mercoledi` 26 febbraio 2020
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Alan Dershowitz: 'Ecco 5 motivi per combattere il movimento razzista e antisemita BDS' (Sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


Clicca qui





Hai già visitato il sito SILICON WADI?


Clicca qui






La Stampa Rassegna Stampa
27.01.2020 Iran: il regime criminale cerca un capro espiatorio
Cronaca di Francesca Paci

Testata: La Stampa
Data: 27 gennaio 2020
Pagina: 18
Autore: Francesca Paci
Titolo: «La sfida di Rohani: pronto a lasciare se non dite la verità sul jet abbattuto»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 27/01/2020, a pag.18, con il titolo "La sfida di Rohani: pronto a lasciare se non dite la verità sul jet abbattuto", il commento di Francesca Paci.

La ricerca di un capro espiatorio da parte del regime criminale di Teheran dopo l'abbattimento dell'aereo ucraino e l'uccisione di tutti i passeggeri è in linea con la politica di una dittatura come quella sciita iraniana. E' il regime nel suo complesso che dovrebbe salire sul banco degli imputati, troppo comodo identificare uno o pochi responsabili di un disastro aereo senza precedenti.

Ecco l'articolo:

Risultati immagini per francesca paci la stampa
Francesca Paci


L'11 gennaio, dopo tre giorni di smentite, Teheran ammetteva di aver abbattuto per sbaglio il Boeing ucraino precipitato il mercoledì precedente poco dopo il decollo dall'aeroporto della capitale, spiegando di averlo scambiato per un jet statunitense all'attacco delle basi iraniane. Cosa è accaduto nelle frenetiche 72 ore in cui sui social è dilagata la paura della terza guerra mondiale, l'epilogo dell'escalation cominciata con l'assassinio del generale dei pasdaran Soleimani? Il «New York Time»s ricostruisce adesso quei momenti densi di storia, con il presidente Rohani che, insolitamente duro, denunciava come «imperdonabile» l'errore e le piazze raccolte per piangere le 176 vittime che, una dopo l'altra, volgevano il dolore in protesta contro il regime. 
È proprio nel tono del Capo dello Stato, l'ala riformista-realista del sistema degli ayatollah, che pare vada cercata la chiave di volta. Secondo i dettagli messi insieme dal quotidiano americano incrociando le testimonianze di diplomatici e insider iraniani, sembra che il comandante della Guardia Rivoluzionaria responsabile dell'abbattimento (arrestato negli ultimi due giorni) abbia chiesto invano l'autorizzazione prima di decidersi a pigiare il pulsante fatale, che abbia capito nel giro di pochi minuti di non aver colpito l'obiettivo giusto e che, a disastro avvenuto, l'abbia comunicato in tempo reale ai superiori. Inutilmente, però. Perché la linea dettata dalla Guida Suprema Khamenei era sul principio di negare a oltranza.

Immagine correlata

Rohani però, informato in seconda battuta, avrebbe minacciato le dimissioni se il governo non avesse raccontato la verità. Un ultimatum: il chiarimento o la crisi di governo.
Per quanto in queste ore Teheran rivendichi il proprio tempismo nel fare chiarezza, il quadro che viene a delinearsi mostra una spaccatura profonda nel regime degli ayatollah, che spiega anche due punti apparsi subito strani. Da un lato il silenzio iniziale di Rohani seguito dalla sua successiva veemenza. Dall'altro la tempistica relativamente breve con cui Teheran ha fatto «mea culpa» dopo un iniziale muro di gomma opposto ai familiari dei passeggeri che chiedevano informazioni. Era stato lo stesso «New York Times», a 24 ore dall'abbattimento del Boeing, a mostrare il video, ritenuto attendibile, con il momento in cui il missile centrava l'aereo e lo faceva esplodere, smentendo cosi la versione iniziale del guasto tecnico.

Per inviare alla Stampa la propria opinione, telefonare: 011/065681, oppure cliccare sulla e-mail sottostante

lettere@lastampa.it

Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT