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Neanche l'OSSERVATORE ROMANO è arrivato al livello di Andrea Tornielli, che sul GIORNALE di oggi, 19/10/2008, a pag.1-6 si dimostra più papista del Papa. Per venire poi smentito dalle dichiarazioni della Santa Sede. Stupisce che un foglio come il GIORNALE, che dovrebbe rappresentare l'opinione laica e liberale, possa appiattirsi con gli articoli di Tornielli su posizioni che definire fondamentaliste-clericali è puro eufemismo. Invitiamo i nostri lettori a farlo presente alla direzione, utilizzando la e-mail a fondo pagina. Ecco l'articolo: Andrea Tornielli: "Papa Ratzinger non beatifica Pio XII a causa degli ebrei" La causa di beatificazione di Pio XII non si sblocca perché il Papa «vuole avere buoni rapporti con gli ebrei». Benedetto XVI vuole pure «andare in Israele al più presto», ma questo «è impossibile fino a quando la didascalia sotto la fotografia di Pio XII al museo dello Yad Vashem, evidente falsificazione storica, non sarà rimossa». Sono le due dichiarazioni rilasciate all’agenzia Ansa dal relatore della causa di beatificazione di Pacelli, il gesuita tedesco Peter Gumpel, che ieri hanno rilanciato la polemica sul Pontefice scomparso cinquant’anni fa. Gumpel è stato intervistato in merito a presunti nuovi documenti (in realtà già notissimi) che metterebbero in cattiva luce Pio XII, ma quelle due affermazioni hanno provocato una dichiarazione di padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, il quale, pur auspicando una «nuova e approfondita considerazione da parte dei responsabili del museo» per cambiare la didascalia dello Yad Vashem, ha però affermato a chiare lettere che questo elemento, «per quanto rilevante» non è «determinante per una decisione su un eventuale viaggio del Papa in Terrasanta». Dunque Benedetto XVI andrà in Israele anche se la didascalia rimanesse. Su questo punto, però, padre Lombardi ha precisato: «È noto che sul testo della didascalia su Pio XII nel Museo di Yad Vashem già in passato il rappresentante della Santa Sede in Israele ha manifestato obiezioni. È auspicabile quindi che sia oggetto di una nuova obiettiva e approfondita considerazione da parte dei responsabili del Museo». «Tuttavia – ha aggiunto – per quanto rilevante, non si può considerare questo fatto come determinante per una decisione su un eventuale viaggio del Papa in Terrasanta, viaggio che – com’è noto - è nei desideri del Papa, ma per ora non è stato ancora concretamente programmato». «Quanto alla causa di beatificazione – ha concluso - ripeto che il Papa non ha a tutt’oggi firmato il decreto sulle virtù eroiche di Pio XII, firma che è la premessa per la prosecuzione dell’iter della causa. Ciò è oggetto da parte sua di approfondimento e di riflessione, e in questa situazione non è opportuno cercare di esercitare su di lui pressioni in un senso o nell’altro».
I presunti nuovi documenti citati in questi giorni riguardano il rapporto che il diplomatico inglese Osborne avrebbe inviato al suo governo riferendo dell’udienza con Pio XII subito dopo la razzia del ghetto di Roma. Il Papa non ne parlò. In realtà, spiega padre Gumpel, «quell’incontro avvenne il 14 ottobre, non il 18, quindi Pio XII non ne poteva parlare perché non era ancora avvenuta, così come del resto non ne parlò Osborne». Per scrivere al Giornale, utilizzare la e-mail sottostante. lettori@ilgiornale.it |
