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Il Foglio Rassegna Stampa
21.11.2020 Sergiu Klainerman, il matematico di Princeton che fuggì dalla Romania comunista
Analisi di Giulio Meotti

Testata: Il Foglio
Data: 21 novembre 2020
Pagina: 1
Autore: Giulio Meotti
Titolo: «Gulatsch marxista»
Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 21/11/2020, a pag.I, con il titolo "Gulatsch marxista", il commento di Giulio Meotti.

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Giulio Meotti

Sergiu Klainerman - 1/4 On the Mathematical Theory of Black Holes - YouTube
Sergiu Klainerman

Sono rimasto estremamente sorpreso quando ho lasciato la Romania, a venticinque anni, e arrivando in occidente mi sono reso conto che le persone più istruite che avrei incontrato erano ostili alla democrazia occidentale". Nato a Bucarest da una famiglia ebraica comunista nel 1950, Sergiu Klainerman è oggi riconosciuto come uno dei più importanti matematici americani (è uno dei "geni" del Premio MacArthur). Ha contribuito allo studio delle equazioni alle derivate parziali iperboliche e insegna a Princeton. Da un po' di tempo, Klainerman è impegnato in una battaglia non con i numeri, ma a difesa della libertà di parola. Su Newsweek, Klainerman ha scritto un editoriale molto duro contro il proprio rettore, Christopher Eisgruber, che aveva parlato di "razzismo sistemico" nelle sue facoltà. "Lo chiamano `diversità e inclusione', ma significa meno diversità di opinioni e più divisione ed esclusione", spiega Klainerman. "Il marxismo è stato molto bravo a individuare alcune carenze del capitalismo, ma è stato terribile nell'offrire soluzioni. I marxisti erano ossessionati dall'idea di prendere il potere e ogni volta che lo hanno fatto rapidamente c'è stata una convergenza verso qualche forma orribile di totalitarismo. Il capitalismo si è rivelato più capace di quanto immaginavano i marxisti, in parte a causa del suo adattamento. Questo ha portato a una nuova forma di critica che inizia sotto Antonio Gramsci e basata sull'idea che i marxisti devono dirigere gli attacchi alla 'cultura egemonica' attraverso la quale il capitalismo detiene il potere. Questa attenzione alla critica delle società occidentali con l'intento ultimo di indebolirla e distruggerla è continuata dalla scuola di Francoforte con la 'Critical Theory', portata negli Stati Uniti negli anni Trenta, dove trovò una nicchia nei college". Una teoria che nel 1962 György Lukács sarcasticamente aveva chiamato "Grand Hotel Abgrund" (Abisso). Il fatto di nascere in una famiglia comunista ha posto Klainerman in una posizione privilegiata da cui osservare il sistema. "Sono stato intossicato dai miti eroici su come i comunisti altruisti stessero costruendo la migliore società possibile mentre spezzavano la futile resistenza di reazionari recalcitranti. Mi è stato fatto il lavaggio del cervello sull'Unione Sovietica come il modello di ogni virtù, al punto che sono rimasto scioccato a otto anni, quando ho sentito un ragazzo più grande nella mia strada dire cose cattive sull'Urss. Posso far risalire a quel momento tutti i miei successivi sviluppi ideologici. Deciso a convincermi che quel ragazzo avesse torto, iniziai ad ascoltare con attenzione ogni tipo di critica all'Unione Sovietica, e più in generale al comunismo, con la speranza che potesse essere sfatata. Mio fratello, più grande di me, bombardava i nostri genitori di domande sulle stupidità della propaganda che gli veniva impartita a scuola. Mio padre, che doveva aver cominciato a nutrire dubbi sul sistema dal tempo trascorso a Mosca sotto Stalin mentre conseguiva la laurea in medicina, era sulla difensiva e arrabbiato. E preoccupato che le nostre conversazioni potessero essere monitorate dalla Securitate, il Kgb rumeno. La sua risposta era che noi non avevamo idea di quanto fosse peggiore il regime precedente. Questo non mi ha aiutato a fugare i dubbi". Un altro, più grande choc, è avvenuto più tardi, a quindici anni. "Quando ho letto in francese `Buio a mezzogiorno' di Arthur Koestler. Il libro, ispirato ai processi durante le Grandi Purghe staliniste, mi ha scosso nel profondo. Da lì, il risveglio è andato abbastanza veloce. Ho divorato `1984' e la `Fattoria degli animali' di Orwell e ricordo vividamente l'eccitazione e la paura. Ho potuto leggere, in francese, Solzenitsyn. E i dubbi sono diventati sfide all'ideologia comunista. Un altro elemento importante che ha portato al mio risveglio è stata Radio Free Europe, un'organizzazione finanziata dagli Stati Uniti che ha trasmesso nell'Europa orientale. La ascoltavo con mio padre, che aveva ormai compiuto il suo risveglio. La stazione era la nostra finestra sul mondo. Ma, alla fine, niente fu più importante dell'esperienza diretta della vita nella Romania di Ceausescu".

