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La minaccia arriva dal nord: Hezbollah ai confini d'Israele con le armi dell'Iran (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)
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Parla Bassem Eid, attivista palestinese per i diritti umani, quelli veri (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello - per chi ha difficoltà di lettura dei sottotitoli, cliccare su Youtube in basso a destra)
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Il Foglio Rassegna Stampa
21.04.2017 Il terrorista che chiede alla Fifa l'esclusione delle squadre di calcio israeliane
Il doppio standard di giudizio contro lo Stato ebraico arriva nel mondo del calcio

Testata: Il Foglio
Data: 21 aprile 2017
Pagina: 3
Autore: la redazione del Foglio
Titolo: «Cartellino rosso della Fifa per Israele?»

Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 21/04/2017, a pag. 3, l'editoriale "Cartellino rosso della Fifa per Israele?"

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Jibril Rajoub, presidente della Federazione calcio palestinese

Pare che la Fifa voglia imporre all’Ifa (Israel Football Association) di revocare lo status di professionismo ai club israeliani che giocano nelle “colonie”, ovvero nelle città che sorgono nei Territori presi con la guerra del 1967. Lo scriveva ieri il giornale israeliano Haaretz. Gianni Infantino, a capo della Fifa, potrebbe dunque applicare contro lo stato ebraico un doppio standard che non ha fatto pesare, ad esempio, per i veri casi di aggressione territoriale in giro per il mondo. Jibril Rajoub, presidente della Federazione calcio palestinese, ha chiesto alla Fifa che sia messa all’ordine del giorno la questione per i lavori del Consiglio della Fifa, che si riunirà a Manama, in Bahrein, il 9 maggio. Il ministero degli Esteri israeliano ha inviato una nota a decine di ambasciate chiedendo loro di persuadere i loro paesi ospitanti a rimuovere la questione dall’agenda della Fifa e che, nel caso di un voto, Israele debba prepararsi al peggio. Numerose associazioni sportive hanno aderito all’appello palestinese.

Per l’Italia hanno firmato, fra le altre, l’Unione italiana sport per tutti (Uisp, con 1 milione 300 mila iscritti). E’ un mondo bizzarro: Rajoub, un terrorista già condannato all’ergastolo ma che ottenne la libertà nel 1985 nell’ambito dell’accordo con l’Olp, che dà lezioni di diritti umani all’unica democrazia del medio oriente, arrivando persino a sequestrare l’agenda della Fifa. Speriamo che non accada. O sarebbe un brutto giorno per il pallone e la democrazia. Ma tranquilli: ci sono pur sempre i Mondiali nel Qatar nel 2022, un paese dove gli israeliani non possono entrare.

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