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La Stampa Rassegna Stampa
10.11.2019 Brasile: libero, in attesa della sentenza della Corte Suprema, l'ex presidente Lula, plaudono i dittatori
Cronaca di Emiliano Guanella

Testata: La Stampa
Data: 10 novembre 2019
Pagina: 16
Autore: Emiliano Guanella
Titolo: «L'ira di Bolsonaro 'Lula libero ma è una canaglia colpevole'»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 10/11/2019, a pag.16, con il titolo "L'ira di Bolsonaro 'Lula libero ma è una canaglia colpevole'" l'analisi di Emiliano Guanella

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Condannato per corruzione e riciclaggio di denaro sporco nelle prime tre sentenze, Lula è libero in attesa del giudizio della Corte Suprema. Torna a fare politica tra il plauso delle varie dittature in America Latina e dei partiti estremisti di sinistra in Europa.


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Emiliano Guanella

Ecco l'articolo:


Lula lancia la sua crociata e dà appuntamento al suo popolo alle prossime sfide politiche: «Voglio lottare e viaggiare in Brasile e in America Latina - le sue prime dichiarazioni diffuse in un video dopo la scarcerazione da Curitiba - per combattere il settore marcio del potere giudiziario, della polizia, della Procura, e anche il settore marcio delle imprese brasiliane». L’obiettivo dell’ex presidente e idolo della sinistra brasiliana è «costruire una integrazione latinoamericana molto forte», ha dichiarato l'ex presidente all’incontro del «Gruppo di Puebla» di leader progressisti d'America latina in svolgimento a Buenos Aires. Dopo aver rivolto un appello all'unità dei latinoamericani, Lula ha suggerito, utilizzando una metafora calcistica scherzosa, che «non dobbiamo perdere tempo a discutere se Pelé è più grande di Maradona», perché «Pelé è Pelé e Maradona è Maradona». Il progetto politico L'obiettivo della mia vita, ha poi detto, riguarda il «sogno di costruire la nostra grande America latina», perché «credo sia davvero possibile migliorare la vita dei popoli di Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay». Questo accadrà, ha sottolineato, «solo se la gente avrà rispetto per i poveri, trovi lavoro per loro e operi per la redistribuzione della ricchezza. E penso che (il presidente eletto Alberto) Fernandez può fare questo in Argentina e che il risultato può essere di esempio per tutta l'America latina». Lula si è detto quindi «felice per la rielezione di Evo Morales in Bolivia, nonostante le canagliate che stanno realizzando nei suoi confronti». E mentre Lula galvanizza alleati e amici (in America latina ma non solo), il presidente del Brasile Jair Bolsonaro non riesce a nascondere la sua irritazione per la liberazione del suo predecessore che definisce sprezzantemente «canaglia». «Non diamo munizioni alla canaglia, che è momentaneamente libera, ma è colpevole», ha scritto nel suo account Twitter Bolsonaro. Non è chiaro se l'ex presidente potrà sin da subito svolgere attività politica e lanciare la sfida diretta a Bolsonaro per le elezioni del 2022. La Corte Suprema di Brasilia ha stabilito che un imputato può essere imprigionato solo dopo aver esaurito i ricorsi possibili e l'ex presidente è già stato condannato in tre gradi di giudizio in base all'accusa di corruzione e riciclaggio di denaro. Può però ancora ricorrere proprio alla Corte Suprema, ma ci vorrà tempo

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