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La Stampa Rassegna Stampa
28.12.2019 La storia di Fariba Abdelkhah, perseguitata dal regime iraniano
Cronaca di Leonardo Martinelli

Testata: La Stampa
Data: 28 dicembre 2019
Pagina: 9
Autore: Leonardo Martinelli
Titolo: «Fariba, sciopero della fame nel carcere dei Pasdaran»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 28/12/2019, a pag.9, con il titolo "Fariba, sciopero della fame nel carcere dei Pasdaran" la cronaca di Leonardo Martinelli.

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Leonardo Martinelli

Era il 5 giugno scorso e Fariba Abdelkhah, antropologa franco-iraniana, rinomata esperta dello sciismo, fu catturata dai Pasdaran, i guardiani della rivoluzione, mentre si trovava a Teheran. Lo stesso giorno (ma si è saputo in ottobre) anche un suo amico, il francese Roland Marchai, venne preso in consegna all'arrivo all'aeroporto della capitale iraniana. Specialista del Corno d'Africa, amico di Fariba e suo collega al Centro di ricerche internazionali di Sciences Po di Parigi (Ceri), la stava raggiungendo per le vacanze. Entrambi si trovano ancora nella prigione di Evin, a Teheran: separati, nella sezione delle donne e in quella degli uomini.

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Fariba Abdelkhah

Per mesi Emmanuel Macron ha tentato di mediare in segreto fra Donald Trump e il regime iraniano sul nucleare. Ed è forse per quello che è rimasto silente sul caso dei due connazionali. Poi la sua impresa diplomatica è fallita e già lo scorso 10 dicembre ha definito «intollerabile» l'incarcerazione di Abdelkhah e di Marchal. In seguito Abbas Mussavi, portavoce della diplomazia iraniana, ha risposto denunciando «un'ingerenza inaccettabile negli affari interni» del suo Paese. Ieri il ministero degli F.steri francese ha convocato l'ambasciatore iraniano a Parigi, Bahram Ghassemi, per protestare di nuovo sul destino dei due ricercatori e per sottolineare «l'estrema preoccupazione sulla situazione di Fariba Abdelkhah che ha In prigione anche il suo collega Marchai Parigi convoca l'ambasciatore smesso di alimentarsi». Il Quai d'Orsay ha pure insistito perché alla donna sia concesso d'incontrare i rappresentanti consolari francesi. I Pasdaran non le riconoscono la nazionalità francese, a differenza di Marchai, che può essere invece assistito. Non solo: dalla vigilia di Natale Fariba sta facendo uno sciopero della fame assieme a Kylie Moore-Gilbert, un'australiana incarcerata a Evin. Ricercatrice del Centro di studi sull'islam di Melbourne, fu arrestata nel settembre 2018 e poi condannata a dieci annidi carcere per spionaggio, la stessa accusa mossa a Abdelkhah. Entrambe assicurano di essere vittime di «torture psicologiche» e di «violazioni dei diritti umani». Le notizie che arrivano da Evin indicano che Fariba non ce la farebbe più, caduta in depressione dalla fine di novembre. Ma a Teheran non cedono. Da poco Trump è riuscito a far liberare Xiyue Wang, ricercatore americano imprigionato a Teheran, in cambio della liberazione di Massud Soleimani, universitario iraniano catturato negli Usa nel 2018. Nel caso dei due francesi, Abdelkhah e Marchai, a Teheran sarebbero disposti a lasciarli partire solo se Parigi otterrà la liberazione di Assadollah Assadi, diplomatico iraniano accusato di spionaggio e in carcere in Belgio. E se la Francia libererà Jalal Rohollahnejad, ingegnere iraniano arrestato lo scorso 2 febbraio a Nizza. E accusato dagli americani di aver esportato a Teheran tecnologia sensibile, compresi certi sistemi anti-drone.

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