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Il Giornale Rassegna Stampa
15.03.2019 Missili da Gaza contro Israele, sirene a Tel Aviv
Commenti di Fiamma Nirenstein, Vito Anav

Testata: Il Giornale
Data: 15 marzo 2019
Pagina: 15
Autore: Fiamma Nirenstein - Vito Anav
Titolo: «Tel Aviv, allarme per due missili sparati da Gaza. E Netanyahu raduna ministri e capi militari»

Riprendiamo dal GIORNALE di oggi, 15/03/2019, a pag.15 con il titolo "Tel Aviv, allarme per due missili sparati da Gaza. E Netanyahu raduna ministri e capi militari", il commento di Fiamma Nirenstein.

A destra: la vignetta di Dry Bones, di Yaakov Kirschen: "L'Europa in marcia"
L'Europa condanna gli attacchi del terrorismo islamico...
tranne quando i terroristi...
sono palestinesi...
e l'obiettivo è Israele

Ecco gli articoli: 

Fiamma Nirenstein: "Tel Aviv, allarme per due missili sparati da Gaza. E Netanyahu raduna ministri e capi militari"

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Fiamma Nirenstein

Gerusalemme Ieri sera l'allarme rosso delle sirene ha risuonato nelle vie in genere piene di vita e di senso di sicurezza di Tel Aviv, i rifugi sono stati aperti, le tv e le radio hanno cominciato una interminabile trasmissione in diretta cercando di calmare i cittadini ma anche di dare indicazioni e ordine: due missili Fajr sono stati sparati da Gaza, uno è caduto in uno spazio aperto, senza feriti o danni; il secondo è stato distrutto in aria dal sistema «scudo di acciaio». Mentre scriviamo, Netanyahu che è anche ministro della Difesa, è in riunione alla «Kirya», il sofisticato centro della sicurezza israeliana con tutti i consiglieri e i capi militari, e certamente la risposta non potrà essere banale, dato che l'attacco colpisce la vita di Israele in uno dei suoi cuori pulsanti, la sua seconda capitale, come fosse Milano in Italia.


Benjamin Netanyahu

La difesa del Sud del Paese, di consueto sotto mira da parte di Hamas e della jihad Islamica, ambedue sospettati di essere gli autori anche di questa ultima impresa, è stata nell'ultimo anno gestita con molta cautela nonostante tutte le nuove tecniche incendiarie, le aggressioni di massa ai confini, le esplosioni continue, i missili. L'inviato del Qatar che ha portato di nuovo aiuti economici con il permesso di Israele è ancora dentro i confini di Gaza, e così anche un gruppo di mediatori egiziani, tutti interessati a una situazione di calma. Ma evidentemente questo scopo è inottenibile quando si parla di un'organizzazione terrorista che gestisce il potere su base ideologica e religiosa, sussidiata con soldi stranieri, mai impiegati per il benessere della popolazione ma solo in armi e imprese terroristiche, fortemente sostenuta dall'Iran. Ieri a Gaza si era svolta una rara manifestazione di protesta per la mancanza di lavoro e di cibo, contro la miseria. Hamas l'ha spezzata con ronde armate. Le moschee ha gettato ieri di nuovo tutta la colpa della fame su Israele. Adesso, è facile il nesso fra la repressione della ribellione interna e la decisione strategica di spostare l'odio su Israele. Più difficile adesso decidere cosa fare. Di certo, una risposta ci sarà. Intanto da Gaza si viene a sapere che i grandi capi hanno sgomberato case e uffici e che la delegazione egiziana lascia la Striscia e torna al Cairo. Comincia una nuova lunga notte, in piena campagna elettorale.

 

 

Ecco il commento di Vito Anav, che rende conto della notizia sui media israeliani (radio, portavoce IDF, Y-Net):

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Vito Anav

Ore 21:05 14 Marzo 2019 E`la prima volta che da Gaza parte un attacco missilistico verso la Regione Dan ( Tel Aviv – Ramat Gan – Rishon Le-Zion – Ghivataym – Bat Yam ) che non sia durante un conflitto. Non ci sono feriti ne danni Durante Zuk Eitan ( 2014) erano stati inviati da Gaza 29 salve di missili durante i 51 giorni di operazioni . Il primo attacco missilistico da Gaza verso la Regione Dan era avvenuto nel 2012 durante l'operazione Amud Anan . Allora , il 15 Novembre , un missile Fag`er 5 a lungo raggio sparato dai terroristi di Hamas da Gaza verso Rishon Le-Zion causo` venti feriti. . Si ricorda che sin dal primo giorno dell'operazione Zuk Eitan e per tutti i 51 giorni della sua durata furono sparati decine di missili sulla Regione Dan. Missili R-160 arrivarono fino a minacciare Netanya. Migliaia di ogive e missili a corto raggio colpirono i villaggi adiacenti alla Striscia di Gaza . Nei tre anni e mezzo successivi all'operazione Zuk Eitan sono stati sparati dai terroristi di Hamas dalla Striscia verso gli agglomerati civili israeliani adiacenti circa 100 missili. Con l'inizio della nuova ondata di aggressioni ( aerostati e aquiloni incendiari ed esplosivi) nell'Aprile 2018 , il numero di missili ed ogive sparato dalla Striscia verso i villaggi israeliani adiacenti ha superato il migliaio. Un solo missile ( ottobre 2018) e` stato sparato al largo delle coste di Tel Aviv cadendo in mare aperto. Hamas ha dichiarato, cosi come la Jiad Islamica , di non essere responsabile dei lanci di questa sera. Con una insolita dichiarazione ha anche sostenuto che cerchera` e punira` i colpevoli. Nel pomeriggio si era svolta a Gaza una manifestazione imponente durante la quale i cittadini di Gaza hanno veementemente protestato, per la prima volta, indicando in Hamas il responsabile della situazione economica disastrosa in cui versano. Analisti collegano direttamente i due episodi ( la manifestazione ed il lancio dei missili contro Tel Aviv ) ritenendoli un tentativo di Hamas di allentare la pressione politica interna , quasi sperando che una reazione d'Israele "possa serrare le file contro il comune nemico sionista, distogliendo lo sguardo della popolazione dai reali problemi di malgoverno , corruzione e vessazioni in cui versano a causa di Hamas".

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