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La Stampa Rassegna Stampa
03.12.2019 Su Amazon anche Auschwitz diventa un regalo di Natale: il ritiro solo dopo lo scandalo
Cronaca di Letizia Tortello

Testata: La Stampa
Data: 03 dicembre 2019
Pagina: 14
Autore: Letizia Tortello
Titolo: «Amazon choc. Vendeva oggetti del Natale con foto di Auschwitz»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 03/12/2019, a pag.14, con il titolo "Amazon choc. Vendeva oggetti del Natale con foto di Auschwitz" la cronaca di Letizia Tortello.

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Letizia Tortello

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Un'idea per il Natale a tema Shoah: Amazon lo ha messo in vendita insieme ad altri dello stesso genere. Solo dopo che lo scandalo è diventato notizia sono stati ritirati dala vendita

Un apribottiglie colorato, un tappetino per il mouse, c'erano perfino le formelle da appendere all'albero di Natale. Tutto in versione gadget colorato con vischio e fiocchettini, souvenir di viaggio in finta ceramica con la scritta «Krakow, Poland». L'immagine stampata sugli oggetti tranquillamente messi in vendita su Amazon raffigurava il paesaggio della morte e dell'orrore del Novecento, le baracche e i caseggiati di Auschwitz.

Ritirati dopo la denuncia del museo È la scoperta denunciata domenica dal memoriale del lager nazista, che con un tweet ha invitato il colosso dell'e-commerce a rimuovere immediatamente gli ornamenti dalle pagine dei prodotti acquistabili. «Commercializzare oggetti del Natale con le foto di Auschwitz è inappropriato - hanno detto i vertici del museo -. Auschwitz su un apribottiglie è inquietante e irrispettoso». Nel giro di poche ore, il post è stato condiviso migliaia di volte, e ha radunato commenti indignati e pieni di rabbia contro Amazon e contro i mancati controlli dei prodotti venduti attraverso la sua piattaforma. Alle 13,30, in un altro tweet, sempre il memoriale ha fatto sapere che le pagine erano state rimosse. Di quelle foto agghiaccianti, provocazioni di pessimo gusto, che non fanno che infiammare i pericolosi rigurgiti neonazisti diffusi qua e là in Europa, per fortuna non v'era più traccia. «Tutti i venditori devono seguire le nostre linee guida e coloro che non lo faranno saranno sottoposti ad azioni da parte nostra, inclusa la potenziale rimozione del loro account», ha reagito Amazon. Ma non è ancora chiaro per quanto tempo la merce sia stata pubblicizzata online. Su questo punto, il colosso dell'e-commerce non risponde. Un ex dipendente dell'azienda, Chris McCabe, ha tenuto a spiegare ai media internazionali che «il portale è solitamente molto reattivo, prima con algoritmi che filtrano i prodotti non conformi alle policy, poi con la valutazione umana, nel cancellare gli annunci inopportuni», ma non sempre gli è possibile controllare tutto, soprattutto sotto Black Friday, quando il traffico della compravendita aumenta. Purtroppo, i casi come quello accaduto domenica non sono isolati. Non è infrequente trovare cimeli nostalgici del nazismo sulle pagine dello shopping online. A inizio anno scorso, aveva fatto scandalo la Lidl, che in Polonia aveva messo in vendita camicie della sua linea di moda Esmara, somiglianti in modo inquietante alle casacche dei detenuti dei lager.

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