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'Sono nato per odiare gli ebrei': una testimonianza sull'antisemitismo islamista in Europa (Video con sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


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Il Foglio Rassegna Stampa
09.12.2019 Francia: la minaccia islamista avanza
Analisi tratte da Figaro, Politico

Testata: Il Foglio
Data: 09 dicembre 2019
Pagina: 3
Autore: la redazione del Foglio
Titolo: «Quando si affrontano Maometto e Voltaire - L'islam fa paura all'Eliseo»
Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 09/12/2019, a pag. III con il titolo "Quando si affrontano Maometto e Voltaire", l'articolo tratto dal Figaro; con il titolo "L'islam fa paura all'Eliseo" l'articolo tratto da Politico.

Ecco gli articoli:

"Quando si affrontano Maometto e Voltaire"

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Eric Zemmour

Siamo inorriditi. Siamo scandalizzati. Scagliamo invettive in pubblico" scrive Eric Zemmour. "La stella gialla con la scritta 'Muslim' attaccata sulla giacca dei bambini ha destato scalpore. Era questo l'obiettivo. La manifestazione contro l'islamofobia mirava a fare del musulmano di oggi l'equivalente dell'ebreo di ieri. Stigmatizzato, ostracizzato, perseguitato dal `razzismo di stato' di Vichy ieri, di Parigi oggi. Le proteste e le emozioni saranno inutili e incoraggeranno solo i convinti. Le misere giustificazioni di Esther Benbassa, la senatrice dei Verdi che posa, sorridente, accanto a uno di questi bambini, sembrano uno sberleffo, quasi un gesto osceno per i suoi detrattori. I Fratelli musulmani che tirano i fili puntano la loro arma principale: la vittimizzazione e la demonizzazione dello stato francese associato a Vichy e, andando oltre, al regime nazista. E non vogliono abbassarla. Ma non sono stati loro ad aver né inventato né scoperto quest'arma. L' hanno trovata che spuntava dai bagagli di questa sinistra, che, in parte, oggi li raduna al grido di `Allah Akbar'. E' la sinistra antirazzista e il suo areopago di attori e di associazioni che, nel 1995, indossato il pigiama a righe dei deportati, si erano dati appuntamento alla Gare du Nord per protestare contro le espulsioni di clandestini decise dal ministro degli Interni, Jean-Louis Debré. E' Sos Racisme, nobilitato dall'Eliseo sotto la guida di François Mitterrand, che esibiva una piccola mano di Fatima, che non a caso, era gialla. E' lo stesso Sos Racisme che allora aveva come slogan: `Chi tocca un musulmano tocca un ebreo'. Sono le lezioni di storia impartite alla scuola repubblicana che hanno ridotto la Seconda guerra mondiale allo sterminio degli ebrei e il regime di Vichy alla Germania nazista. Sono gli storici di sinistra che hanno passato il loro tempo a dimostrare che la III Repubblica aveva la stessa politica discriminatoria verso gli stranieri come Vichy l'aveva avuta per gli ebrei. Ed è tutta la sinistra, a livello mediatico, accademico o politico, fino al presidente Macron, che continua insistentemente a spiegarci che siamo tornati agli anni Trenta, e che i musulmani sono i nuovi ebrei dell'epoca, e che coloro che osano criticare l'islam e mostrare la sua incompatibilità con la Francia e la Repubblica vanno messi alla gogna con l'appellativo di `nazisti'. Si tratta infine di un'epoca, la nostra, che privilegia l'emozione e la `sensazione' sulla ragione e sulla conoscenza. Le donne musulmane velate si sentono stigmatizzate e perseguitate? Allora lo sono! Non importa che siano loro stesse ad auto-stigmatizzarsi indossando il velo, quando gli ebrei, invece, furono costretti a indossare la stella gialla. Non importa se non si assiste ad alcuna partenza dalla Francia da parte di gruppi di musulmani perseguitati dal razzismo di stato, mentre invece molti ebrei hanno dovuto lasciare il loro paese in questi ultimi anni a causa delle violenze e persino degli omicidi, commessi contro di loro in periferie a maggioranza musulmana. Non importa se a vincere il `record' di atti razzisti, sono quelli che prendono di mira i cattolici. I fatti devono cedere il passo alle sensazioni. La realtà alla propaganda. Le convinzioni all'elettoralismo. L'Illuminismo alla Sottomissione. Voltaire a Maometto. E la sinistra mangia-preti di un tempo, cede il passo alla sinistra che grida `Allahu Akbar".

"L'islam fa paura all'Eliseo"

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Macron con l'iraniano Hassan Rohani

“Cosa spinge la politica estera di Macron?", si domanda Bruno Maçàes su Politico Europe: "Il presidente francese vede l'Europa in chiave geopolitica, e spera che sia in grado di affrontare un mondo sempre più pericoloso. Ma resta difficile capire i motivi per cui ha bloccato il processo di adesione dell'Albania e della Macedonia del nord, consegnando i Balcani occidentali alla Russia e alla Cina su un piatto d'argento". Tempo fa Macron sosteneva un ritorno ai valori liberali e democratici dell'Europa, mentre oggi si vanta della sua amicizia con Orbán. Il presidente francese ribadiva che la Russia era agli antipodi della civiltà occidentale, ma ora sostiene il contrario. Molti osservatori sono rimasti confusi dalle sue scelte contraddittorie in tema di politica estera e sono emerse varie teorie per spiegare la sua strategia. C'è chi sostiene che i piani di Macron non hanno alcun senso logico, e che il presidente cerca di catturare l'attenzione mediatica prendendo delle posizioni inaspettate. Altri dicono che, pur non essendo un volgare islamofobo, Macron sembra convinto che l'Europa stia per essere assorbita dall'islam. Maçàes spiega che gli ultimi avvenimenti puntano verso la stessa direzione. Perché la Francia ha posto il veto sulla candidatura dei Balcani occidentali a entrare nell'Ue senza proporre alcuna riforma al processo di adesione? Molti osservatori sono giunti alla stessa conclusione: il vero motivo è che l'Albania è un paese a maggioranza musulmana mentre la Macedonia del nord ha una minoranza islamica molto attiva. Macron ha parlato molto della Turchia nell'intervista all'Economist ma quando gli è stato chiesto se la Francia fosse obbligata a difendere altri paesi della Nato in caso di aggressione ha incredibilmente risposto di non sapere. Perché no? Perché altrimenti in futuro potrebbe essere costretto a proteggere la Turchia, un'ipotesi che considera più o meno assurda. Infine, che dire della Russia? Non ci sono segni concreti dell'affinità tra Europa e Russia di cui parla Macron. Il disprezzo di Vladimir Putin per i diritti umani e il ricorso al conflitto armato semmai indicano il contrario. Può darsi che Macron ragioni in termini di grandi civiltà, e immagina un mondo cristiano che si estende da Lisbona a Vladivostok per fronteggiare le culture rivali rappresentate da Cina, India e islam. Forse la Francia è così spostata a destra sul tema dell'islam che Macron si sente tentato - o costretto - ad adeguarsi. "Macron forse crede che l'Islam non può più essere assimilato nella società francese - conclude Politico - oppure viene spinto dalla ricerca del consenso in vista delle elezioni locali dell'anno prossimo".

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