La routine quotidiana. "L'effetto che ricordo vividamente è la sensazione di vivere in un mondo schizofrenico di due realtà opposte. Quella ufficiale, impartita dalla mattina alla sera tramite radio, tv, giornali, film e libri, in classe e negli incontri ufficiali a scuola. Era una celebrazione dei grandi risultati del leader e dell'unanime riconoscimento e gratitudine, tranne da una piccola banda di traditori reazionari. La seconda realtà è stata l'esperienza personale della mancanza di tutto, interminabili file per il cibo, i volti stanchi e abbattuti per strada, e gli automatici, sconsiderati, elogi per il partito e le sue politiche a cui siamo stati costretti. E la realtà del lavoro forzato, cosiddetto volontario, perché le fattorie collettive imposte dal regime erano terribilmente inadeguate. E la realtà dell'ipocrisia diffusa, del cinismo, della corruzione e della disperazione ma anche della tranquilla resistenza della popolazione che si manifestava in battute ed espressioni private di disgusto tra amici intimi e familiari". Oggi varie forme di teorie critiche pseudomarxiste dominano i dipartimenti accademici occidentali, "Gender Studies", "African American Studies", "Ethnic Studies Sociology".... "Prendi qualsiasi gruppo identitario e puoi trovare una teoria critica, dalla razza al femminismo alla pedagogia critica, che critica il rapporto tra insegnante e studente che, secondo Paulo Freire, è come quello tra colonizzatore e colonizzato. Queste teorie forniscono le mappe per la liberazione dalla struttura di potere dominante. Sono collegate dall"intersezionalità', che pretende che le identità (genere, sesso, razza, disabilità, aspetto fisico, altezza, peso) si combinino per creare discriminazione o privilegio. Aggiungete una visione apocalittica del cambiamento climatico e una grande dose di assolutismo morale e di odio per il capitalismo e otterrete i contorni principali del fenomeno 'woke". E' una delle parole chiave del 2020. "A differenza della scuola di Francoforte, ancorata agli ideali dell'Illuminismo, queste nuove teorie critiche sono influenzate da una visione postmoderna secondo cui verità e giudizi morali dipendono dal contesto storico e sociale. Pertanto, individualismo, lavoro, famiglie stabili, pensiero logico e obiettività scientifica sono caratteristiche dei `bianchi' e ogni tentativo di affermare che sono virtù universali va considerato razzista. Tali dichiarazioni sono apparse di recente in un grafico allo Smithsonian National Museum of African American History and Culture e nei media, come il New York Times, o in programmi sulla diversità nelle principali istituzioni governative come i Dipartimenti di Stato e del Tesoro, l'Fbi, i militari, i laboratori nazionali o le grandi aziende. Nonostante le imperfezioni passate e presenti, la civiltà occidentale ha una notevole capacità di correggersi e automigliorarsi, generando allo stesso tempo gli straordinari progressi nella conoscenza e nella condizione umana che abbiamo visto negli ultimi secoli. Gli Stati Uniti hanno attirato milioni di immigrati, me compreso, sulla base della reputazione di essere un paese che valorizza la libertà e premia il lavoro e il talento senza tener conto di razza, etnia, sesso o religione. Intento a dividere le persone in base all'identità, incapace di vedere qualcosa di positivo nella storia, ossessionato dal dissotterrare ogni forma nascosta di oppressione, spesso immaginaria, e pronto a condannare ogni opposizione alla sua ideologia, il movimento 'woke' è un grave pericolo non solo all'integrità delle nostre università ma del paese". Ibrahim Kendi, uno dei principali leader del woke, ha detto che "non esiste idea non razzista", solo "idee razziste e idee antirazziste". "E' analogo al precetto leninista secondo cui coloro che non sono con noi sono contro di noi" ci dice Klainerman. "Tutte le università hanno investito molto, da anni, in diversità e inclusione. C'è stata un'enorme espansione di un'amministrazione la cui unica funzione è quella di spingere per una sempre maggiore diversità. Le università creano quadri di insegnanti, giornalisti e amministratori che continuano a spingere l'ideologia attraverso la società. Al centro del comunismo c'era l'uguaglianza radicale e la giustizia sociale in palese disprezzo delle libertà. Per i miei genitori, solo il comunismo poteva salvare il mondo da sfruttamento, razzismo, guerra e disuguaglianza economica. Ma paradossalmente, il comunismo ha prodotto società in cui lo sfruttamento e la disuguaglianza erano dilaganti. Ho imparato dalla triste storia dei miei genitori, che si sentirono completamente traditi dal sistema, che le società che sacrificano la libertà in nome dell'uguaglianza perdono entrambe". In Romania Elena Ceausescu, una ragazza con la terza media ma anche la moglie del dittatore Nicolai, fu omaggiata nelle università. "La Romania, come gli altri paesi comunisti, aveva un duplice sistema di valutazione, uno sul merito e un altro sull'attivismo politico. Elena Ceausescu divenne membro dell'Accademia delle scienze come chimica. Una battuta diceva che se ne stava ancora cercando il diploma di scuola superiore. In nome di diversità e inclusione, le università americane, ancora le migliori al mondo, stanno seguendo un simile percorso di autodistruzione. Quando i professori non sono più assunti sul merito, ma all'equità, l'eccellenza accademica decade. Dopo un certo punto il declino non è più graduale, il collasso è una descrizione più appropriate". Klainerman crede che la resistenza al "woke" sia in atto. "Le persone che si oppongono hanno iniziato a organizzarsi in nome della libertà accademica, della neutralità razziale, etnica e religiosa. A Princeton, un gruppo di professori, me compreso, sta costituendo un'organizzazione per la libertà di parola sul modello della Nato, ovvero `un attacco alla libertà di uno è un attacco a tutti'. Tutti i membri si solleveranno in difesa di un collega". La "cancel culture" ha dominato il 2020.

