venerdi 26 febbraio 2021
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
--int(0)
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Le parole di Benjamin Netanyahu sull'accordo di pace con il Marocco (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


Clicca qui






La Stampa Rassegna Stampa
18.02.2021 Il politicamente corretto secondo Umberto Eco
Analisi di Umberto Eco

Testata: La Stampa
Data: 18 febbraio 2021
Pagina: 29
Autore: Umberto Eco
Titolo: «Quando il politically correct sconfina nel fondamentalismo»

Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 18/02/2021, a pag.29 con il titolo "Quando il politically correct sconfina nel fondamentalismo" l'analisi scritta nel 1997 ma sempre attuale di Umberto Eco.
Stona, nelle due pagine dedicate a Eco, un articolo di Gianni Vattimo, che con la direzione Molinari non aveva più collaborato alla Stampa. Aveva destato indignazione il suo invito a leggere "I Protocolli dei Savi di Sion".

Risultato immagini per Umberto Eco
Umberto Eco

Risultato immagini per politically correct
Uccidere la libertà di parola a colpi di "tolleranza"


In una mia Bustina precedente dicevo che il politically correct, nato inAmerica per difendere i diritti delle minoranze oppresse, per opporsi a ogni forma di discriminazione razziale, sta trasformandosi in un nuovo fondamentalismo. E i fondamentalismi, che assumono che della Verità si possa dare solo una e una versione, ritenendo tutti gli altri dei devianti, non sono necessariamente intolleranti (potrebbero consentire ad altri di non essere fondamentalisti) ma certamente rischiano di diventare intolleranti, esiliando dalla Comunità coloro che non si attengono alla «retta» interpretazione dei testi. Un mio amico, professore in una università americana, mi ha raccontato questo episodio. Lui fuma, non si pub fumare negli edifici universitari e perciò, nell'intervallo tra una lezione e l'altra, va fuori a fumare. Ci sono anche altri studenti che fumano e vanno fuori anche loro: si ritrovano e chiacchierano per dieci minuti. [...] Ora il mio amico americano è stato denunciato al suo preside da alcuni studenti non fumatori con questa motivazione: intrattenendosi fuori con gli studenti fumatori egli stabilisce con essi un rapporto privilegiato, a scapito degli studenti non fumatori. Questo rapporto privilegiato viola le regole che noi chiameremmo di parcondicio, quindi il suo comportamento è censurabile. Come si vede, in questo caso non si tratta del rispetto di una minoranza precedentemente emarginata o potenzialmente emarginabile, ma se mai delle difese di una maggioranza, ovvero della preoccupazione di non creare una minoranza in qualche modo avvantaggiata. È intuitivo come una simile preoccupazione di rispetto per ciascuno possa produrre una situazione di pericolosa intolleranza verso chiunque. Per esempio potrebbe portare alla legge che io non debbo sposare la persona che amo ma quella che mi viene assegnata, per rispettare i diritti di qualsiasi minoranza etnica (nel senso che, se dieci cinesi si sono già sposate, io debbo sposare una indiana, o una finlandese, ma non una cinese, per garantire pari opportunità a ciascuna minoranza etnica). [...] L'invenzione dell'università (e tra l'altro nel Medio Evo e proprio a Bologna) è stata un grande evento perché ha stabilito che doveva esistere una istituzione destinata all'insegnamento, non solo indipendente dal potere politico e religioso, ma in cui ciascun insegnante doveva essere ideologicamente indipendente dall'università stessa. Idea rivoluzionaria che ha permesso il progresso della scienza occidentale. Ma con il politically correct questa libertà viene revocata in dubbio. Un professore di letteratura inglese viene invitato a non fare un corso su Otello di Shakespeare perché la figura del Moro geloso e omicida potrebbe offendere studenti non occidentali, non può parlare de Il Mercante di Venezia per l'ovvia ragione che in quella tragedia Shakespeare non dimostrava di essere immune da un certo antisemitismo popolare (anche se Shylock è un personaggio sublime). Ma addirittura è scoraggiato dal fare un corso su Aristotele se questo implica che con questo trascuri la filosofia e la mitologia di qualche etnia africana (i cui discendenti frequentano l'università). Che sia giusto e utile insegnare sia Aristotele che i miti Dogon, è fuori discussione. Ma purtroppo il politically correct punisce oggi chi insegna Aristotele e premia chi insegnai miti Dogon. Ii che rappresenta una forma di fanatismo e fondamentalismo pari a quella per cui si insegnava che Aristotele incarnava la razionalità umana e i miti Dogon erano solo espressione di una mentalità selvaggia. È giusto che una università, come del resto una scuola media, trovi spazio per l'insegnamento di tutte le prospettive (per cui da tempo sostengo che in una buona scuola bisogna insegnare che cosa dice la Bibbia, che cosa dicono i Vangeli, e il Corano, e gli scritti del Buddha) . Ma proibire a qualcuno di parlare della Bibbia (che conosce bene), solo perché questo discorso esclude il Corano, è una pericolosa forma d'intolleranza mascherata da rispetto per opinioni diverse.

Per inviare alla Stampa la propria opinione, telefonare: 011/65681, oppure cliccare sulla e-mail sottostante


lettere@lastampa.it

Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT


Sostieni INFORMAZIONE CORRETTA con il tuo contributo

o saremo costretti a sospendere le pubblicazioni


Con 90 euro l'anno puoi continuare ad avere tutti i giorni una informazione
indipendente su Israele


Fino al 30 Marzo puoi anche approfittare dell'offerta speciale di soli 60 euro
(equivalente al costo di un caffè la settimana) per i lettori più fedeli.

Paga ora con carta di credito/Paypal cliccando qui

oppure con bonifico bancario verso il conto IT72M0200801140000101349255


Contributi superiori al minimo richiesto sono ovviamente graditi in questo momento
di particolare necessità.