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Il Giornale Rassegna Stampa
03.11.2019 Sionista è un complimento, anche se gli antisemiti non lo sanno
Commento di Fiamma Nirenstein

Testata: Il Giornale
Data: 03 novembre 2019
Pagina: 8
Autore: Fiamma Nirenstein
Titolo: «Sionista è un complimento, anche se gli antisemiti non lo sanno»
Riprendiamo dal GIORNALE di oggi, a pag.8, il commento di Fiamma Nirenstein, con il titolo "Sionista è un complimento, anche se gli antisemiti non lo sanno"


Il pezzo odierno di Fiamma Nirenstein sul Giornale porta un titolo che si riferisce a una piccola parte del tema svolto, e non rappresenta l’opinione dell'autrice. L'articolo in realtà è sul centro dell’antisemitismo odierno, l’odio per Israele e quindi per il sionismo: un fondamentale punto d’incontro fra destra e di sinistra. Quanto alla Commissione Segre, Nirenstein ha già dichiarato anche sulle nostre pagine che nonostante i suoi limiti, l’avrebbe votata


Il bel Caffè Greco è in crisi, deve vendere, si parla di acquirenti ebrei... Qui da Gerusalemme sinceramente l'elemento fattuale della vicenda è poco interessante se non per il dolore di vedere un bene culturale così popolare e grazioso in discussione. Ma ecco un post che teme che la faccenda finisca per beneficiare i "sionisti", e, se lo comprano i sionisti, ecco un altro intervento che scende nel merito della faccenda: il movimento BDS si mette in moto e, come nel suo compito (boycott and disinvestment) promette il boicottaggio del Caffè.
E gli astuti padroni attuali garantiscono che esso non finirà in mani sioniste.
Un giro stupefacente di "post" antisemiti? Per niente: ogni 83 secondi, e sono dati del 2016 quindi certo minori, su twitter e altri social appare un post antisemita, e fa 382mila post in 20 diverse lingue. Oggi certo saranno 500mila.
Attenzione: "sionista"è la parola chiave, qui diventa un'offesa che indica la perfidia e la spregevole natura degli ebrei.

Risultati immagini per sionismo
Invece è, in Europa e in tutto il mondo occidentale, un complimento: perchè è l'aggettivo derivato da "Sionismo", da Sion, omonimo di Gerusalemme, il movimento di autodeterminazione nazionale nato nell'’800, come quello del Risorgimento Italiano, o di altri popoli, che con aspre battaglie hanno definito la loro casa abitandola finalmente nei confini storici che i secoli hanno assegnato loro.
Gli ebrei dopo millenni di esilio forzato, di persecuzioni inaudite, sono tornati alla loro casa adorata e l'hanno fatta fiorire grazie al Sionismo, definito finalmente da Theodoro Herzl.
Non vogliamo qui dilungarci, buon Google a chi ne ha voglia, e di libri… Ce ne sono mille. Ma di certo non è permesso a nessuno che sappia leggere e scrivere scambiare l'aggettivo "sionista" con un'offesa.
Quanto al BDS non è, come vorrebbe apparire, un movimento di libera opinione e di civile intervento: esso punta alla cancellazione dello Stato d'Israele, come mille documenti e le sue alleanze con gruppi e personaggi legati al mondo terrorista confermano (prego consultare, per esempio, gli studi di Dan Diker).
Pare che ci sia ancora molto bisogno di ripeterlo: l'esplosione di antisemitismo con omicidi (Halimi, il primo e il secondo) e stragi (Iperkosher, Tolosa, Bruxelles,Pittsburgh... ) attacchi, distruzioni, offese e aggressioni, ha il suo centro nell'odio organizzato contro lo Stato d'Israele, ed esso è il punto d'incontro dell'antisemitismo di destra e di sinistra: delegittimazione del diritto del popolo ebraico alla sua casa storica e sua criminalizzazione, qui è il nodo.
Chi vuol combatterlo, ha dove farlo.
Al deputato PD Emanuele Fiano che interveniva in Parlamento da destra hanno urlato "sionista" come un'offesa: purtroppo questo aggettivo glorioso può essere usato da destra e da sinistra. Là è l'appuntamento degli antisemiti. La fonte quasi esclusiva di odio contro gli ebrei è la calunnia di Israele: nel passato era la loro ricchezza, la loro mancanza di solidarietà nazionale, l'egopismo, la grettezza, l'avarizia...
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Oggi è diverso: l'antisemitismo si trasforma sempre. E non sono pochi quelli che fra noi ebrei non sopportando lo stress si annettono ai supercritici e persino agli antisemiti. Potrebbe aiutare come diceva il Foglio di sabato, la riapertura del bell' auspicio di Pannella che l'UE inviti Israele a farne parte? La risposta è che l'Unione Europea ha creato una palude di fango di cui deve lavarsi fin dal tempo di Olof Palme, di Willy Brandt, di Bruno Kreisky, di tutta la svolta europea ispirata dal dialogo socialdemocratico con la Russia Sovietica per cui Israele diventa imperialista e colonialista e sostiene le guerre arabe.
L'UE ha perseguitato Israele a ogni occasione con le sue mozioni di biasimo, la messa in mora dei trattati a ogni guerra di difesa dall'attacco continuo di Hamas, pratica la repellente mossa dell'etichettamento dei prodotti dei territori contestati, avrebbe condannato il riconoscimento di Gerusalemme come capitale, se non fosse stato per i Paesi di Visegrad.
Come se il responsabile dello scontro sempre in corso fosse Israele e non l'insistito rifiuto di ogni accordo da parte palestinese. L'Europa finanzia e sostiene i movimenti anti-israeliani, finanzia i finanziatori del terrorismo, sostiene la cultura della vittimizzazione dei palestinesi che giustifica l'incitamento al terrore.
Nei giorni scorsi il documento di Liliana Segre ha fatto molto discutere: chi scrive l'avrebbe votato perchè solleva un tema vero e per amore e rispetto della storia della senatrice. Ma l'antisemitismo teorizzato e organizzato, che ha fatto sei milioni di morti, non c'entra nulla con gli altri problemi legati alla cultura dell'odio.
Il documento inoltre implicitamente suggerisce che l'antisemitismo sia di destra. Questo non è vero. Esso è misurabile sulle tre D di Sharansky, delegittimazione, demonizzazione, doppio standard di Israele, e purtroppo la sinistra è campione.
Gli esempi sono eclatanti, da Corbyn ai campus americani ai Bernie Sanders che dichiara Israele "razzista", proprio come la famigerata dichiarazione "sionismo uguale razzismo" votata all'ONU nel 1975. Poi è stata cancellata ma Israele, si suggerisce, fa parte del nemico collettivo che ogni oppresso deve combattere da un unico fronte, donne, transessuali, sfrittati, neri... Una follia contro il popolo che non solo ieri è stato il più perseguitato del mondo, e che allo stato attuale delle cose subisce la persecuzione antisemita.
Se il parlamento italiano vuole combattere la sua lotta contro l'antisemitismo insegni la vera storia di Israele, costringa l'UE a abolire il labeling e le risoluzioni che le garantiscono una unità fittizia e automatica, adotti la definizione dell'IHRA, tolga gli stigma esistenti all'ebreo colletivo. Combatta, finalmente.

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Fiamma Nirenstein

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