sabato 08 agosto 2020
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
--int(0)
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

'Sono nato per odiare gli ebrei': una testimonianza sull'antisemitismo islamista in Europa (Video con sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


Clicca qui






La Stampa Rassegna Stampa
04.12.2019 Shoah calpestata: il pattinatore russo con il costume metà da deportato ebreo, metà da assassino nazista
Cronaca di Giulia Zonca

Testata: La Stampa
Data: 04 dicembre 2019
Pagina: 37
Autore: Giulia Zonca
Titolo: «L'Olocausto sui pattini diventa un oltraggio»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 04/12/2019, a pag.37, con il titolo "L'Olocausto sui pattini diventa un oltraggio" il commento di Giulia Zonca.

Una sola nota critica al titolo dell'articolo: come sottolinea rav Roberto Della Rocca in altra pagina pubblicata oggi da IC, è fuorviante l'utilizzo del termine "Olocausto" a proposito dello sterminio degli ebrei europei da parte della Germania nazista perché è parola incrostata di significati teologici che con la storia del Novecento non hanno niente a che vedere. Per questo è preferibile la scelta del termine "Shoah".

Ecco l'articolo:

Risultati immagini per giulia zonca la stampa
Giulia Zonca

Risultati immagini per anton shulepov costume
Anton Shulepov

La scelta ha sollevato perplessità e proteste fin dalla prima uscita stagionale di Anton Shulepov, pattinatore russo che gareggia con la musica di « Schindler's List» e un costume diviso in due: metà guardia nazi e metà prigioniero ebreo. Con tanto di stelle di David. Lui e il suo staff non hanno sentito ragioni, non hanno cambiato rotta, convinti di interpretare un dramma storico, hanno respinto le accuse di scarsa sensibilità. Lui non è il primo in questo sport che sceglie la colonna sonora del film di Spielberg. Ai Giochi di Sochi, nel 2014, Yulia Lipnitskaya, allora atleta simbolo per Putin, ha contribuito all'oro vinto in squadra con il cappotto rosso della bambina di una delle scene più tristi. Però Shulepov, che ha avuto meno successo con questa coreografia, ha scatenato reazioni disgustate. A ogni prova nessuno parlava dei suoi salti, tutti del costume. Al Gran Prix francese si è piazzato ultimo e giù critiche. Strano che la federazione internazionale non se ne sia curata. Strano fino a ieri quando il disagio è degenerato in offesa. L'Isu, l'organo che regola il pattinaggio, ha inserito il costume tra quelli da votare come migliori dell'anno. Dopo aver ricevuto lettere cariche di indignazione e l'esplicita richiesta di una marcia indietro della Anti-defamation league, associazione che monitora gli atti di discriminazione contro la comunità ebraica, ha ritirato la candidatura. E peggiorato la posizione. Dicono di aver sbagliato programma, «volevamo indicare il costume del corto» che sarebbe una camicia blu su pantalone nero e nonostante nell'esercizio, Shulepov passi dal blu al rosso con un colpo di scena, è difficile crederci. E’ difficile credere che si sia arrivati fino a qui.

Per inviare alla Stampa la propria opinione, telefonare: 011/65681, oppure cliccare sulla e-mail sottostante

lettere@lastampa.it

Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT