venerdi 15 novembre 2019
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Chi sono veramente i palestinesi? Lo spiega lo storico Benny Morris (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


Clicca qui





Hai già visitato il sito SILICON WADI?


Clicca qui






La Stampa Rassegna Stampa
21.10.2019 Trump: in Iraq le truppe ritirate dalla Siria
Commento di Paolo Mastrolilli

Testata: La Stampa
Data: 21 ottobre 2019
Pagina: 11
Autore: Paolo Mastrolilli
Titolo: «Trump: in Iraq le truppe ritirate dalla Siria»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 21/10/2019, a pag.11, con il titolo "Trump: in Iraq le truppe ritirate dalla Siria", il commento di Paolo Mastrolilli.

Per approfondire, rimandiamo all'analisi di Antonio Donno, oggi in altra pagina di IC.

Ecco 'articolo:

Risultati immagini per paolo mastrolilli la stampa
Paolo Mastrolilli

Risultati immagini per kurds

I militari americani ritirati dalla Siria si sposteranno nell'Iraq occidentale, per aiutare la stabilizzazione del Paese e prevenire il ritorno dell'Isis. Ad annunciarlo è il capo del Pentagono, Mark Esper, in visita nella regione.

Risultati immagini per trump
Donald Trump

Questa scelta, che conferma l'abbandono dei curdi nella zona invasa dalla Turchia, da una parte serve a tranquillizzare i critici di Trump che temono un disimpegno degli Usa dal Medio Oriente, ma dall'altra rappresenta un tradimento della promessa elettorale del presidente di terminare «le guerre infinite» e riportare a casa i soldati. In principio il capo della Casa Bianca aveva dato via libera all'offensiva di Erdogan, per creare un cuscinetto di sicurezza in territorio siriano, o quanto meno non l'aveva ostacolata, annunciando che avrebbe ritirato i militari americani dall'area delle operazioni. Le dure critiche ricevute dagli stessi repubblicani hanno spinto Trump a fare marcia indietro, prima con sanzioni alla Turchia, poi inviando il vice Pence ad Ankara per negoziare la tregua, che prevede la fine dell'attacco in cambio del riposizionamento a Sud delle milizie curde dell'Ypg. Questo accordo è in via di applicazione, ma resta l'incognita della reazione di Damasco, Mosca e Teheran all'occupazione permanente di territorio siriano da parte dei turchi. Esper però ha chiarito che i circa mille soldati americani ritirati non torneranno a casa, e non verranno spostati in Arabia Saudita. Andranno in Iraq occidentale, da dove potranno condurre operazioni antiterrorismo in Siria, se fosse necessario intervenire per impedire la rinascita dell'Isis. I 150 militari schierati nella base meridionale di al Tanf resteranno invece al loro posto. Queste decisioni significano tre cose: primo, l'abbandono dei curdi dell'Ypg è confermato, con tutte le conseguenze geopolitiche nell'area; secondo, gli Usa non intendono lasciare la regione, per non correre il rischio di favorire il ritorno del Califfato; terzo, i soldati ritirati dalla Siria non torneranno a casa. Questa strategia lascia aperti i rischi di un conflitto regionale, ma risponde almeno in parte alle preoccupazioni espresse dagli stessi repubblicani sul disimpegno generalizzato dal Medio Oriente. Deluderà però gli elettori, che si aspettavano il rimpatrio dei militari.

Per inviare alla Stampa la propria opinione, telefonare: 011/65681, oppure cliccare sulla e-mail sottostante

lettere@lastampa.it

Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT