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La Nazione Rassegna Stampa
27.01.2020 La vera storia della signorina Else
Commento di Roberto Giardina

Testata: La Nazione
Data: 27 gennaio 2020
Pagina: 25
Autore: Roberto Giardina
Titolo: «Schnitzler e la (vera) signorina Else»
Riprendiamo da NAZIONE/RESTO del CARLINO/IL GIORNO di oggi 27/01/2020, a pag.25 con il titolo "Schnitzler e la (vera) signorina Else" il commento di Roberto Giardina.

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Roberto Giardina

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La copertina (Adelphi ed.)

Di lei rimane una sola immagine, in divisa di infermiera durante la Grande Guerra. Stephanie Bachrach ha uno sguardo volitivo e malinconico allo stesso tempo. Una giovane donna dell'alta borghesia viennese, negli ultimi giorni di quella che, a torto, viene definita I'Austria Felix. E appare nella stele di marmo sulla sua tomba, tra le mani un mazzo di rose. Stephanie rimase un amore non realizzato di Arthur Schnitzler, o meglio il rimpianto di un amore per lo scrittore e medico, che era un erotomane, dalle molte relazioni, con attrici, ammiratrici, e le signore bene di Vienna. La giovane è la protagonista del saggio di Arne Karsten Der Untergang der Welt von gestern (Beck Verlag, 27,80 euro), il tramonto del mondo di ieri, un riferimento Al mondo di ieri di Stefan Zweig. Ma la giovane vive solo nelle note del diario di Schnitzler. Karsten è uno storico, non un romanziere, non inventa, fa di Stephanie il simbolo di un'èra, ma la rispetta. È la figlia di Julius Bachrach, banchiere ebreo, uno degli uomini più ricchi dell'impero. Nella lista dei mille milionari, giunge all'825° posto, guadagna 846mi1a corone all'anno. II più alto funzionario dell'imperatore arriva a duemila corone al mese. Stephanie vive in una villa da favola. Nel 1910, Arthur Schnitzler al culmine del successo, si compra per 95mila corone una villa a poche decine di metri, nella Sternwaertestrasse. La moglie, l'attrice Olga Gussmann, ha appena 5 anni più di Stephanie, la relazione con lo scrittore è cominciata nel 1892, dieci anni dopo hanno avuto un figlio, si sposano nel 1903. Schnitzler incontra la giovane l'1l marzo del 1911, lei ha 23 anni, e lui 49. E affascinato dalla vitalità di Stephanie, dal suo temperamento fantasioso. ma non osa. I Bachrach sono amici di famiglia. Stephanie ha molti corteggiatori, tra cui lo scrittore Jakob Wasserman, all'epoca molto noto. La sua corte è fastidiosa, opprimente, nota Schnitzler. Julius Bachrach perde il patrimonio per speculazioni in borsa, e si toglie la vita nell'ottobre del 1912. I Bachrach sono in rovina. Stephanie avverte il colpo, la perdita dello status sociale. Schnitzler e Olga le sono vicini, la portano con loro in vacanza, sull'Adriatico, a Venezia. Lo scrittore diventa di fatto il suo terapeuta. Stephanie si impiega come infermiera nel Cottage Sanatorium, una delle più lussuose cliniche d'Europa, a pochi metri dalla villa dello scrittore. Freud vi manda i suoi pazienti. La giovane diventa l'amante del primario Rudolf Urbantschtsch, lui la manipola, la trasforma in una cavia dei suoi esperimenti con la morfina. Olga la mette in guardia, Schnitzler è inquieto: il dottore è «un mattoide», scrive in italiano. Nel 1914, la guerra. Le fortune di Schnitzler cominciano a declinare, perché è contrario al conflitto. II matrimonio è in crisi. Stephanie il 15 maggio del 1917 si toglie la vita con il Veronal e la morfina, il giorno in cui Schnitzler compie 55 anni, e lui è convinto che non sia un caso. Avrà sempre il rimorso di non averla saputa aiutare. Per Karsten il suicidio è il simbolo della fine di un'epoca. L'amante non osa intervenire ai funerali, Schnitzler lo nota nascosto tra gli alberi del cimitero, ma ha inviato cento rose rosse. E si compra il letto della pensione dove ha trascorso l'ultima notte con Stephanie. Nel 1926, scriverà un romanzo ispirato al suo amore Julia, die Geschichte einer Leidenschaft, storia di una passione. Poi emigrerà in California. E il nonno dell'attore e premio Oscar Christoph Waltz. Stephanie viene ricordata anche da Robert Musil nel romanzo incompiuto L 'uomo senza qualità. Schnitzler avrebbe materia per un dramma, per un racconto, ma non userà mai Stephanie per una sua opera, anche se un riflesso di lei si può trovare nella Signorina Else (giovane ricca borghese decaduta che si suicida col Veronal, 1924) e in Fuga nelle tenebre. Nel diario, annota che sei mesi dopo il suicidio, la madre della ragazza, Ama, gli farà pervenire la foto della figlia, in divisa di infermiera. Da quel giorno di maggio, la grafia nei diari cambia a un tratto, sembra quella di un uomo invecchiato di colpo. Stephanie gli appare in sogno ancora per anni.

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