la sua famiglia. Insieme a pochi altri costituisce la cellula Dallam, si traveste da soldato della Wehrmacht, entra nelle case degli ebrei e finge di arrestarli, invece li carica sui treni per farli espatriare con documenti falsi forniti dai servizi segreti americani. A Budapest comandano i tedeschi, girano i loro camion Opel Blitz, i sidecar Zundapp KS 750, Adolf Otto Eichmann si occupa personalmente delle deportazioni e ha fissato il suo comando a Schwabenberg sulle colline di Bu La sua squadra ha portato centinaia di condannati all'estero grazie a documenti falsi da, il quartier generale all'Astoria, SS e Gestapo sono al Majestic, agli ebrei fatto obbligo di cucire sul lato sinistro del cappotto una stoffa gialla di dieci centimetri, raffiche di mitra. I clandestini del Dallam sono pochi, una ventina, quasi tutti calciatori o allenatori, ci si pu fidare, e poi i russi stanno arrivando, hanno circondato Budapest, una speranza, l'unica. Hitler per la difesa a oltranza ma intanto ordina che non rimanga traccia, eliminare ogni prova, documenti, nemici. Gza ha perso ogni precauzione, vestito da ufficiale nazista entra perfino nello scalo merci di Rakosrendezo da dove partono i treni per i campi di sterminio, parla correttamente il tedesco, raduna le famiglie in attesa di essere deportate e le carica sulla sua automobile e su camion di fortuna, in casa nasconde padre e figlia ebrei quando una pattuglia arriva in Zichi Jeno, un delatore andato al comando tedesco: l nascondono degli ebrei. Non lo trovano, quelli del Dallam gi tutti arrestati compreso Toth, Gza lo prendono a dicembre nell'unico bar aperto sotto casa. Adesso sono tutti nelle celle dei sotterranei del castello sulla collina di Buda convinti che i russi siano in citt, i tedeschi scappano, verranno liberati. 116 febbraio del 1945 vengono trasferiti nell'atrio di Palazzo Reale, contro il muro, una mitragliata e via. Una settimana dopo, il 13 febbraio, Budapest viene liberata dalla fanteria russa.

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