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La Stampa Rassegna Stampa
23.01.2021 'Faremo strage di ebrei'. Ecco la rete dei suprematisti italiani
Cronaca di Tommaso Fregatti, Matteo Indice

Testata: La Stampa
Data: 23 gennaio 2021
Pagina: 14
Autore: Tommaso Fregatti, Matteo Indice
Titolo: «'Faremo strage di ebrei'. Smantellata la rete dei suprematisti italiani»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 23/01/2021, a pag.14, con il titolo " 'Faremo strage di ebrei'. Smantellata la rete dei suprematisti italiani" la cronaca di Tommaso Fregatti, Matteo Indice.

Esclusivo: chi c'è dietro il nazista alla porta. Ecco le chat segrete della  scuola dell'odio - l'Espresso
Uno dei simboli dei suprematisti italiani

Preparare una bomba, per Andrea Cavalieri, studente savonese di 22 anni che campava con la compravendita di cimeli del fascismo o del nazismo, pareva una specie di formalità. «Ma sai che i carboncini, con poche rettifiche, diventano un ordigno... Due tubi, due fondelli: il gioco è fatto», spiegava a un amico diciassettenne di Torino. Con lui voleva creare una cellula italiana della «Atomwaffen Division», movimento neonazista e suprematista nato nel Sud degli Stati Uniti che ha compiuto diversi attentati. Cavalieri, per creare la sua cellula, era entrato in contatto con militanti americani di organizzazioni suprematiste come l'Awd e il Ku Klux Klan. «È tempo di imbracciare le armi», scriveva sul canale pubblico di Telegram «Sole Nero», che aveva creato e che in pochi mesi aveva raccolto più di 500 iscritti. In precedenza aveva frequentato il liceo classico Chiabrera di Savona, appassionandosi alla Resistenza. Ieri mattina i poliziotti della Digos genovese lo hanno arrestato per «associazione a delinquere con finalità di terrorismo e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale aggravata dal negazionismo», perquisendo altre 12 persone in varie Regioni. Le perquisizioni, oltre all'abitazione del fermato, sono scattate in provincia di Genova, Torino, Cuneo, Cagliari, Forlì-Cesena, Palermo, Bologna e Perugia. Nel mirino dell'antiterrorismo è finita quella che gli inquirenti definiscono un'autentica «rete», ancorché al momento non sia facile decrittarne al dettaglio le ramificazioni. I poliziotti della Digos e dell'Ucigos si sono concentrati proprio sugli appartenenti al gruppo Telegram «Sole Nero». Tra i personaggi «rilevanti» agli occhi di chi indaga figurano in particolare i militanti delle zone di Cuneo, Cagliari e Perugia. A tutti sono stati sequestrati device e, in un paio di occasioni, armi legalmente detenute. Cavallerie i suoi sodali volevano seguaci determinati, pronti «a morire con dignità» per perseguire la causa. E cioè combattere ebraismo, femministe, omosessuali e persone di colore, mentre tra gli obiettivi primari figurava una scuola. Per trovare gli adepti sottoponevano chi voleva entrare nell'organizzazione a un questionario: 30 domande, tra le quali «cosa ne pensi della detenzione delle armi?», «cosa pensi degli ebrei?», «cosa pensi di Mussolini o Hitler?", «vale più il sangue o il denaro?». I punti di riferimento erano Anders Breivik, che il 22 luglio del 2011 in Norvegia uccise 77 persone; Brenton Tarrant, che il 15 marzo 2019 fece 51 vittime in due moschee a Christchurch in Nuova Zelanda, e l'italiano Luca Traini, che ferì a Macerata il 3 febbraio 2018 sei immigrati con una calibro 9. L'organizzazione, per quanto agli albori, cercava di darsi una struttura militare, chi non era pronto a gesti estremi veniva allontanato e avevano disponibilità di alcune pistole, legalmente detenute dal padre di Cavalieri sequestrate dalla Digos a inizio indagine: «Ho le armi, penso che farò Traini 2.0». Altro obiettivo erano i movimenti femministi e gay: «Sono tutti nostri nemici— scriveva Cavalieri - ora voglio uccidere i ragazzini che hanno fatto la mostra sull'Olocausto». Per il giudice queste frasi non erano solo deliri di onnipotenza. «L'esperienza degli attentati terroristici - scrive - ha confermato la reale e concreata pericolosità anche di piccoli gruppi e la possibilità di compiere atti gravi pur con strumenti limitati».

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