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Il Foglio Rassegna Stampa
16.05.2006 Un Ahmadinejad del dipartimento di italianistica
quello che Alberto Asor Rosa ha scritto, e non rinnega

Testata: Il Foglio
Data: 16 maggio 2006
Pagina: 2
Autore: Yasha Reibman - Davide Romano , David Parenzo
Titolo: «Piccole brutte coincidenze che accompagnano D'Alema alla Farnesina - Lettera al direttore»

Dal FOGLIO del 16 maggio 2006:

Se gli ebrei comandassero il mondo e facessero scorrere denaro nelle tasche dei politici, se la lobby potente e pericolosa, guerrafondaia e sanguinaria, esistesse davvero, se insomma contassimo almeno qualcosa, penso che Massimo D’Alema e il professor Alberto Asor Rosa non metterebbero piede al governo. I due non si possono certo paragonare. Il primo è un politico a tutto tondo. Figlio di un parlamentare del Pci, studente brillante alla Normale. Da quando buttò una molotov ha fatto tanta strada. Segretario e poi presidente del partito più grande della sinistra, in sette anni è passato da Palazzo Chigi a un metro dalla soglia del Quirinale. Domani dovrebbe diventare responsabile della Farnesina nel secondo governo Prodi. Nel frattempo non ha perso occasione per denunciare la “politica sanguinaria” del “governo di Tel Aviv”. Di solito, alle condanne contro Israele non accompagna il dolore per le vittime del terrorismo palestinese. D’Alema è così. Dicono sia antipatico, ma io non ci credo. E’ sua la battuta più bella su Piero Fassino, liquidato come “un po’ troppo sionista”. In effetti, se ci fosse davvero la lobby giudo- pluto-massonica agli Esteri manderemmo senza dubbio Piero (oppure Emma Bonino). Invece nisba. D’Alema è un politico e, si dice, le responsabilità di governo non potranno non cambiarlo. La guerra in Kosovo lo dimostrerebbe. Evviva, ho già messo da parte lo champagne. Francesco Rutelli ha promesso continuità con la politica in medio oriente del governo Berlusconi. Se il leader Maximo seguirà questa linea sarò il primo a brindare. Nel frattempo aspetto e temo. Perché di trappole è cosparsa la via per il Veuve Cliquot. A Gaza c’è il governo guidato dal movimento terrorista Hamas. Per una volta l’Unione europea è apparsa compatta e ha bloccato i fondi e le relazioni diplomatiche. Le premesse non sono le migliori: ad al Jazeera Prodi è sembrato, per un attimo, mettere in dubbio queste decisioni. A Roma i lobbisti ricordano l’accoglienza ad Arafat durante la prima Repubblica. Non vorremmo oggi vedere terroristi di governo atterrare a Ciampino ed essere accolti con le cinture esplosive nel nostro Parlamento. A Teheran c’è il Jihad nucleare minacciato dall’Iran di Ahmadinejad. Il governo Prodi-D’Alema andrà alla ricerca dell’uranio arricchito oppure seguirà le effusioni di Lamberto Dini con gli ayatollah radioattivi? In Italia c’è una cultura dell’odio da estirpare. Sembra un paradosso, ma dobbiamo tutti ringraziare Piero Sansonetti, il direttore del quotidiano di Rifondazione comunista, Liberazione, per aver mostrato ancora una volta il ventre molle di una certa sinistra. Una vignetta paragona Gaza ad Auschwitz. Due deputati in odor di sionismo, Furio Colombo ed Emanuele Fiano, hanno reagito. “L’ebreo, nero, omosessuale” Fausto Bertinotti ha parlato, ma senza dare ancora la luce verde per aprire il cantiere dei lavori sull’antisemitismo a sinistra. D’Alema ancora non dice nulla. Purtroppo è in buona compagnia. Zitto per ora il professor Asor Rosa, per il quale il paragone israeliani- SS non è una novità. “Gli ebrei da razza perseguitata sono diventati razza persecutrice”. Così scrive il professore ne “La Guerra”, pubblicato da Einaudi. Poco tempo fa, Asor Rosa, a Radio Due, riconobbe che si trattava di un’inaccettabile demonizzazione della democrazia israeliana, uno spaccio di pregiudizi antisemiti e promise di modificare il testo. Quella stessa sera fece retromarcia, “non potete chiedermi abiure”. Prono a questo insegnamento, oggi nemmeno io posso mutare il mio giudizio su questo “attaccabrighe, un Ahmadinejad del dipartimento di italianistica”.

E dalla pagina delle lettere dell'edizione del 13 maggio 2006:

Al direttore - Nel totoministri del futuro governo Prodi c’è un nome ricorrente: Alberto Asor Rosa. Pare sia stato indicato da Oliviero Diliberto per il ministero dell’Università. Speriamo non sia vero, visto cosa ha scritto nel 2002 il prof. di Letteratura italiana nel suo libro intitolato “La Guerra”. Ecco alcuni estratti: “Gli ebrei, da razza deprivata, perseguitata e decisamente diversa è diventata una razza guerriera, persecutrice e perfettamente omologata alla parte più consapevole e spregiudicata del sistema occidentale”. Non solo: sempre in riferimento al mondo ebraico, ha proseguito: “La colpa dell’occidente verso l’ebraismo è stata risarcita, assumendosi il carico di una colpa altrettanto grave verso l’islam (…). Da un popolo di religiosi e di pensatori è nato un popolo di zeloti”. Non crediamo che una persona che scrive cose tanto offensive verso il mondo ebraico e la nostra civiltà sia adatta a fare il ministro dell’Università. Non in Italia, almeno. Magari a Teheran. David Parenzo e Davide Romano, via Internet

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