"Vuole indebolire le istituzioni culturali delle democrazie occidentali. In questo ci sono riusciti fin troppo bene. Hanno creato un'ideologia abbastanza forte da poter passare allo stadio successivo, demolire ciò che resta. Ma dubito che possano farlo". Il pensiero torna all'autore di "Arcipelago Gulag" che parlò ad Harvard durante la Guerra fredda. "Ho riletto il discorso di Solzhenitsyn de11978 intitolato `Un mondo diviso'. Devo ammettere che ne avevo perso gran parte del significato. È un fatto tragico della condizione umana che importanti aspirazioni e bisogni come la libertà, la giustizia, l'uguaglianza, la sicurezza personale, la spiritualità e l'espressione di sé siano, se non esattamente in contraddizione tra loro, in uno stato di conflitto perpetuo. L'uguaglianza radicale, come immaginata dal marxismo e dall'ideologia woke, è in contrasto con la natura umana; è incompatibile sia con la libertà sia con la giustizia e pub essere imposta solo con la forza. Non è un caso che proprietà privata e famiglie borghesi, le maggiori fonti di disuguaglianza in qualsiasi società, ma anche grandi garanti delle libertà individuali, siano state proscritte da Marx nel Manifesto del Partito Comunista. Anche le aspirazioni spirituali possono portare all'annullamento delle libertà e a terribili conflitti. Ma l'assenza di religione pub essere ancor più problematica, poiché le persone tendono a riempire il vuoto con religioni più fanatiche e non vincolate dalla fedeltà a testi antichi. Per molti, il fenomeno woke è una nuova religione postmoderna". Ragione e fede, dice Klainerman. "In assenza di ragione, la fede pub portarci fuori strada, ma la ragione senza fede gira in tondo, è sterile. La gente pensa che la scienza o la matematica siano basate sulla ragione, ma questo è semplicemente sbagliato. Un teorema matematico è presentato come una lunga sequenza di argomenti logici, ma non è il modo in cui i matematici arrivano alla verità. Ogni nuovo teorema inizia con un atto di fede. Keplero, da mistico, era ossessionato che il mondo fisico potesse essere spiegato dalla matematica e così Copernico, Galileo, Leibnitz e Newton. Dio parlava attraverso i numeri. E la fede che dà scopo e direzione, è la ragione che tiene sotto controllo la fede. È significativo che la concezione filosofica dei pensatori razionalisti, a partire da Cartesio, secondo cui la verità va scoperta dalla sola ragione, ha portato alla conclusione opposta incarnata nel relativismo radicale di postmoderni come Foucault e Derrida. Credo che gli straordinari successi della civiltà occidentale siano dovuti a un equilibrio molto fortunato, spesso imperfetto, a volte spezzato, tra le aspirazioni umane, facilitato da un equilibrio precario tra ragione e fede. Come notato da Solzhenitsyn, vari fattori, inclusi i nuovi diritti, spinti dalla sinistra, hanno alterato l'equilibrio tra libertà e responsabilità. Quel processo, accresciuto dal costante tamburo della critica neo-marxista a valori e costumi culturali, ripetuta a pappagallo da media e Hollywood, ha portato a un esaurimento del capitale umano e al collasso della fede. Non solo la fede in Dio, come scrive Solzenicyn, ma nel n stro comune destino. Il progetto woke è pericoloso, ma i nostri leader sembrano o determinati a seguirlo o sono troppo codardi per resistergli. Il processo di deterioramento è rapido".

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