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La Nazione Rassegna Stampa
16.01.2021 Una foto a Yad Vashem
Commento di Roberto Giardina

Testata: La Nazione
Data: 16 gennaio 2021
Pagina: 27
Autore: Roberto Giardina
Titolo: «Quella bimba ariana era ebrea, la beffa a Hitler»
Riprendiamo da NAZIONE/RESTO del CARLINO/IL GIORNO di oggi 16/01/2021, a pag.27 con il titolo "Quella bimba ariana era ebrea, la beffa a Hitler" il commento di Roberto Giardina.

Immagine correlata
Roberto Giardina

Memoria - Una bambina perfetta - Moked
Hessy Levinsons con la foto da bambina


La bambina è splendida, il viso tondo, un ricciolo che appare biondo anche nella foto in bianco e nero, gli occhi enormi spalancati sull'obiettivo e sulla vita che l'attende. È stata scelta come miglior simbolo della razza ariana, destinata a dominare il mondo. Da grande il suo ruolo è già deciso, sarà prigioniera delle tre Kappa, Kinder, Küche, Kirche, bambini, cucina, chiesa. Metterà al mondo figli maschi. perfetti come lei, pronti a morire in guerra. Eppure, la bambina ha un occulto, come dire, difetto di produzione. È ebrea. Un feroce scherzo del fotografo, ma potrebbe avere fatali conseguenze per la piccola e la sua famiglia, come nel primo romanzo di Milan Kundera, Lo scherzo (1967). II giovane protagonista finisce in galera per una frase ironica scritta sulla cartolina inviata alla sua ragazza. Lo racconta quella bambina, la signora Hessy Levinsons Taft, a 86 anni, nella casa di New York, dove giunse di fuga in fuga, trascinata dai genitori. «La mia foto - commenta - è la prova dell'idiozia dei nazisti». Jacob e Pauline erano nati a Ventspils, sul Baltico non lontano da Riga, in Lettonia. Entrambi cantanti lirici, si sposano nel 1928, vanno a Berlino all'inizio degli anni Trenta. Jacob, 27 anni, ha una bella voce da baritono, viene subito scritturato dall'Opera. Si è scelto un nome d'arte Yasha Lenssen, dopo sei mesi scoprono la sua identità, e lo licenziano, gli ebrei non sono ben visti all'Opera già prima dell'avvento di Hitler. Jacob apre una piccola ditta di import export. II 17 maggio del '34, il Führer è al potere da poco più di un anno, nasce Hessy, e Jacob regala alla moglie un pianoforte, che farà parte della loro storia. Quando la piccola ha otto mesi, i genitori vogliono una bella foto della figlia, e vanno nello studio di Hans Ballin, uno dei più noti fotografi di Berlino. Anche lui è ebreo. Nel maggio del '35, la donna a ore di Pauline, giunge eccitata: «Hessy è sulla copertina di una rivista». Non è possibile, a pochi mesi tutti i bimbi sono uguali, risponde la madre. «Nein, nein, nein»: Frau Klauke è sicura, è proprio Hessy. I bimbi saranno uguali, ma la foto è proprio di Hessy, quella in cornice sul pianoforte. Pauline le dà i soldi per comprare la rivista, la donna torna poco dopo con Sonne ins Haus, il sole in casa, settimanale destinato alle buone famiglie naziste. Sul numero 24, in copertina c Hessy, Das schönste arianische Kind di Germania, la più bella bambina ariana. Jacob e Pauline sono terrorizzati, se si scoprirà l'identità della figlia, il regime vorrà vendicarsi, corrono un rischio mortale. Pauline si precipita dal fotografo: «Ma che ha fatto? Non sapeva che siamo ebrei?». Lo sono anch'io, le ricorda Ballin, ho voluto fare uno scherzo a Hitler e ai suoi complici, la più bella del loro Reich, è la sua Hessy, ebrea come noi. II ministro della propaganda Goebbels, le racconta, aveva indetto un concorso per la foto di un bambino ariano, lui ha inviato dieci immagini, hanno scelto Hessy. La foto appare ovunque, nelle edicole, nelle vetrine, viene usata anche per le cartoline postali. Una è giunta alla zia di Pauline, in Lettonia: «È proprio la mia nipotina?», ha scritto a Berlino. I Levinsons devono la vita al talento pubblicitario di Goebbels: non vuole scoprire chi sia la bimba, deve rimanere senza nome, simbolicamente figlia di tutte le mamme del Reich. «Fui segregata in casa», racconta Hessy, i miei genitori avevano paura di portarmi a spasso in carrozzina, e che venissi riconosciuta dai passanti. Ero una celebrità». Otto mesi dopo la pubblicazione vengono emanate le leggi razziali. Nel '37 Jacob è arrestato dalla Gestapo, ma liberato poco dopo, nel dicembre del '38 nasce Noemi. I Levinsons tornano in Lettonia, ma non si sentono al sicuro, ripartono per Parigi, senza dimenticare il piano. I nazisti conquistano Parigi, i Levinsons fuggono ancora nel '41, a Bordeaux, poi a Nizza, Jacob ottiene quattro visti, si perde tempo, stanno per scadere. Per Hessy è un ricordo confuso: ha sette anni, la sorellina cinque. Fuggono di notte in un bosco, un uomo che guida il padre, un contrabbandiere di uomini «tirò fuori un coltellaccio - rammenta - e minacciò noi bambine: se fate chiasso vi taglio la lingua..." Arrivano a Lisbona, il padre corrompe un funzionario dell'ambasciata cubana, i Levinsons nel '42 si imbarcano per Cuba. All'Avana, Jacob ottiene un credito, apre un negozio, nel '49, infine arrivano negli Stati Uniti. Hessy sposa il matematico Earl Taft, diventa professoressa di chimica alla St. John University di New York. Nel 2014, compie 80 anni, va a Gerusalemme e regala la rivista con la sua foto, la perfetta bimba ariana, a Yad Vashem, il memoriale sulla Shoah. «Cosa prova oggi?» le chiedono. «La mia foto è la mia vendetta». Tutti i parenti di Hessy in Lettonia sono scomparsi nei forni crematori.

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