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Il Foglio Rassegna Stampa
15.05.2019 Come la Germania finanzia le Ong che boicottano Israele, mentre il Foglio ci casca e loda Angela Merkel
Analisi di Benjamin Weinthal,

Testata: Il Foglio
Data: 15 maggio 2019
Pagina: 3
Autore: Benjamin Weinthal
Titolo: «Come la Germania finanzia le Ong che boicottano Israele - Berlino e l’amicizia con Israele»

Pubblichiamo in questa pagina l'analisi di Benjamin Weinthal dal titolo "Come la Germania finanzia le Ong che boicottano Israele"; dal FOGLIO, a pag. 3, l'editoriale "Berlino e l’amicizia con Israele".

Il Foglio riporta dichiarazioni di amicizia verso Israele da parte di Angela Merkel senza peritarsi di contestualizzare e di distinguere tra parole e fatti. Queste lodi vengono smentite dall'accurata analisi di Benjamin Weinthal a proposito di Merkel e del ministro degli esteri tedesco Heiko Maas.

Ecco gli articoli:

Come la Germania finanzia le Ong che boicottano Israele
Analisi di Benjamin Weinthal

(Traduzione di Anna Della Vida)

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Benjamin Weinthal

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Heiko Maas, Angela Merkel, imbroglioni

Il discusso ministro degli esteri tedesco Heiko Maas, il cui ministero ha recentemente celebrato la rivoluzione islamica dell'Iran del 1979, ha rilasciato una dichiarazione a sostegno di Israele alle Nazioni Unite sul 70 ° anniversario dell'ammissione dello stato ebraico all'organismo mondiale. Maas ha scritto in un tweet: "Settant'anni fa - 24 anni prima dell'ammissione della Repubblica Federale di Germania alle Nazioni Unite - Israele è stato ammesso all'ONU come membro a pieno titolo. Il governo federale considera questo 70 ° anniversario un'opportunità per ribadire il fatto che anche la Germania è al fianco di Israele all'ONU ". Ha poi continuato: "La responsabilità storica della Germania per lo Stato ebraico e democratico di Israele e la sua sicurezza fanno parte della nostra ragione d'essere. La Germania lavorerà sempre, anche all'ONU, per garantire che il diritto all'esistenza di Israele non venga mai messo in discussione. Il governo federale è molto preoccupato per il fatto che, fino ad oggi, Israele continua a essere criticato in modo inappropriato, trattato in modo parziale ed emarginato negli organismi dell'ONU. La Germania ha promesso fermamente, anche in qualità di membro non permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, di agire come amico di Israele, di opporsi a qualsiasi trattamento ingiusto di Israele nelle Nazioni Unite e di sostenere i suoi legittimi interessi. Continueremo a fare tutto il possibile per sostenere queste cause ". Il figlio del primo ministro Netanyhau, Yair ha scritto su Twitter: "Sarebbe opportuno se Maas la smettesse di interferire nelle nostre attività interne, per esempio finanziando centinaia di ONG di estrema sinistra in Israele che mirano alla sua distruzione. Usi invece le centinaia di milioni di euro che investe per finanziare ospedali, scuole e chiese in Germania! " Bild, il più diffuso quotidiano della Germania, ha scritto: "Yair Netanyahu dice quello che molti nel governo israeliano pensano" sulle ONG tedesche ben finanziate contro Israele che promuovono il boicottaggio contro lo stato ebraico e demonizzano lo Stato. Sempre da Bild: "Milioni a organizzazioni ostili a Israele. I fondi dall'UE e dalla Germania vengono utilizzati da organizzazioni che non solo criticano Israele, ma diffamano anche lo stato e sono vicini alla campagna antisemita di boicottaggio (BDS) o arrivano addirittura a sostenere la propaganda terroristica.” L’articolo continua: "Secondo un rapporto del Ministero israeliano degli affari strategici, l'UE paga milioni di euro ogni anno a organizzazioni dimostrabilmente anti-israeliane. L’Independent Mideast Freedom Forum ha recentemente criticato i fondi versati della UE all'autorità palestinese per pagare le pensioni ai terroristi ". L'ONG Monitor, con sede a Gerusalemme, ha pubblicato una serie di rapporti che contengono informazioni sulla politica tedesca, inclusi quelli delle Fondazioni Friedrich Ebert, Heinrich Böll, Konrad Adenauer e Rosa Luxembourg. Il Jerusalem Post ha riferito a febbraio che le organizzazioni umanitarie tedesche e un significativo gruppo di esperti della Fondazione Heinrich Böll finanziano ONG palestinesi che sostengono il boicottaggio dello stato ebraico. Le rivelazioni sono state divulgate in un rapporto di 22 pagine del Ministero israeliano per gli affari strategici intitolato: "The Money Trail: il finanziamento delle organizzazioni dell'Unione europea che promuove il boicottaggio contro lo Stato di Israele". Le organizzazioni tedesche “Pane per il mondo”, “World Peace Service, “ Heinrich Böll Foundation e il “Green Party” finanziano l'ONG palestinese per i diritti umani di Ramallah Al-Haq. World Peace Service,poi, è un'agenzia governativa tedesca. Secondo il rapporto, “ Al-Haq è guidato da un ex alto funzionario dell'organizzazione terroristica FPLP , il Fronte popolare per la liberazione della Palestina considerata tale anche dalla UE. Shawan Jabarin, direttore generale di Al-Haq, ha scontato tre anni di prigione per attività terroristiche, e attualmente in contatto con ex attivisti del FPLP, anch'essi detenuti a causa del coinvolgimento nel terrorismo ". Anche gli Stati Uniti hanno anche classificato il FPLP come entità terrorista. Olga Deutsch, vice presidente di NGO Monitor, ha dichiarato al Jerusalem Post che "il governo tedesco dovrebbe immediatamente bloccare ogni finanziamento al gruppo Al-Haq. Ancora più importante, la Germania dovrebbe definire di linee guida in fatto di finanziamenti e quale devono essere i criteri di selezione ". I critici su Twitter hanno accusato Maas e la cancelliera Angela Merkel di ipocrisia. Merkel, che ha dichiarato in Israele nel 2008 che la sua sicurezza è "non negoziabile" per la sua amministrazione, ha votato con regimi autoritari tra cui la Repubblica islamica dell'Iran 16 volte nel 2018 per condannare lo stato ebraico. La Germania si è astenuta da quattro risoluzioni statali antiebraiche. L'ambasciatore tedesco dell'ONU Christoff Heusgen ha paragonato Israele all'entità terrorista Hamas a marzo al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Sempre a marzo, il Partito della Democrazia Cristiana della Merkel e il Partito Social Democratico di Maas hanno respinto una mozione di opposizione da parte del “Libero Partito Democratico” per modificare le decisioni di voto anti-Israele della Merkel all'ONU. Domenica scorsa, il giornalista Daniel Fallenstein ha scritto sul sito di notizie” Ruhrbarone”: "Parlare pro-Israele, ma agire contro l'Israele: ecco chi è Heiko Maas".

