mercoledi` 26 aprile 2017
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Invia ad un amico
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Chi difende davvero i diritti umani all'Onu? (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

L'intervento di Hillel Neuer all'Onu nel giorno dell'odio contro Israele (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)
Per consultare l'archivio Video
CLICCA QUI


Clicca qui





Hai già visitato il sito SILICON WADI?


Clicca qui



Il Foglio Rassegna Stampa
16.03.2011 Israele blocca una nave iraniana carica di armi per Hamas
Sarà Yaakov Amidror il nuovo capo del consiglio per la sicurezza nazionale israeliano

Testata: Il Foglio
Data: 16 marzo 2011
Pagina: 3
Autore: Redazione del Foglio
Titolo: «Netanyahu mette un falco a fermare il traffico d’armi a Hamas»

Riportiamo dal FOGLIO di oggi, 16/03/2011, a pag. 3, l'articolo dal titolo "Netanyahu mette un falco a fermare il traffico d’armi a Hamas".


Yaakov Amidror

Gerusalemme. In una Gerusalemme che guarda con preoccupazione alla crisi egiziana e ai suoi eventuali contraccolpi nei futuri rapporti del Cairo con Israele e con la Striscia di Gaza (cioè con Hamas), il premier Benjamin Netanyahu ha annunciato che il successore del dimissionario Uzi Arad alla guida del Consiglio per la sicurezza nazionale (Nsc) è il generale Yaakov Amidror. Una scelta certo non anodina, visto che il nuovo capo dell’Nsc ha solida fama di hardliner ed è vicino al partito di destra Habayit Hayehudi (“La casa ebraica”). Volto e vistosa barba bianca da baleniere, Amidror è stato il primo esponente del sionismo religioso a essere diventato generale. Entrato nell’esercito nel 1966, è un veterano della Guerra dei Sei giorni. Passato poi all’intelligence militare, ha fatto carriera fino a diventare capo della divisione ricerca. In seguito è stato attaché militare del ministro della Difesa nel primo governo Netanyahu, Yitzhak Mordechai, e poi comandante dei college militari. Le sue ruvide opinioni sono ben note grazie alle sue column per il quotidiano Israel Hayom. Contrario al ritiro da Gaza, favorevole a una rioccupazione prudenziale della Striscia, poco convinto del potenziale di longevità politica di Abu Mazen e dei suoi alleati (secondo lui Hamas potrebbe presto dominare anche la Cisgiordania, il leader dell’Anp è soltanto un pretesto per ottenere concessioni da Israele), fiero del suo essere outspoken (i cittadini israeliani, dice, hanno la tendenza “a non voler riconoscere la dura verità e di conseguenza i politici hanno la tendenza a vendere loro illusioni”), Amidror è un dito nell’occhio per una parte della sinistra. Due ex deputati del Meretz e un gruppo di artisti di tendenza gauchiste hanno firmato una lettera aperta in cui il nuovo capo dell’Nsc è definito “un fascista stile anni Trenta”. La polemica gira attorno a una frase che Amidror avrebbe pronunciato l’anno scorso: “A un soldato che non andasse all’attacco quando gli ordinano ‘Avanti!’, perché dice ‘Due soldati alla mia destra e due alla mia sinistra sono stati uccisi, quindi io non mi muovo’, un normale sistema militare dovrebbe piantare una pallottola in testa mentre un sistema liberale dovrebbe metterlo in galera”. Amidror sostiene che questa frase pronunciata in un convegno sia stata malamente estrapolata dal contesto e che gli attacchi contro di lui rispondano a un antisionismo di maniera di un’estrema sinistra che – come ha detto il deputato dell’Unione nazionale Aryeh Eldad – “oggi sicuramente riterrebbe indegno anche re Davide per essere stato re di Israele, visto che l’unica cosa che guida la sinistra radicale è l’opposizione a qualsiasi cosa che simboleggi la parola patriottismo”. Netanyahu è consapevole che il nome di Amidror non è uno di quelli che suscitano l’applauso generale dell’opinione pubblica locale e internazionale ma si fida della competenza militare e strategica dell’uomo che va alla guida della Sicurezza nazionale. Sicurezza nazionale che in questi giorni è un concetto particolarmente delicato dopo il recente, brutalissimo accoltellamento notturno di un’intera famiglia di coloni, avvenuto a Itamar (le autorità israeliane hanno eccezionalmente diffuso le foto raccapriccianti del massacro) e il fermo ieri di una nave-matrioska carica di armi. L’imbarcazione tedesca Victory, che batte bandiera liberiana, era salpata dalla Siria. Dopo una sosta in un porto turco, il cargo è stato intercettato e controllato da uomini dell’esercito israeliano sulla rotta verso l’Egitto. A bordo è stato trovato un consistente quantitativo di armi nascoste nella stiva. Le autorità israeliane sostengono che si tratti di materiale in arrivo dall’Iran destinato, attraverso lo scivolo costituito dalla Siria (nonostante la tappa anatolica, la Turchia risulta invece del tutto estranea a questo traffico), a Gaza cioè ad Hamas.

Per inviare la propria opinione al Foglio, cliccare sull'e-mail sottostante


lettere@ilfoglio.it
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT