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Il Foglio Rassegna Stampa
15.06.2017 La fiera internazionale della sicurezza a Tel Aviv
Commento di Jonathan Pacifici

Testata: Il Foglio
Data: 15 giugno 2017
Pagina: 4
Autore: Jonathan Pacifici
Titolo: «60 secondi»

Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 15/06/2017, a pag. 4, con il titolo "60 secondi", il commento di Jonathan Pacifici.

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Jonathan Pacifici

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Nelle stesse ore in cui Londra faceva il bilancio degli ultimi attacchi del terrorismo islamico, generali, politici e businessman di tutto il mondo affollano i padiglioni della fiera di Tel Aviv. Sono venuti per l’Isdef 2017, una delle principali esposizioni di Difesa e Homeland Security che si è aperta lo scorso 6 giugno. Massiccia la presenza delle delegazioni asiatiche, tra tutte un folto gruppo di alti ufficiali dell’Eserci - to popolare di Liberazione cinese guidato con grande dimestichezza dal personale dell’amba - sciata cinese. L’India, che si prepara a un ulteriore rafforzamento dei rapporti con Israele con la visita delpremier Narendra Modi all’inizio di luglio e la firma di una fornitura di missili per Esercito e Marina da 2.6 miliardi da parte di Iai e Refael, ha occupato un’intera area della fiera con una presenza record di 55 aziende. E poi l’Africa, tanta Africa. Mentre il premier Netanyahu rientrava da Monrovia – dove nel corso del Summit Economic Community of West African States (Ecowas) aveva incontrato undici capi di stato e di governo – per ricevere il premier etiope a Gerusalemme, le delegazioni del continente nero esaminavano con attenzione le ultime novità nella guerra al terrore.

 

Presente in fiera anche una vecchia conoscenza italiana, l’ex campione del Milan George Weah, oggi senatore e candidato alla presidenza della Liberia. Tra i padiglioni più gettonati quello dell’Unità antiterrorismo della polizia israeliana, dove i robot antibomba hanno stupito gli ospiti con le loro dimostrazioni. Si tratta di unità americane e tedesche con software completamente modificato dalle unità informatiche israeliane. Il loro braccio meccanico può raccogliere fino a cinque campioni e iniziare l’analisi senza intervento umano: capacità estremamente efficaci contro i rischi batteriologici o radioattivi. Molto apprezzate anche le varie tecnologie legate al mondo dei droni, dai software di cybersecurity che ne impediscono il dirottamento alle unità di “contro aerea” che fanno esattamente l’opposto. E poi control rooms per video e cyber sorveglianza, reti cellulari per situazioni di emergenza e anche il padiglione del Magen David Adom (la stella di David Rossa, l’equivalente della Croce Rossa) che presentava quelle tecnologie e protocolli di intervento che sono universalmente riconosciute come un’eccellenza.

“Per noi l’obiettivo”, spiegava alla radio l’ex comandante della Polizia di Tel Aviv, David Tzur, “è concludere la risposta all’attacco terroristico entro i 60 secondi”. E’ proprio dopo la conclusione dell’evento che parte la vera battaglia, occuparsi dei feriti nel minor tempo e nel miglior modo possibile. E la misura dell’attenzione che Israele da alla condivisione della propria esperienza con il resto del mondo è fornita anche dalla folta presenza ministeriale. In poche ore si sono avvicendati tra i padiglioni il ministro dell’Intelli - gence e dei Trasporti Israel Katz, il viceministro della Difesa Ben Dahan, il ministro della Tecnologia della Scienza e dello Spazio Ofir Akunis e la ministra delle Pari opportunità Gila Gamliel. Una scelta strategica ben chiara: condividire metodologie e tecnolgie nella speranza di poter condividere presto anche una chiara politica contro l’asse del terrore.

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