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La Stampa Rassegna Stampa
18.03.2020 La dissidente cubana mette in guardia gli americani contro Sanders
La intervista Paolo Mastrolilli

Testata: La Stampa
Data: 18 marzo 2020
Pagina: 15
Autore: Paolo Mastrolilli
Titolo: «'Sanders non capisce Castro destabilizza tutta l'America latina'»
Riprendiamo dalla STAMPA del 17/03/2020, a pag.15, con il titolo 'Sanders non capisce Castro destabilizza tutta l'America latina' l'intervista di Paolo Mastrolilli.

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Paolo Mastrolilli

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Rosa Maria Payà

«Sanders è un ignorante, nel senso che non conosce la realtà cubana. Le sue dichiarazioni in difesa di Castro dovranno avere un impatto non solo sulle primarie democratiche in Florida, ma anche sulle presidenziali di novembre, perché gli Usa devono chiarire la loro linea verso una dittatura criminale che sta destabilizzando l'intera America Latina».
Rosa Maria Payà ha la stessa gentilezza e determinazione del padre Oswaldo, il dissidente che secondo la sua famiglia fu ucciso in un incidente d'auto provocato dagli agenti del regime nel 2012. Ora lei vive a Miami e ha raccolto la sua eredità politica.

Come giudica le dichiarazioni di Sanders in difesa di Castro?
«Denotano la sua ignoranza della realtà cubana: istruzione e sanità sono al collasso, così promuove la propaganda menzognera del regime. Ma indicano anche un pericolo per la politica estera degli Usa in tutta l'America Latina. Non ha alcuna idea di quanto sia dannoso il castrismo non solo per i cubani, ma per tutto il continente. In Paesi come Venezuela, Nicaragua, Bolivia, è provata l'ingerenza dei servizi di L'Avana».

Biden era parte dell'amministrazione Obama che aveva normalizzato le relazioni con Cuba. Come lo giudica?
«Deve spiegare qual è la sua proposta per Cuba e l'America Latina. Durante l'amministrazione Obama si è rafforzata l'influenza della dittatura castrista, e l'hanno pagata i sudamericani. Democratici e repubblicani devono tenere una linea coerente, appoggiare il diritto alla democrazia dei cubani, e premere sul castrismo con tutti i mezzi, diplomatici, politici ed economici».

Trump ha bloccato la normalizzazione. Come lo giudica?
«È sempre meglio chiamare un dittatore col suo nome. Ma si può fare molto di più per premere sui criminali al potere a Cuba, e nello stesso tempo aiutare i cittadini cubani».

Com'è la situazione col nuovo presidente Diaz-Canel?
«Non è un presidente, ma un dittatore designato dal vero potere, che resta nella mani di Raul Castro e della cupola del sistema di intelligence e del Partito comunista. Lo dicono apertamente lo stesso Diaz-Canel, e il testo costituzionale che hanno imposto in maniera illegittima nell'aprile dell'anno passato. Non c'è nulla di salvabile nella nuova struttura della dittatura cubana. La repressione è aumentata. Lo scontento, la protesta e la volontà di cambiamento del popolo cubano sono sempre più intensi. Siamo molto preoccupati perché questa situazione di vulnerabilità della dittatura fa aumentare dispotismo e repressione. Perciò proponiamo un cambio pacifico del sistema politico con l'iniziativa "Cuba Decide"».

Le dichiarazioni di Sanders peseranno sul voto oggi in Florida?
«Certamente. Devono influenzare non solo il voto dei cubani, ma di tutti i nordamericani. Deve rettificare i suoi errori, e il candidato nominato dovrà chiarire la linea verso una dittatura criminale che non governa solo Cuba».

Intende dire che i cubani governano anche in Venezuela? 
«Sono loro che tengono in piedi Maduro. Il presidente Guaidò ha detto che bisogna premere sulla dittatura cubana, perché è lei che decide la politica venezuelana, e il candidato presidenziale americano non può ignorarlo».

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