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Il Giornale Rassegna Stampa
28.06.2019 Padre,madre e figlio: ritratto semi inedito di Gad Lerner
Commento di Paolo Bracalini

Testata: Il Giornale
Data: 28 giugno 2019
Pagina: 2
Autore: Paolo Bracalini
Titolo: «Lerner si occupa di mamma Salvini ma non di suo papa che lo querelò»

Riprendiamo dal GIORNALE di oggi, 28/06/2019, a pag,1/2 con il titolo "Lerner si occupa di mamma Salvini ma non di suo papa che lo querelò" il commento di Paolo Bracalini

Un ritratto di Gad Lerner, opportunamente ripreso da Paolo Bracalini, che ci permettiamo di completare, con un episodio avvenuto quanto Gad era fanatico militante di Lotta Continua. Sua madre era la segretaria del Console generale di Israele a Milano. In una delle tante manifestazioni davanti al palazzo che ospitava il consolato, il nostro urlava scalmanato " Israele, Israele, sarai distrutto! ripetendolo senza sosta. Dalle finestre ai piani alti assistevano allo spettacolo in strada il console, Daniel Gal, con accanto la segretaria del consolato, madre di Gad. "Lo so è mio figlio, ma non posso farci niente" disse al console, che la rassicurò, cercando di consolarla.
Daniel Gal, diventato poi ambasciatore in altri paesi, vive a Gerusalemme, ha una ottima memoria, ed è pronto a raccontare l'impresa giovanile del nostro a chi lo desiderasse.
Immagine correlata
Daniel Gal, già console d'Israele a Milano

Ecco l'articolo:

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Paolo Bracalini

«Vien da chiedersi: ma cosa penserà di Salvini la madre di Salvini? Quando, di fronte a quello che, comunque la si pensi, rimane un dramma umano, il suo Matteo scrive: Non sbarca nessuno, mi sono rotto le palle. Lo sappia quella sbruffoncella». È la domanda che si pone Gad Lerner, forse il giornalista italiano in assoluto più ossessionato da Salvini (ma che comunque ha rimediato un programma in Rai in epoca leghista, una bella fortuna). Lerner ha pensato, con poca delicatezza, alla madre di Salvini, il quale poi ha risposto: «Tranquillo Gad, la mia mamma è orgogliosa di me e mi vuole tanto bene». Tuttavia vien da chiedersi: e la famiglia di Gad, cosa ne penserà di Gad? Sarebbe una domanda inopportuna se non avesse già risposto il padre di Lerner, con una querela al figlio. Perché? Per il ritratto che il giornalista, già tesserato Pd, ha fatto di lui in un suo libro, con frasi ritenute offensive dal padre, Moshè Lerner, tanto da portare il figlio in tribunale. Nel libro di Lerner il padre viene descritto come un «viveur cosmopolita», un «apolide che stenta a riconoscersi», un uomo «dall'inconfondibile postura beffarda e lo sguardo di sfida» che simula «una vita di successi che è l'esatto contrario di quella sfortunata che ha vissuto», insomma a dir poco un fallito, tanto che Gad nel libro si dichiara «atterrito per il dubbio di essere nient'altro che il discendente di quel padre», il che «avrebbe certo reso fallimentari i miei sforzi di integrazione nel mondo circostante», destinandolo a ripeterne «il palese insuccesso». Un ritratto devastante del genitore, che infatti la prese malissimo denunciando il figlio per diffamazione, accusandolo di aver scritto «affermazioni minanti» la sua «onorabilità», sia «come padre sia come figura che ha svolto nel passato ruoli di notevole importanza nel commercio estero e nelle relazioni pubbliche». La querela verrà poi archiviata dalla Procura di Milano nonostante, annotò il pm a proposito di Gad Lerner, le «espressioni forti, sgradevoli e inconsuete rispetto alle comuni modalità con cui ci si rivolge ai propri genitori». Rapporti famigliari pessimi, non esattamente il pulpito migliore per fare domande su quelli altrui.

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