IL FOGLIO: "Berlino e l’amicizia con Israele"

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Stop ai “trattamenti ingiusti” e alla “marginalizzazione” di Israele alle Nazioni Unite. A dirlo, riconoscendo un certo pregiudizio del Palazzo di vetro, è la Germania di Angela Merkel, membro non permanente del Consiglio di sicurezza di cui è presidente da aprile, con una dichiarazione del ministero degli Esteri diffusa anche in lingua inglese. L’occasione sono i 70 anni dall’ingresso dello stato ebraico nell’Onu: “La storica responsabilità tedesca per lo stato ebraico e democratico di Israele e la sua sicurezza sono parte della nostra ragion d’essere”, si legge. Finalmente. Con uno storico di votazioni alle Nazioni Unite in linea con paesi come Iran e Yemen su temi come Gerusalemme, le alture del Golan e la Cisgiordania e dopo una risoluzione del partito liberale all’opposizione, l’Fdp, respinta due mesi fa dal Bundestag, Berlino rivendica un ruolo all’Onu rilanciando il multilateralismo tanto osteggiato dagli Stati Uniti di Donald Trump e cambiando l’approccio su Israele. Qualcuno in Israele, come Yair Netanyahu, il figlio del premier Benjamin (cui ha dato risalto anche il tabloid tedesco Bild) ha ricordato i collegamenti tra alcune organizzazioni politiche tedesche e i gruppi palestinesi che sostengono il boicottaggio di Israele. Altri, di maggior spessore e peso politico, come Jeremy Issacharoff, l’ambasciatore di Gerusalemme in Germania, hanno accolto positivamente la svolta. Era stato proprio Issacharoff ad auspicare che si ripartisse dalla bocciatura del Bundestag per dare alla questione un posto nell’agenda politica tedesca. Così ha annunciato di aver tagliato i ponti con l’AfD, tenendo la mano alla cancelliera e al suo governo, in attesa che altri seguano l’esempio tedesco. Magari l’Italia, a parole sostenitrice della causa israeliana, nei voti all’Onu molto più allineata alle dittature del Golfo.

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