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La Stampa Rassegna Stampa
11.11.2019 Rivlin invita Liliana Segre a visitare Israele
Cronaca di Edoardo Izzo

Testata: La Stampa
Data: 11 novembre 2019
Pagina: 14
Autore: Edoardo Izzo
Titolo: «Rivlin invita Segre in Israele: 'Disgustato dalle minacce'»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 11/11/2019, a pag.14, con il titolo "Rivlin invita Segre in Israele: 'Disgustato dalle minacce' " la cronaca di Edoardo Izzo.

Bene ha fatto il Presidente dello Stato d'Israele Reuven Rivlin a porgere solidarietà a Liliana Segre e a invitarla a visitare lo Stato ebraico. Se Liliana Segre accetterà di fare una visita in Israele come senatrice, sarà per lei l'occasione per constatare come l'odio antisemita sia declinato oggi molto spesso nella variante antisionista, che vuole la cancellazione dell'unico Stato ebraico dalle mappe geografiche.  Sempre di antisemitismo si tratta, ma nella sua versione contemporanea. Liliana Segre avrà così l'opportunità di frequentare ebrei che la pensano diversamente da Gad Lerner (si veda il commento di Deborah Fait in altra pagina).

Ecco l'articolo:

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Reuven Rivlin, Liliana Segre

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Il nuovo antisemitismo: l'odio contro Israele

«La tua missione personale, la tua forza e il tuo coraggio sono modello per noi in Israele e per le comunità ebraiche in tutto il mondo». A scriverlo è il presidente di Israele, Reuven Rivlin, in una lettera inviata ieri a Liliana Segre, la senatrice a vita finita sotto scorta dopo le minacce ricevute. «Non ci sono parole per esprimere il mio orrore e il mio disgusto - scrive Rivlin. - Come sopravvissuta alla Shoah hai visto le conseguenze terribili e tragiche dell'antisemitismo se non viene fermato». Il caso Segre, aggiunge il presidente israeliano, «è solo un altro terribile esempio della realtà per gli ebrei in Europa oggi». «È inaccettabile che odio e xenofobia ancora piaghino la nostra società. I sopravvissuti all'Olocausto, come la senatrice Liliana Segre, sono testimoni viventi degli orrori che possono realizzarsi quando l'antisemitismo è senza controllo», è stato il commento dello Yad Vashem, l'ente nazionale per la Memoria della Shoah di Gerusalemme, che si è augurato l'impegno delle autorità italiane per assicurare la sicurezza di Segre e degli altri ebrei presenti in Italia e ha poi fatto appello ai leader del mondo affinché dichiarino «il loro impegno nel combattere l'antisemitismo e tutte le forme di odio». Proprio Yad Vashem, il 23 gennaio prossimo, ospiterà il Quinto Forum Mondiale sulla Shoah per ricordare il 75esimo anniversario della liberazione di Auschwitz-Birkenau, dove sarà presente anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, assieme ai leader mondiali di oltre 30 Paesi.

"Una fascia tricolore alla senatrice" A raccogliere l'appello anti-odio intanto è l'Anci che il 10 dicembre, in occasione dell'anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, chiama a raccolta tutti i sindaci d'Italia a Milano, indossando la fascia tricolore. «La fascia tricolore è per noi sindaci il simbolo più alto ed evocativo dei principi e dei valori costituzionali del nostro Paese - ha detto il presidente dell'Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro -. Per questo ci piacerebbe consegnare, quel giorno, una nostra fascia tricolore a Liliana Segre». Un commento anche dal leader della Lega Matteo Salvini, in comizio a Ferrara: «È giusto essere vicini a Liliana Segre e a chiunque sia vittima della violenza del prossimo. Però senza l'ipocrisia di qualcuno che a sinistra si sta sgolando per Liliana Segre e poi, quando sfila in piazza la Brigata ebraica il 25 aprile, la fischia perché odia Israele e lo vorrebbe cancellare dalla faccia della terra. Si dovrebbero vergognare».

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